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giovedì 10 ottobre 2019

BTP: forti sell, ma analisti vedono venti a favore. Ecco quali


A Piazza Affari si registra quest'oggi una fase di stallo, con il Ftse Mib che da questa mattina continua ad oscillare intorno alla parità, senza fornire segnali direzionali.

BTP in ribasso, balza oltre l'1% il rendimento del decennale

Contrastanti le indicazioni che arrivano dal fronte obbligazionario, dove lo spread BTP-Bund mostra un calo dello 0,65% a 152,1 punti base, mentre i BTP sono oggetto di forti vendite.
Questo si traduce in un deciso aumento dei rendimenti, con quello a 10 anni che si riporta sopra la soglia dell'1% e precisamente all'1,012%, con un rally del 4,76% rispetto ai valori del close di ieri.
Sul mercato obbligazionario riaffiorano così alcune tensioni malgrado le buone indicazioni arrivate dall'asta odierna dei BOT, venduti per 6 miliardi di euro, a fronte di una domanda pari a quasi 10 miliardi.
Ieri invece è stato collocato con successo il BTP in dollari a 5,10 e 30 anni, per 7 miliardi di dollari, a fronte dei quali è arrivata una richiesta di quasi 20 miliardi. 
Intanto quest'oggi le vendite stanno avendo la meglio la meglio sui BTP, ma dagli analisti arrivano indicazioni confortarsi per le prospettive dell'obbligazionario tricolore.

Quest'oggi gli strategist di Unicredit hanno evidenziato in una nota che dopo il collocamento di ieri e tenendo conto dell'asta già annunciata per domani, l'Italia dovrà collocare ancora 25 miliardi di euro di BTP entro fine anno.


Gli esperti fanno notare che si tratta di un ammontare ben al di sotto dei rimborsi attesi nello stesso periodo, pari a 55 miliardi di euro, quindi le emissioni nette saranno significativamente negative.
A detta di Unicredit questa dinamica domanda-offerta offrirà un certo supporto ai BTP che da metà settembre scambiano senza un trend chiaro.

A ciò si aggiunga che la necessità di effettuare poche emissioni, offrirà al Tesoro una certa flessibilità nei prossimi mesi, con la possibilità di cancellare aste oppure offrire importi limitati. 
A guardare con favore ai BTP sono anche i colleghi di Societè Generale, i quali ritengono che i titoli di Stato dell'area core in Europa non offrano valore.


Per questo motivo gli analisti mantengono una posizione ribassista sui titoli core e rialzista sui periferici.
In generale gli esperti non vedono spazio per un trend rialzista o ribassista significativo sui mercati obbligazionari europei, dal momento che è improbabile che la BCE fornisca nuovi stimoli ed è ancor meno credibile che la stessa inizi a normalizzare la politica monetaria.

In un contesto di questo tipo Societè Generale prevede che i rendimenti rimarranno stabili e che gli spread si contrarranno ulteriormente.
A supportare i BTP nel breve potrebbero essere anche le indicazioni in arrivo da S&P che il 25 ottobre si pronuncerà sul merito di credito dell'Italia.


Secondo gli analisti di Società Generale l'agenzia americana potrebbe migliorare l'outlook sul nostro Paese da "negativo" a "stabile", dopo che a settembre ha definito uno sviluppo positivo la formazione del Governo Conte-bis.
Infine, a delineare prospettive per i BTP sono anche i colleghi Edmond de Rothschild Asset Management, i quali non escludono che i tassi dei titoli di Stato dei Paesi periferici, tra cui troviamo appunto l'Italia, potrebbero scendere ancora.

I tass dell'area euro sono già molto bassi, ma potrebbero perdere ulteriormente terreno grazie alla caccia ai rendimenti in un contesto generale di bassi costi di finanziamento.
Sul fronte politico gli esperti di Edmond de Rothschild Asset Management non vedono rischi inattesi per l'Unione europea nel breve, grazie anche alla stabilizzazione della situazione italiane.


C'è da dire però che la Brexit resta un problema, tanto che gli analisti avvertono che in caso di un'uscita della Gran Bretagna dall'Europa senza accordo, si avrà un calo del costo di finanziamento del Bund e un rialzo degli spread dei Paesi UE più deboli.
Fonte: News Trend Online

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