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mercoledì 9 ottobre 2019

Eur/Usd ad un test chiave: è ora di un buy? Cosa dicono i broker


Dopo il calo di ieri l'euro-dollaro prova a ripartire e a spingersi nuovamente verso la soglia degli 1,10, già approcciata in più di un'occasione nelle ultime giornate, senza essere superata al momento.

Eur/Usd in lieve rialzo: cautela in vista di FOMC e colloqui Cina-Usa

Negli ultimi minuti il cross viene fotografato a ridosso di area 1,098, con un lieve rialzo dello 0,16%, in una giornata priva di particolari dati macro tanto in Europa quanto in America.
Prevale in ogni caso un clima improntato alla cautela in vista delle minute del FOMC che saranno diffuse questa sera, due ore prima della chiusura di Wall Street.
Gli investitori restano prudenti anche in vista dell'importante appuntamento in agenda nelle prossime due giornate, quando è previsto l'incontro tra i funzionari di alto livello di Cina e Stati Uniti per discutere di un possibile accordo commerciale.

Eur/Usd in rimonta dai minimi, ma il dollaro resta forte: ecco perchè

Intanto l'euro-dollaro prova a dare un seguito al recupero partito nelle ultime giornate e precisamente dall'1 ottobre, quando è stato aggiornato il minimo dell'anno a 1,0882 euro.
Da questo livello si è avuto un rimbalzo del cross di circa una figura, ma le quotazioni restano sempre a poca distanza dai minimi.
Gli analisti di ING evidenziamo che il dollaro di fatto si conferma nei pressi dei massimi dell'anno, malgrado la prospettiva di diversi tagli dei tassi di interesse da parte della Fed e nonostante un Congresso in tumulto per il possibile impeachment di Trump.
Il biglietto verde però mantiene una certa forza e questo secondo gli analisti della casa olandese si spiega con la mancanza di alternative appetibili per gli investitori, sebbene ING aggiunga che in un mondo di stagnazione economica secolare nessuno vuole avere una valuta forte.

Gli analisti ritengono che la moneta unica, pur avendo recuperato dai minimi di inizio mese, continuerà a lottare perchè l'economia dell'area euro resta fragile, come confermato peraltro dalle ultime rilevazioni macro.


Anche gli strategist di Unicredit richiamano l'attenzione sulla crescenti preoccupazioni per le condizioni economiche dell'area euro e in particolare della Germania.
Al contempo però segnalano che i potenziali cali dell'euro-dollaro rimangono contenuti per ora, visto che gli investitori iniziano a mettere in discussione la solidità dell'economia americana.

Gli esperti di Unicredit però avvertono che qualsiasi rialzo del cross sarà limitato anche dai colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti e dagli sviluppi sulla Brexit.
Entrambi questi elementi non promettono bene per una maggiore assunzione dei  rischi e potrebbero rafforzare la propensione degli investitori ai beni rifugio come il dollaro. 
L'idea degli strategist è che la partita chiave per l'euro-dollaro si giochi ora a quota 1,10, la cui rottura sarebbe un segnale importante per gli investitori.


Secondo Unicredit infatti al di sopra della soglia appena segnalata il cross potrà esplorare seriamente un maggiore potenziale al rialzo.
A non escludere un rialzo oltre quota 1,10 sono gli analisti di Societè Generale, dopo che la Fed ha annunciato l'aumento degli acquisti di titoli di Stato a breve termine, con l'obiettivo di allentare la tensione nel mercato monetario.

Ben diversa la view degli strategist di Nordea Asset Management, secondo i quali l'euro-dollaro potrebbe scendere fino a quota 1,08 durante il prossimo mese.
Questa previsione si basa sul fatto che la Cina sta riducendo la sua esposizione alla moneta unica e secondo gli esperti probabilmente Pechino venderà le riserve in euro perchè i rendimenti negativi dei titoli di Stato europei rendono più allettanti gli investimenti in Treasury Usa, anche qualora la Fed dovesse tagliare ulteriormente i tassi di interesse.


Nel breve gli strategist di Nordea AM si aspettano che la vendita di euro da parte della Cina continui a spingere al ribasso la moneta unica.
Fonte: News Trend Online

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