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martedì 8 ottobre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Fca e Amplifon sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

La settimana è partita con il piede giusto a Piazza Affari che ieri ha archiviato la terza seduta consecutiva con il segno più.
Il Ftse Mib si è fermato sui massimi intraday a 21.652 punti, con un rialzo dello 0,85%, mettendo a segno la migliore performance in Europa, pur segnalando che i volumi di scambio non sono stati particolarmente vivaci.
L'indice è riuscito a dare un seguito al recupero partito dai minimi della scorsa ottava toccati ad un passo da quota 21.100 punti.
Una reazione convincente quella vista fino ad ora, con la riconquista di area 21.500 che più volte abbiamo segnalato come spartiacque tra una prosecuzione del ribasso e una ripresa del rialzo.
Per assistere ad ulteriori sviluppi positivi nel breve sarà importante che il Ftse Mib da una arte difenda quest'area e dall'altra superi i 21.700/21.800 punti, per andare a chiudere il gap-down di mercoledì scorso poco sopra i 21.900 punti.
Da qui dovrebbe risultare agevole il test di area 22.000, riconquistata la quale il Ftse Mib potrebbe tornare a mettere sotto pressione i 22.250 punti prima e in seguito i massimi dell'anno in area 22.350.
Fino a quando l'indice si manterrà sotto quota 22.000 sarà reale il rischio di nuove incursioni ribassiste.


Conferme in tal senso giungeranno da un ritorno sotto quota 21.500, preludio ad una discesa verso i minimi di ieri e quindi ad un test di area 21.350.
Il cedimento di questa soglia aprirà le porte ad una flessione più ampia verso i minimi della scorsa ottava a ridosso dei 21.100, con eventuali estensioni fino ad area 21.000.
La tenuta di questo supporto sarà cruciale per evitare flessioni più marcate con target a 20.500 punti prima e in seguito in area 20.000 nella peggiore delle ipotesi.

Fca sul ciglio del burrone.

Riuscirà a reagire anche stavolta?

A differenza di quanto accaduto nelle due sessioni precedenti, quando è sceso in controtendenza rispetto al mercato, ieri Fca è riuscito a sintonizzarsi con la positiva intonazione del Ftse Mib.
Il titolo ha terminato gli scambi a 11,344 euro, con un progresso dello 0,66%, pur evidenziando volumi ben più bassi della media degli ultimi 30 giorni.
Fca è riuscito ieri ad interrompere una sequenze di quattro sedute consecutive in ribasso, provando ad allontanarsi dalla soglia psicologica degli 11 euro che rimane in ogni caso sempre piuttosto vicina.
Il titolo non sta vivendo un buon momento a Piazza Affari, penalizzato da una parte dalle incertezze sui rapporti commerciali tra Cina e Usa e dall'altra dai segnali di debolezza dell'economia a stelle e strisce, da cui il gruppo è fortemente dipendente.
Fca non ha trovato neanche sostegno nella sostanziale tenuta delle vendite negli Stati Uniti dove a settembre il gruppo ha riportato un rialzo dello 0,1%, battendo le previsioni degli analisti.
La struttura tecnica del titolo appare decisamente deteriorata e si conferma molto vulnerabile, vista la vicinanza delle quotazioni a dei livelli di prezzo la cui tenuta sarà cruciale per evitare approfondimenti ribassisti anche pesanti.
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Fca dopo aver aggiornato il minimo dell'anno il 16 agosto a 10,93 euro, ha avviato un forte e veloce recupero che si è arrestato però alla fine della prima decade di settembre.
Da questo livello si è avuto un progresso declino dei corsi che li ha riportati a ridosso dei minimi degli ultimi due anni.


Solo con un ritorno di Fca sopra quota 11,43/11,5 euro si avrà un primo allentamento della pressione in vendita, con primo target in area 11,75/11,76 euro e obiettivo successivo in area 12 euro.
Lo sfondamento di questo ostacolo aprirà le porte ad un allungo verso i 12,3 euro, con obiettivi successivi a 1,2,45/12,5 euro prima e in seguito sui massimi di settembre a 12,76/12,77 euro.
Ritorni al di sotto degli 11,3 euro vedranno Fca testare nuovamente quota 11,15/11 euro, con approdo successivo in area 11 euro.
Cruciale sarà poi la tenuta del minimo dell'anno a 10,93 euro, la rottura del quale vedrà il titolo scendere verso i 10,8/10,75 euro prima e in seguito in direzione dei 10,6/10,5 euro.
Sarà quest'ultimo sostegno da difendere per scongiurare un'accelerazione ribassista fin verso i 10 euro, con eventuali estensioni a 9,8 euro nella peggiore delle ipotesi. 

Amplifon reagisce con forza.

Si torna sui massimi storici?

Ottimo avvio di settimana per Amplifon che ieri ha conquistando il podio del Ftse Mib, con un rally del 3,73% a 22,26 euro, sui massimi di seduta.
Il titolo si è riscattato così dopo il calo accusato nelle tre giornate precedenti e in buona parte recuperato ieri.

Amplifon si conferma una delle migliori blue chips da inizio anno, con un rialzo ad oggi di quasi il 64%, di gran lunga superiore a quello dell'indice di riferimento.
La scorsa settimana il titolo è finito sotto la lente di Equita SIM che da una parte ha ribadito la raccomandazione "hold" e dall'altra ha aumentato il prezzo obiettivo da 19 a 23,5 euro.
La SIM milanese ha anche messo mano alle stime sull'eps adjusted, alzandole del 5% per il 2021 e dell'11% per l'anno successivo.
Dal punto di vista tecnico Amplifon, dopo aver toccato un nuovo massimo storico il 4 settembre a 24,26 euro, ha avviato una fase discendente fino ad un passo dai 21 euro.
Da questo livello si è avuto un recupero che ha portato poco oltre i 23 euro, con successiva discesa fino ad area 21,4/21,35 euro, da cui sono ripartiti gli acquisti.
Ulteriori segnali di ripresa per Amplifon si avranno con rialzi al di sopra dei 22,25 euro, preludio ad un test dei 22,75/22,85 euro.
Oltre questo livello il titolo si spingerà in avanti verso i 23/23,16 euro, rotto i quali avrà spazio di upside con primo target i 23,5 euro e obiettivo successivo i 24 euro, con proiezioni fino al record storico a 24,26 euro.
Al ribasso Amplifon vivrà nuova incertezza con ritorni sotto i 22/21,85 euro, preludio ad un test dei 21,6 euro prima e in seguito dei 21,4/21,35 euro.
Il cedimento di quest'ultima soglia porterà il titolo verso i minimi di fine luglio a 21/20,96 euro, con proiezioni successivi a 20,5 e a 20 euro.
Fonte: News Trend Online

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