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mercoledì 9 ottobre 2019

La FED interviene sul mercato interbancario


Cosa sta accadendo negli Stati Uniti? La Banca Centrale americana, la Federal Reserve, è in fibrillazione. E quando le Banche Centrali si agitano, di solito, il problema non è da poco.
Allora premettiamo che negli Stati Uniti stiamo assistendo forse al più lungo periodo di espansione economica che si ricordi, quindi un rallentamento dell’economia a stelle e strisce non solo non sarebbe sorprendente, ma lo potremmo ritenere assolutamente fisiologico.
E’ vero che la crisi economico/finanziaria del 2007/2008 non era durata tantissimo, negli Usa ovviamente, ma era stata particolarmente … virulenta.
La Banca Centrale, per contrastarla, aveva preso delle misure drastiche che non avevano raffronti con il passato, i tassi negli Stati Uniti sono rimasti a zero per anni ed erano stati impiegati trilioni di dollari in operazioni di quantitative easing.
Ecco, senza entrare nel tecnico, dovete pensare che le varie iniezioni di liquidità nel sistema, insomma le varie dosi di quantitative easing sono un po’ come la chemioterapia, dopo che hanno avuto il loro effetto … devono anche essere smaltite.
Ed effettivamente è andata così, terminato il quantitative easing col tempo si è intrapreso un percorso di “normalizzazione” del sistema economico e finanziario americano.
Ma se il sistema economico diciamo … che ha ripreso in maniera “normale”, quello finanziario, anche perché era quello che aveva avuto i maggiori “scossoni” … sì certo … aveva dato segnali di ripresa, ma è comunque sempre rimasto più debole rispetto al passato, rispetto al pre/crisi.
Ricordiamo infatti che l’evento che ha caratterizzato la crisi, insomma l’evento simbolo della crisi del 2007/2008 è stato il più grande fallimento del mondo, cioè quello della Lehman Brothers, e quel terremoto aveva portato alla fusione degli altri colossi bancari americani.

 
Colossi, però, almeno secondo alcuni … coi piedi d’argilla.
Comunque sia da un certo punto in avanti le cose sembravano normalizzarsi, si è intrapresa la strada di un graduale aumento dei tassi e questo, certamente, per le Banche, era una buona notizia.
Insomma senza esaltarsi troppo, si poteva comunque dire che non sembravano esserci nubi all’orizzonte. 
Ricordandoci comunque che la Borsa ha continuato a salire in maniera spropositata, trimestre dopo trimestre dal 2009 fino ad oggi con una unica eccezione, ossia il quarto trimestre dello scorso anno.
Ma quest’anno non solo Wall Street aveva recuperato le perdite del quarto trimestre del 2018, ma aveva polverizzato qualsiasi record precedente.

Cosa fa la FED

Ma torniamo alla Federal Reserve, abbiamo detto che le cose vanno sostanzialmente bene quando improvvisamente succede qualcosa il 17 settembre scorso.
Allora è il giorno in cui la Fed si riunisce per il consueto meeting, ed è costretta ad intervenire sul mercato interbancario.
Dunque occorre specificare che le banche … è ovvio che operano normalmente sul mercato interbancario, ossia si prestano i soldi tra di loro, non è necessario che intervenga la Banca Centrale.
La Banca Centrale naturalmente interviene quando sul mercato interbancario le cose non funzionano come dovrebbero, in pratica quando le Banche cominciano ad avere delle perplessità a finanziarsi fra di loro, insomma non si fidano tanto.

 
All’inizio non viene dato nessun allarme perché tre giorni dopo è il terzo venerdì del mese, quindi ci sono le scadenze tecniche, si pensa che ci sia qualche Istituto che necessiti di un aiuto/extra per pochi giorni.

Ma quando passa il 20 ed inizia la nuova settimana non solo la situazione non migliora, anzi improvvisamente, il giorno 26, peggiora nettamente.
A questo punto l’intervento della Fed si intensifica e di molto ed il Governatore Powell è costretto a dichiarare che dovrà intervenire solo per qualche giorno, ma ancora per una quindicina di giorni, ossia fino al 10 ottobre.
Cosa succede poi, che nonostante la Fed abbia aumentato enormemente i suoi interventi sul mercato interbancario le cose non migliorano ed oggi? Oggi la Fed ha detto che non concluderà i suoi interventi fino al 10 ottobre, ma che proseguirà perlomeno per l’intero mese di ottobre.
Si può sapere cosa è successo?
No, Ovviamente non si hanno dettagli.

Sapete come funziona il mercato finanziario, se una Banca o un grande fondo di investimento speculativo, avesse anche un solo piccolo problema, qualora lo rendesse pubblico è chiaro che, se non altro per cautela, qualcuno comincerebbe a chiudere i propri rapporti con quella Banca o a riscattare le proprie quote se stiamo parlando di un fondo, con la conseguenza che il “piccolo problema” diventerebbe così un “grande problema”.
Insomma, qualcosa sul mercato finanziario americano … non va.

E la Federal Reserve sta intervenendo. Questo è sicuro.
Quando sapremo qualcosa di più preciso?
Molto probabilmente solo alla fine del mese, la prossima riunione della Fed, infatti, è prevista per il 29/30 ottobre (e non dimentichiamoci che il 31 molto probabilmente ci sarà la Brexit).
Cosa potrà annunciare in quel momento Powell?
Secondo alcuni potrà addirittura annunciare un nuovo azzeramento dei tassi negli Stati Uniti e secondo altri un nuovo Quantitative easing (sarebbe il quarto negli Usa).
Insomma tutte misure che si prendono quando le cose vanno male.
Quindi stiamo all’erta.
Il 17 settembre scorso la Federal Reserve, ossia la Banca Centrale americana interviene sul mercato interbancario, sembra sia solo un intervento “quasi” si routine perché 3 giorni dopo, venerdì 20 settembre è giornata di scadenze tecniche.
Ma passa il 20 settembre, si apre la nuova settimana e … le cose non cambiano, anzi il 26 settembre le cose addirittura peggiorano e costringono la Fed ad annunciare che le operazioni sul mercato interbancario sarebbero continuate per altre due settimane, fino al 10 ottobre.
Ed oggi?
Ad oggi la situazione non solo non è migliorata, ma è decisamente peggiorata al punto che la scadenza degli interventi della Fed è stata portata al mese di novembre.
Dopo quindi la nuova riunione della Fed che avverrà il 29/30 di ottobre.
La Fed, quindi, probabilmente annuncerà in quell’occasione nuove misure di politica monetaria.
C’è chi si attende addirittura un azzeramento dei tassi negli Stati Uniti, certo sarebbe una misura drastica che potrebbe anche ottenere un effetto contrario rispetto a quello sperato.
Certamente verrà annunciato un nuovo taglio dei tassi … ma di quanto?
Si parte da mezzo punto … a salire.
E c’è chi parla espressamente di un nuovo Quantitative easing, arrivando anche ad ipotizzare l’ammontare di acquisti mensili (intorno ai 35/40 miliardi di dollari al mese).
Tagli dei tassi, quantitative easing … ma siamo in recessione?
No, ma … forse, anzi … molto probabilmente.
E non dimentichiamo un’altra scadenza importante: il 31 forse (anzi probabilmente) sarà il giorno della Brexit!!!
Insomma un “ottobre rosso” all’orizzonte?
Non fasciamoci la testa prima di essersela rotta, ma meglio indossare un elmetto, potrebbero cadere dall’alto dei calcinacci che potrebbero farci del male, molto male! 
Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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