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giovedì 31 ottobre 2019

Asia contrastata. A Tokyo Nikkei 225 in crescita dello 0,37%


Dopo una seduta in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi mercoledì dello 0,43%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece maggiormente contrastata. Come ampiamente previsto mercoledì la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base in un range compreso tra l'1,50% e l'1,75% dopo averli ridotti dello stesso ammontare nei meeting di luglio e settembre.
L'istituto ha però lasciato intendere che non ci sarà un ulteriore taglio del costo del denaro in dicembre. Successivamente la Bank of Japan (BoJ) ha confermato ancora i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo ma ha peggiorato l'outlook sull'inflazione, attesa all'1,1% nel 2020 (contro l'1,3% stimato in precedenza).

Ridotta anche dallo 0,9% allo 0,7% la stima di crescita del Pil del Sol Levante il prossimo anno. Il risultato è stato comunque un rialzo intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino di circa lo 0,20% ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in positivo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,37% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,07%).

Sul fronte macroeconomico, in settembre la produzione industriale ha segnato in Giappone una crescita dell'1,1% annuo, dopo il crollo del 4,7% di agosto. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è invece progredita dell'1,4% dopo la contrazione dell'1,2% di agosto e contro la crescita dello 0,4% attesa dagli economisti.
La fiducia dei consumatori è invece salita in Giappone in ottobre a 36,2 punti dai 35,6 punti di settembre, quando si era attestata sui minimi dai 35,3 punti del luglio 2011.

L'indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina è calato in ottobre a 49,3 punti dai 49,8 punti di settembre. Si tratta del sesto mese consecutivo sotto la soglia che separa espansione da contrazione e la lettura è peggiore rispetto ai 49,8 punti del consensus del Wall Street Journal.

A poco meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in ribasso di circa lo 0,50% e lo 0,10% rispettivamente, contro una flessione intorno allo 0,50% anche per lo Shenzhen Composite. Bene invece Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,70% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in crescita intorno allo 0,30%).
A Seoul il Kospi è in rialzo di circa lo 0,10% mentre a Sydney è stata dello 0,39% la contrazione registrata in chiusura dall'S&P/ASX 200.
(RR - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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