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giovedì 31 ottobre 2019

All’addio di Draghi, parole angoscianti


Ciò che è stato detto dai partecipanti alla cerimonia d’addio di Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea deve incutere in ciascuno di noi qualcosa di più che semplice sgomento, direi che dovremmo essere angosciati dalle parole usate da quello che è stato definito il gotha dell’Europa.
Intanto diciamo chi ha partecipato, da chi era formato questo gotha:
Oltre a Draghi ed il suo successore, Chistine Lagarde hanno preso la parola la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Emmanuel Macron ed il nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Ciò che hanno detto queste persone lo ripeto è stato terrificante.
Ha iniziato la Cancelliera Merkel che si è rivolta a Draghi con queste parole: "La tua leadership è stata importante, direi cruciale, per il contributo alla stabilità dell'Eurozona", “Hai giocato un ruolo determinante nel concerto europeo, hai evitato il collasso dell’eurozona ed oggi, che siamo ben lontani da quella crisi, anche se non siamo senza problemi, siamo molto più forti”.
Poi è toccato a Macron che invece ha usato queste parole
Quello che celebriamo oggi è l'azione di un uomo che ha portato molto in alto il sogno europeo", "un degno erede dei padri fondatori dell'Europa" quali Jean Monnet, Robert Schuman, Konrad Adenauer e "i vostri illustri compatrioti Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli.
Ed infine Mattarella:
Nel 2011 l'impatto della crisi finanziaria imponeva all'unione e alla Banca, in primo luogo, un cambio di passo.

La sfida infatti era presto divenuta esistenziale: sconfiggere la percezione della possibilità, se non del rischio, di dissoluzione dello stesso eurosistema. Una possibilità, e un rischio, che oggi possiamo considerare sconfitti.
Cioè per Mattarella il colpo di Stato avvenuto in Italia e che è costato sofferenze indicibili al nostro popolo, non solo fu un evento benedetto, ma ringrazia Draghi che ebbe un ruolo attivo e determinante perché quel Golpe andasse in porto.
Infatti il nostro Capo dello Stato ha avuto l’ardire di concludere il proprio intervento con queste parole:
Professor Draghi, caro Mario, come cittadino europeo desidero dirti grazie.
Nel suo intervento Draghi oltre alla scontata sviolinata nei confronti del suo successore “Lasciare la Bce è più facile sapendo che è in buone mani”
Ha aggiunto cose aberranti, come:
"E' davanti agli occhi di tutti che ora è il momento di più Europa, non meno" ed ancora: "noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani".
Insomma, questa gente ha la sfacciataggine di dire apertamente che dopo aver imposto l’Unione monetaria e visto che ormai nessuno la mette più in discussione … è giunto il momento di passare alla fase due, quella conclusiva: l’Unione politica.
Queste sono parole che non devono tanto terrorizzare noi, quanto i nostri figli.
Se infatti si arrivasse infatti ad una Unione politica dell’Europa, quella che io ho definito una gigantesca Jugoslavia, nell’immediato non succederebbe nulla di catastrofico, le cose continuerebbero ad andar male … ma così, come vanno male adesso.
Ma poi, col passare degli anni dopo 20, 30, 40 anni al massimo succederebbe esattamente quel che è accaduto all’inizio degli anni ’90 in Jugoslavia, solo che su scala continentale e verrebbero certamente usate armi di distruzione di massa.
La seconda guerra mondiale, al confronto, risulterebbe poco più che un piccolo conflitto.
Questa sarebbe la fine degli Stati Uniti d’Europa.
Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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