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venerdì 11 ottobre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Tenaris e Generali sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Nuova seduta in rialzo ieri per il Ftse Mib che dopo il recupero della vigilia ha allungato ulteriormente il passo, fermandosi a ridosso dei massimi intraday a 21.756 punti, con un progresso dell'1,03%.
L'indice delle blue chips è riuscito a venir fuori dal trading range delle tre sessioni precedenti, rompendo i massimi con un allungo sopra quota 21.700.
Una rottura rialzista che dovrà essere confermata nelle prossime ore, anche per scongiurare il rischio di un falso segnale, preludio ad un ritorno delle vendite.
Con conferme al di sopra di area 21.700 il Ftse Mib metterà nel mirino la chiusura del gap-down del 2 ottobre poco sopra i 21.900 punti, da cui dovrebbe risultare agevole un approdo in area 22.000.
Solo oltre questo livello si potranno ipotizzare sviluppi rialzisti più consistenti, con primo target i 22.250 punti e obiettivo successivo i massimi dell'anno in area 22.350/22.360, la cui rottura appare poco probabile nell'immediato.
Segnali di incertezza per il Ftse Mib si avranno con ritorni sotto quota 21.700/21.650 punti, per un nuovo test di area 21.500.
Al di sotto di questo livello la discesa proseguirà verso i 21.350 punti, parte bassa del range delle prime tre sedute della settimana.
Sarà questo l'ultimo sostegno da difendere per evitare un ritorno sui recenti minimi in area 21.100, con estensione fino a quota 21.000.
Negativo l'abbandono di quest'ultimo livello, evento che spalancherà le porte ad una discesa verso i 20.500 punti prima e fino ad area 20.000 nella peggiore delle ipotesi.

Tenaris ancora in pericolo.

Bando ai long almeno per ora

Al pari del Ftse Mib, anche Tenaris ieri ha chiuso la seconda seduta consecutiva in rialzo, guadagnando lo 0,95% a 9,31 euro.
Il titolo ha beneficiato della buona intonazione del settore oil, alimentata dal recupero del petrolio che dopo i recenti cali ha dato vita ad una prima reazione, riportandosi sopra quota 53,5 dollari al barile.
Tenaris non risente in maniera diretta dell'andamento del petrolio, ma viene influenzato dall'intonazione del comparto di appartenenza.
Il titolo si trova in una situazione tecnica molto delicata e pericolosa, visto che continua a viaggiare a ridosso dei minimi dell'anno.
Tenaris ha avviato un bel recupero da metà agosto fino a metà settembre, a arrivando a toccare un top a 10,8 euro.
Da questo livello si è avuta una rovinosa caduta che ha portato le quotazioni a inizio mese ad aggiornare i minimi dell'anno, con un bottom a 9,08 euro lo scorso 3 ottobre.
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Tenaris non è stato certo aiutato da alcune cattive notizie arrivate nei giorni scorsi, con riferimenti in primis al giudizio severo di Goldman Sachs che ha ribadito la raccomandazione "sell", con un prezzo obiettivo tagliato da 13,4 a 13 euro.
A pesare sul titolo sono state anche le indiscrezioni circolate nella prima settimana di ottobre, relative ad una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della società San Faustin, holding del gruppo Techint, che controlla Tenaris con il 60,45%, e dei suoi amministratori, i fratelli Gianfelice e Paolo Rocca, rispettivamente consigliere e presidente e CEO del gruppo.

Il titolo resta così a poca distanza dai minini dell'anno da cui sta provando a reagire, ma il recupero visto fino ad ora è insufficiente a mettere al riparo dal rischio di nuovi cali.
Un primo segnale di ripresa si avrà per Tenaris con ritorni al di sopra dei 9,5 euro, preludio ad un test dei massimi dell'1 ottobre a 9,89 euro.
Oltre questa soglia ci sarà spazio per un allungo fino a 10 euro, violati il quali il titolo recupererà terreno verso i 10,25/10,3 euro prima e in seguito in direzione dei top di settembre a 10,8 euro.
Una discesa sotto i 9,3/9,25 euro vedrà Tenaris scivolare sui minimi dell'anno a 9,1/9,08 euro, persi i quali difficilmente la discesa sarà contenuta dai 9 euro, con proiezioni successivi a 8,75 euro prima e a 8,6/8,5 euro in seguito. 

Generali: ecco quando valutare nuovi posizionamenti al rialzo

Chiusura leggermente positiva ieri per Generali che è salito dello 0,22% a 17,87 euro, mostrando una minore forza relativa rispetto al Ftse Mib.
Dopo aver testato in due occasioni la soglia dei 18 euro a settembre, il titolo ha avviato un ritracciamento che lo ha portato al test dei 17,4 euro, da cui sono ripartiti gli acquisti.
Il titolo nelle scorse giornate è finito sotto la lente di alcune banche d'affari e in particolare di Kepler Cheuvreux che da una parte ha ribadito la raccomandazione "hold" e dall'altra ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo da 18,3 a 19 euro.
Cattive notizie invece da Banca Akros che a inizio meso ha riservato una bocciatura a Generali, con una riduzione del rating da "accumulate" a "neutral", a fronte di un target price invariato a 18,5 euro.
Dal punto di vista tecnico il titolo conferma una solida impostazione rialzista e nel complesso mostra una buona tenuta rispetto al mercato.
Una conferma di ciò arriva dalla reazione di Generali che ha visto ripartire gli acquisti dopo il test del supporto dei 17,4/17,3 euro, precedente resistenza.
Fino a quando il titolo si manterrà al di sopra di questa soglia resterà orientato al rialzo, ma per avere nuovi sviluppi positivo bisognerà attendere la violazione dei 18 euro.
Oltre questo livello Generali punterà prima ai massimi di luglio 2015 a 18,25/18,3 euro, superati i quali potrà estendere la salita fino ai 18,5 euro.
In caso di forza il titolo metterà nel mirino la soglia dei 19 euro, con eventuali estensioni fino ai top di marzo 2015 a 19,2 euro.
Perchè questo scenario rialzista possa concretizzarsi sarà necessario assistere ad uno sviluppo positivo dell'intero mercato, perchè difficilmente il titolo andrà molto lontano se il Ftse Mib dovesse tornare indietro.
La mancata violazione dei 18 euro costringerà a rivolgere nuovamente lo sguardo sui supporti, il primo dei quali è in area 17,7/17,65 euro.
Sotto questo livello il focus sarà sull'importante sostegno dei 17,4/17,3 euro, perso il quale Generali rischierà di arretrare verso i 17 euro prima e in seguito in direzione dei 16,5 euro nella peggiore delle ipotesi. 
Fonte: News Trend Online

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