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martedì 10 settembre 2019

Il nuovo corso della mobilità sarà più rivoluzionario dei social


Mark Hawtin, Investment director settore azionario tecnologico di GAM Investments, spiega che la transizione dall’auto di proprietà alla condivisione del mezzo di trasporto, abbinata alle nuove efficienze del settore, decreterà certamente sia vincitori che vinti. Infatti, la diffusione estremamente rapida di piattaforme di ampia portata mette oggi in discussione i business model tradizionali.
Un esempio semplice ma efficace riguarda il fatto che la più grande compagnia di taxi al mondo, nella figura di Uber, non possiede alcun veicolo. I settori economici sono in rapida evoluzione. Il ride sharing, che da solo potrebbe diventare un mercato da 5 mila miliardi di dollari, rientra in un tema più ampio che, a nostro giudizio, ha le potenzialità per diventare uno degli elementi rivoluzionari dagli effetti più rapidi e profondi, ovvero i trasporti in qualità di servizio.
Secondo ACA Research, i trasporti intesi come servizio si posizionano all’intersezione tra quattro tendenze macroeconomiche: veicoli a guida autonoma, veicoli elettrici, connettività e sharing gig economy.

Comportano il passaggio dalla titolarità del mezzo di trasporto a soluzioni di mobilità che vengono consumate come un servizio. In base alle stime, con la progressiva accettazione da parte dei consumatori del modello di mobilità offerto dai trasporti declinati sotto forma di servizi, l’entità del parco veicoli negli Stati Uniti diminuirà da 247 milioni nel 2020 a 44 milioni 10 anni dopo.
Secondo un’elaborazione dei dati del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti inclusa in un rapporto del 2017 di RethinkX, intitolato Rethink Transportation, i chilometri percorsi con un servizio di trasporto di questo tipo supereranno quelli percorsi con un veicolo di proprietà già nel 2025, ed entro il 2030 quasi tutti i trasporti avverranno secondo queste modalità (la cifra prevista è di 6 mila miliardi di miglia, ovvero circa 9,5 mila miliardi di chilometri per passeggero).
Tali numeri portano a concludere che non solo ci sarà il passaggio dall’auto di proprietà (soluzione estremamente poco economica) ma che verrà fatto anche un migliore utilizzo dei veicoli e aumenterà il numero di chilometri percorsi per passeggero (da circa 7,5 mila miliardi di km del 2015 a circa 9,5 mila miliardi nel 2020).

Inoltre, il costo per la percorrenza di tali distanze scenderà in misura significativa poiché si farà un uso molto più intensivo delle auto. È un cambiamento di grande portata. Questo significa, per esempio, che in larga misura i nostri figli non avranno un’auto di proprietà e potrebbero anche non imparare mai a guidare.
Secondo alcuni studi, le autorità potrebbero approvare l’uso dei veicoli a guida autonoma sulla rete stradale pubblica già nel 2021.
Le società di car sharing o passenger sharing come Uber e Lyft stanno sottraendo quote di mercato ai modelli tradizionali e sono diventate rapidamente parte della nostra quotidianità, tanto che in alcune lingue il termine “uber” è diventato un verbo e in italiano si parla di “uberizzazione” dei servizi - spiega Mark Hawtin -.

Eppure, nonostante la loro diffusione, non sembra che questi servizi saranno redditizi nel breve termine: le quotazioni di entrambi i player non hanno ottenuto il successo sperato. Non sono chiare le modalità con cui si evolverà il settore e se un soggetto sbaraglierà il mercato.
Dobbiamo fare attenzione al fatto che le valutazioni di questi, e di altri operatori del settore tecnologico, sono spesso eccessivamente alte. La quotazione in borsa certamente è servita a ricordare al mercato che, in ultima analisi, ogni titolo dev’essere sottoposto ad attento scrutinio per quanto attiene al suo valore intrinseco e che anche i nomi di alto profilo all’inizio di una fase rivoluzionaria non ne usciranno necessariamente vincenti.

Comunque, sotto l’etichetta di trasporti come servizio sono riuniti numerosi segmenti, dal ride sharing per il trasporto delle merci, alla distribuzione, alla consegna di cibo a domicilio e alla consegna tramite droni, oltre al trasporto di persone.

Crediamo dunque che questo mercato, nel suo complesso, rappresenti un’opportunità con un giro d’affari intorno a 8 mila miliardi di dollari che equivarrebbe al 10% del Pil globale.
La consegna di cibo a domicilio è un settore in cui si sta espandendo anche Amazon - spiega Mark Hawtin -.
Dopo aver acquistato Whole Foods nel 2017 per entrare nel mercato dell’industria alimentare negli Stati Uniti, oggi Amazon è a capo di un round di finanziamento da 575 milioni di dollari per la piattaforma online di consegna di cibo a domicilio Deliveroo. L’investimento potrebbe sconvolgere il mercato del delivery nei 14 Paesi in cui opera Deliveroo, dando all’azienda abbastanza liquidità da competere con concorrenti del calibro di Uber Eats e Just Eat, società quotata in borsa nel Regno Unito.

C’è una forte competizione tra le tre aziende per conquistare una fetta del mercato britannico delle consegne a domicilio. Secondo le previsioni degli analisti, la possibile integrazione dei servizi di Amazon e Deliveroo consentirebbe agli utenti di ordinare cibo attraverso i dispositivi Echo, ma darebbe anche la possibilità ai corrieri di Deliveroo di consegnare altri tipi di pacchi.
Nell’ambito dei trasporti come servizio sono poche le società che non si occupano di food delivery.

Uber e Lyft sono i nomi più noti, ma occorre prudenza nel breve periodo, mentre queste aziende cercano di consolidare il loro business model. Ci sono però opportunità da non trascurare tra i fornitori di questi operatori, come Monolithic Power Systems negli Stati Uniti e Infineon Technologies in Germania.
Quando nel contesto di una tendenza rivoluzionaria si affermano dei grandi vincitori, verosimilmente emergeranno anche dei grandi sconfitti. A nostro giudizio, saranno le società tradizionali dell’automotive a risentirne maggiormente. Secondo alcune stime, le dimensioni del settore della produzione di automobili potrebbero ridursi da 570 miliardi di dollari nel 2015 a 104 miliardi di dollari nel 2030.

E il mercato dell’usato potrebbe sparire del tutto.
Il settore petrolifero è un altro ramo che probabilmente subirà il contraccolpo di tali sviluppi poiché le auto con motore a combustione interna saranno sostituite dai veicoli elettrici. Il passaggio verso i veicoli a guida autonoma e i trasporti come servizio potrebbe accelerare la flessione dei ricavi di queste imprese.
Non crediamo di esagerare nell’affermare che questo settore ha le potenzialità per produrre il cambiamento rivoluzionario di più ampia portata a cui abbiamo assistito finora nel campo tecnologico, anche superiore ai social network o agli smartphone. Non vediamo l’ora di assistere, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, agli sviluppi dei trasporti declinati come servizi e all’emergere di nuove opportunità di investimento.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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