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giovedì 10 ottobre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Enel e Prysmian sotto la lent


L'analisi del Ftse Mib

Chiusura positiva ieri a Piazza Affari che dopo il calo della vigilia si è sintonizzata con l'andamento positivo delle altre Borse europee.
Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,6% a 21.533 punti, recuperando circa metà delle perdite accusate nella sessione di martedì.
L'indice ieri si è mosso nello stesso range di prezzi del giorno precedente, denotando quindi incertezza e una fase di attesa da parte degli operatori.
Per poter avere nuovi spunti direzionali sarà importante assistere alla rottura dei massimi o dei minimi delle ultime due sedute.
Al rialzo il riferimento è alla soglia dei 21.700 punti, superata la quale il Ftse Mib andrà a chiudere il gap lasciato aperto nella sessione del 2 ottobre scorso poco sopra i 21.900 punti.
Da questo livello dovrebbe risultare agevole un approdo in area 22.000, lo sfondamento della quale aprirà le porte ad un sviluppo rialzista del Ftse Mib verso i 22.250 punti prima e in seguito in direzione dei massimi dell'anno in area 22.350. 
La mancata violazione di area 21.700, accompagnata da un ritorno dei corsi sotto quota 21.500, costringerà a spostare l'attenzione sul supporto dei 21.350 punti.
Se il Ftse Mib non riuscirà a difendere questo livello sarà molto probabile un nuovo test dei minimi dei giorni scorsi in area 21.100.
Sotto i 21.100/21.000 punti bisognerà abbandonare qualsiasi speranza di recupero per il Ftse Mib nel breve, con proiezioni al ribasso verso area 20.500 in primis e in seguito fino ai minimi di agosto in area 20.000 nella peggiore delle ipotesi.

Enel: interessanti segnali di forza.

I livelli da valutare per nuovi buy

Enel ieri ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,63% a 6,815 euro, muovendosi sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib e mostrando più forza rispetto alle altre utility, tanto da mettere a segno la migliore performance nel settore.
Il titolo conferma la sua solida impostazione rialzista e continua ad essere sostenuto dalle indicazioni che giungono bullish che giungono dalle banche d'affari.
Due giorni fa Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione "buy" su titolo, rivedendo al rialzo il prezzo obiettivo da 7 a 7,5 euro e confermandolo tra le sue top pick nel settore delle utility.
Nei giorni scorsi era stata Banca Akros a rivedere la valutazione di Enel, con un target price migliorato da 6,75 a 7,2 euro e un rating "accumulate" invariato.
Gli analisti ritengono che la presentazione del nuovo piano industriale del gruppo, in agenda il prossimo 26 novembre, sarà un catalizzatore positivo per Enel.
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Intanto il titolo mantiene un'orientamento rialzista ben definito e non più tardi dell'1 ottobre ha aggiornato il massimo dell'anno con un top a 6,909 euro.
Da questo livello si è avuto un ripiegamento che è stato contenuto da quota 6,6 euro, con successiva ripresa degli acquisti che hanno visto Enel tornare appena sopra i 6,8 euro.

Una volta superati i 6,9 euro, il titolo metterà nel mirino la soglia dei 7 euro e in caso di violazione della stessa si avranno ulteriori sviluppi positivi con primo target in area 7,2 euro e obiettivo successivo a 7,4/7,5 euro più in là nel tempo.
La tenuta di area 6,9 euro potrebbe riportare Enel a testare il livello dei 6,75/6,7 euro, sotto cui la discesa proseguirà verso area 6,6 euro.
Al di sotto di questo sostegno il titolo, previa violazione del supporto intermedio a 6,5 euro approderà in area 6,4 euro.
Da questo livello è attesa una reazione, in assenza della quale la discesa di Enel proseguirà verso i 6,25/6,2 euro.

Prysmian in ripresa, ma pericolo ribassista non ancora scampato

Chiusura in buon rialzo ieri per Prysmian che dopo il calo della vigilia ha dati vita ad un bel rimbalzo, salendo del 2,04% a 19,01 euro.
Il titolo ha registrato la seconda migliore performance del Ftse Mib, anche se il progresso di ieri è stato accompagnato da volumi di scambio inferiori alla media mensile, motivo per cui sono necessarie delle conferme.
Prysmian sta provando a risalire la china, sulla scia anche delle conferme positive arrivate da alcune banche d'affari.


Lunedì scorso Jp Morgan ha ribadito la raccomandazione "overweight" sul titolo, con un prezzo obiettivo a 23,5 euro, in attesa dei conti del terzo trimestre in agenda il prossimo 12 novembre.
Una conferma bullish per Prysmian è arrivata anche da Fidentiis che continua a puntare sul titolo, con un rating "buy" e un range di valutazione pari a 22-23 euro.
Prysmian sta provando a risalire la china dopo la pesante flessione partita intorno alla metà di settembre.
Dopo aver toccato un nuovo massimo dell'anno a 21,19 euro lo scorso 12 settembre il titolo ha accusato un deciso ribasso di quasi il 10%, scendendo fin poco sotto la soglia dei 18,4 euro.
Da questo bottom si è avuta una reazione che ha visto i corsi ritornare in area 19 euro, ma questo recupero non è ancora sufficiente per scongiurare nuovi ribassi nel breve.
Con conferme sopra Prysmian potrà estendere il rimbalzo in atto verso i 19,5 euro, oltre cui si guarderà all'ostacolo intermedio dei 19,85 euro prima di un approdo in area 20 euro.
Al di sopra di questo livello ulteriori spunti rialzisti si avranno con il superamento dei 20,25 euro, con primo target a 20,4/20,5 euro e obiettivo successivo a 21/21,19 euro.
Oltre i massimi dell'anno Prysmian punterà ai 22 euro, per poi prolungare la fase ascendente fino ai massimi di agosto 2018 in area 22,6 euro. 
Nuova debolezza con ritorni sotto i 18,85/18 euro, preludio ad un test dei 18,5 euro prima e in seguito dei minimi di martedì in area 18,35 euro.
Al di sotto di questa soglia Prysmian continuerà a perdere terreno verso i 18 euro prima e in seguito in direzione dei 17,5/17,3 euro, con un ritorno sui minimi del 16 agosto. 
Fonte: News Trend Online

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