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martedì 8 ottobre 2019

Il dollaro schizza, la Cina è pronta all’accordo. Si tratta di un rally durevole?

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management
Questa settimana ci sono in agenda 3 eventi che potrebbero innescare una forte impennata per il dollaro USA. I dialoghi commerciali USA-Cina, i verbali del FOMC e le dichiarazioni del Presidente della Federal Reserve Jay Powell. Questa mattina gli investitori sono stati scettici riguardo alle trattative commerciali in quanto il Vice Premier He ha dichiarato che la Cina non cederà sulla politica industriale e sulle sovvenzioni statali. Verso la fine della giornata il Ministro per il commercio cinese ha dichiarato che la Cina è pronta ad un accordo parziale sui punti già discussi come l’acquisto dei prodotti agricoli statunitensi. La Cina inoltre stabilirà una tempistica per un accordo più ampio il prossimo anno. Tuttavia, i temi come la proprietà intellettuale e le sovvenzioni del governo sono totalmente fuori discussione.
L’Amministrazione Trump non ha commentato sulla possibilità di accettare l’offerta, ma il cambio USD/JPY è salito nella convinzione che il Presidente Trump ne approfitterà per distrarre l’attenzione dalla richiesta di impeachment e per far salire il comparto azionario. Ora ci chiediamo cosa questo comporti davvero, cioè se gli USA accoglieranno questo accordo con una graduale riduzione dei dazi. Se lo faranno, il rally del cambio USD/JPY e di tutti gli altri cambi con la valuta nipponica potrebbe durare, soprattutto se dovessero scendere le aspettative di un taglio dei tassi. Ma se gli USA rifiuteranno il ramoscello d’ulivo e spingeranno per impegni maggiori dalla Cina, o se ancora decidessero di non ridurre i dazi, il dollaro vedrà una repentina inversione. Mentre aspettiamo la risposta degli USA, gli aggiornamenti dalla Cina continueranno a dominare l’andamento del dollaro.
Intanto, non ci aspettiamo un granché dalle dichiarazioni del Presidente della Fed Powell – venerdì ha messo in discussione la necessità di un ulteriore intervento definendo forte l’economia sottostante, ma in un contesto di notizie positive sul fronte commerciale, delle dichiarazioni meno caute potrebbero innescare una forte impennata per il dollaro. I trader danno al 70% la possibilità di un taglio dei tassi questo mese e se i verbali della Fed taglieranno ulteriormente queste aspettative, potremmo vedere il cambio USD/JPY toccare il livello di 108. Considerando che 2 membri hanno votato contro la riduzione dei tassi durante l’ultimo vertice, i verbali potrebbero essere meno cauti. Il report di domani sull’inflazione passerà in secondo piano rispetto alle altre notizie in quanto la pressione dei prezzi è contenuta.
La prospettiva di un accordo commerciale parziale avrebbe dovuto spingere il dollaro australiano e quello neozelandese, ma nessuna delle due valute ha mostrato grandi reazioni. Anzi, entrambe le valute hanno segnato le peggiori performance della giornata, chiudendo la seduta newyorkese vicino al minimo giornaliero. Questo, unitamente all’andamento sottotono del Dow, mostra lo scetticismo degli investitori che non vedono il Presidente Trump pronto ad intervenire per ridurre i dazi.
L’altra grande notizia della giornata riguarda la Brexit. Lord Pentland ha deciso che il Primo Ministro Johnson non sarà costretto a chiedere una proroga alla Brexit da parte dell’UE. Gli investitori sono stati delusi in quanto una decisione diversa avrebbe potuto portare ad un’uscita caotica il 31 ottobre. Ora staremo a vedere se Johnson rispetterà la sua parola. Ha affermato che ora tocca all’UE in quanto lui ha presentato la sua proposta. Senza la richiesta forzata di un rinvio, la possibilità di una Brexit senza accordo è del 60% o anche maggiore. more.
L’euro è arrivato a pochi pip da 1,10 nonostante i dati deludenti tedeschi sugli ordinativi alle fabbriche. I dati sulla produzione industriale saranno rilasciati domani e ci si aspettano delle letture deboli. Sebbene il cambio EUR/USD sia un cambio a rischio, la prospettiva di dati deludenti dalla Germania significa che qualsiasi eventuale rally sarà limitato a 1,10.
Kathy Lien

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