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mercoledì 9 ottobre 2019

L'Angolo del Trader


*Diasorin *molto debole martedi' in scia a Qiagen (che perde il 20% circa a Francoforte). Il gruppo attivo nel settore dei test molecolari ha comunicato che i ricavi preliminari del terzo trimestre sono in crescita del 3% a/a (tassi di cambio constanti), contro il 4-5% dell'outlook, a causa della debole performance registrata nel mercato cinese.
Qiagen ha anche varato una revisione della struttura del gruppo da realizzare entro fine 2019, con un impatto negativo sul conto economico pari a 260-265 milioni di dollari ante imposte. Infine Qiagen ha annunciato l'uscita di scena del presidente e CEO Peer M. Schatz dopo 27 anni nel gruppo. Diasorin ha toccato un minimo intraday a 99,90 euro per poi riporarsi poco oltre i 100 euro, dopo avere terminato lunedi' a 106 euro.

A 101,60 i prezzi hanno violato la linea di tendenza che unisce i minimi del 30 luglio e del 10 settembre, linea di base (neckline) del testa spalle ribassista disegnato a partire dal top del 18 giugno. Il completamento di questa figura potrebbe mettere fine all'uptrend in atto dai minimi di dicembre 2018: la neckline coincide infatti con la media mobile esponenziale a 100 giorni, un riferimento la cui violazione puo' significare una inversione duratura della tendenza.
Target del testa spalle a 91 euro circa, supporto intermedio a 95 euro. Sotto area 91 i prezzi potrebbero scendere fino a 84 euro circa prima di incontrare un nuovo supporto. Solo recuperi oltre i 102 euro negherebbero il rischio di una accelerazione ribassista prospettando il test della forte resistenza di area 107,70 euro.
Seduta difficile ieri per Salvatore Ferragamo, -1,99% a 15,9750 euro.

UBS ha confermato il giudizio neutral sul titolo ma ha ridotto il target da 18,50 a 17,60: gli analisti hanno tagliato le stime 2019 sui ricavi dell'1% e del 4% sull'utile per azione. La situazione a Hong Kong (importante polo del lusso) resta tesa: ieri il capo dell'esecutivo locale, Carrie Lam, non ha escluso l'intervento diretto della Cina se fosse necessario per ripristinare l'ordine.
Indicazioni negative sono giunte anche dalle ultime notizie riguardo la disputa commerciale tra Pechino e Washington, un tema che interessa tutte le aziende attive a livello internazionale. Il Dipartimento del Commercio americano ha inserito 28 soggetti cinesi (8 società e 20 pubbliche amministrazioni) nella lista nera (nota come "Entity List") in quanto implicati in casi di violazione di diritti umani nella campagna di repressione cinese contro membri di gruppi musulmani.

Peggiora quindi il clima dei negoziati USA-Cina: il presidente Trump ha affermato di ritenere improbabili progressi nell'incontro in programma a fine settimana. L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo evidenzia la tendenza ribassista in essere dalla primavera 2017, con i prezzi scesi ieri sui minimi da fine 2012.
Le flessioni delle ultime due settimane hanno spinto i corsi sotto la neckline del testa e spalle ribassista formatosi a partire da fine 2014, completando in tal modo la figura e inviando di conseguenza un ulteriore segnale di debolezza. Il titolo rischia ora approfondimenti verso 14,30 (supporto e resistenza nel 2011 e 2012) con appoggio successivo in area 13,20 (base del canale discendente in essere dal 2017).

Sostegno di brevissimo a 15,37. Concreti segnali di forza solo in caso di stabilizzazione oltre 16,50/16,70, prologo a un attacco al massimo di fine settembre a 17,2850: in caso di successo via libera verso 18,65, picco del 12/9.

UBI Banca positiva martedì, in controtendenza rispetto al comparto.
L'indice FTSE Italia Banche segna -1,19%, l'EURO STOXX Banks (-1,1%). Ieri il Sole 24 Ore ha scritto che la banca potrebbe rinviare di qualche mese la presentazione del piano industriale: il quotidiano ipotizza a febbraio 2020. Il rinvio potrebbe essere motivato dalla volontà di attendere le decisioni della BCE sul tema dei crediti deteriorati ma, alla luce delle recenti indiscrezioni (e dichiarazioni dell'a.d.

di BPM Giuseppe Castagna), è verosimile ritenere che la causa possa essere l'esistenza di negoziati in corso per una eventuale fusione. Sotto il profilo grafico Ubi Banca è riuscita a reagire all'ennesimo test della base del canale crescente disegnato dai minimi di agosto, a 2,47 circa, e a riavvicinarsi alla resistenza statica a 2,675, massimi di luglio e del 1 ottobre.
La rottura di questo ostacolo riattiverebbe l'uptrend verso area 2,80/2,86, massimi annuali toccati ad aprile. Sotto 2,47 e alla violazione della media mobile a 100 sedute passante da 2,44 circa, rischio di indebolimento verso il supporto a 2,35 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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