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mercoledì 30 ottobre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. STM e Telecom Italia sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Dopo tre sedute consecutive in rialzo, Piazza Affari ieri ha rivisto il segno meno, con una chiusura leggermente negativa.
Il Ftse Mib si è fermato a 22.680 punti, con un frazionale ribasso dello 0,07%, dopo aver toccato nell'intraday un top a 22.747 punti, sostanzialmente allineato con quello della vigilia.
Il mercato mantiene una solida impostazione rialzista, anche se, come già evidenziato nelle ultime giornate, i volumi a sostegno di questa ascesa si confermano alquanto deboli.
Dal punto di vista tecnico con la tenuta dei 22.600/22.500 punti il Ftse Mib potrà tentare nuovi allunghi verso i 22.750/22.800 punti, superati i quali ci sarà spazio al rialzo in direzione dei 23.000/23.1500 punti.
In corrispondenza di questa soglia sarà probabile una pausa di consolidamento prima di nuove salite.


Un primo segnale di incertezza si avrà con la mancata rottura dei 22.700/22.800 punti e con il contestuale ritorno delle quotazioni sotto i 22.600/22.500 punti.
L'abbandono di questa soglia potrebbe portare ad un'accelerazione ribassista del Ftse Mib verso i 22.350/22.300 e i 22.150 punti, con proiezione successiva fino alla soglia psicologica dei 22.000 punti.
Su questo livello sarà importante assistere ad un ritorno degli acquirenti, pena una prosecuzione delle vendite con primo target per il Ftse Mib in area 21.750 e obiettivo successivo a ridosso dei 21.500 punti. 
Per la seduta odierna non sarà da escludere un atteggiamento improntato alla cautela da parte degli investitori, in vista dell'appuntamento chiave con la Fed che a mercati europei chiusi annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse.

STM: un rally che ha bisogno di una pausa? Le attese nel breve

Ancora una seduta in rialzo per STM che ieri è salito dell'1,5% a 20,97 euro, con un movimento in netta controtendenza rispetto al Ftse Mib che lo ha portato ad occupare la seconda posizione nel paniere delle blue chips.
Il titolo ieri ha inanellato la quarta seduta consecutiva in progresso, con un incremento di circa il 13% in questo breve arco temporale.
L'ultima spinta al rialzo è partita giovedì scorso in seguito alla diffusione da parte della società dei risultati del terzo trimestre che diverse banche d'affari hanno definito buoni, unitamente ad un outlook rassicurante per il trimestre in corso e per l'intero 2019.
Il mercato ha premiato con numerosi acquisti nella giornata di giovedì i conti di STM che continuano a sostenere l'ascesa dei corsi, favoriti questi ultimi anche dalle indicazioni bullish di diverse banche d'affari.
Vari analisti hanno confermato la raccomandazione "buy" sul titolo, con una revisione al rialzo del target price, segnalando che il più elevato al momento è quello di Liberum, fissato a 28 euro.
STM sta aggiornando quasi quotidianamente i massimi dell'anno e non più tardi di ieri è arrivato a toccare un top nell'intraday a 21,1 euro, riportando su valori di prezzo che non si vedevano ormai da fine giugno 2018.
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Il deciso rialzo messo a segno nelle ultime sedute ha portato ad un forte ipercomprato sugli oscillatori tecnici e questo potrebbe far presagire a breve una correzione o quantomeno una fase di stabilizzazione che permetta di scaricare un po' gli eccessi.
Se il titolo dovesse proseguire lungo la via dei guadagni, invierà un nuovo segnale di forza con il superamento dei massimi di ieri a 21,1 euro.
Oltre questo livello ci sarà spazio per un allungo verso i 21,5 euro prima e in seguito in direzione dei 22 euro, con eventuali estensioni fin verso i top di giugno 2018 a 22,5/22,65 euro.
Con discese al di sotto dei 20,7 euro STM potrebbe avviare un ripiegamento verso i 20,2/20,1 euro, persi i quali la discesa proseguirà in direzione dei 19,2 euro prima e in seguito verso i 18,8 euro, dove verrà chiuso l'ampio gap lasciato aperto lo scorso 24 ottobre.

Telecom Italia: a rischio nuovi ribassi, ma non tutto è perduto

Diversamente da STM, ieri Telecom Italia ha mostrato un andamento debole e dopo la chiusura sulla parità della vigilia, si è fermato a 0,531 euro, con un calo dello 0,38%.
Il titolo non ha beneficiato in alcun modo delle indiscrezioni di stampa da cui si è appreso che Telecom Italia avrebbe avviato il processo di selezione del partner finanziario con cui presentare la proposta di integrazione con Open Fiber.
Nella giornata di lunedì non c'è stata poi alcuna reazione alla mossa di Standard & Poor's che ha deciso di confermare il rating "BB+/B su Telecom Italia, con outlook stabile.
Dal bottom di metà agosto toccato ad un soffio dai minimi storici a 0,433 euro, il titolo ha avviato un forte recupero che lo ha portato a segnare un massimo di periodo il 17 ottobre a 0,545 euro.
Telecom Italia ha cercato inizialmente di mantenersi in prossimità di questo livello nel tentativo di superarlo, fallendo però nel suo intento.
La mancata violazione di area 0,545 euro ha portato ad un primo ripiegamento verso la soglia di 0,53 euro, lasciando la porta aperta al rischio di ulteriori flessioni nel breve.
In assenza di una reazione dai livelli attuali, Telecom Italia potrebbe riportarsi sotto il precedente top di fine luglio a 0,5276 euro.
Con discese sotto area 0,525 euro la discesa del titolo proseguirà verso quota 0,505/0,5 euro, dove almeno in prima battuta è atteso un ritorno in campo degli acquirenti.
Se ciò non dovesse accadere bisognerà mettere in conto ripiegamenti più ampi che vedranno Telecom Italia arretra verso quota 0,49 euro e in seguito in direzione di area 0,47 e 0,45 euro nella peggiore delle ipotesi.
Un segnale di ripresa si avrà con la tenuta di 0,525 euro, preludio ad un nuovo attacco ai massimi dei giorni scorsi a 0,545 euro.
Oltre questo livello Telecom Italia andrà a testare area 0,56 euro, rotta la quale ci sarà spazio per un approdo sui massimi di marzo scorso a 0,573 euro.
Con una rottura confermata di area 0,57/0,58 euro sarà probabile un allungo verso la soglia psicologica di 0,6 euro, il raggiungimento della quale non appare così probabile almeno nell'immediato.
Fonte: News Trend Online

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