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lunedì 9 settembre 2019

Governo Conte verso la fiducia. Cosa dirà il premier


Scocca l'ora del primo test parlamentare per il nuovo governo Conte a maggioranza M5S-Pd-LeU. 
L'appuntamento è fissato per questa mattina alle 11.00 alla Camera, dove il premier chiederà la fiducia dopo aver indicato nel suo discorso programmatico le linee guida dell'azione dell'esecutivo giallorosso.
Domani si replicherà al Senato.

Governo conte: la maggioranza alla Camera: 316 voti

La strada è tutta in discesa a Montecitorio, dove la maggioranza assoluta è di 316 voti (sui 630 componenti dell'aula): qui infatti il Conte bis potrà contare su una base di 341 parlamentari (216 M5S, 111 Pd 111, 14 di LeU), cui si aggiungeranno alcuni deputati del gruppo Misto facendo salire il conti fino a sfiorare quota 350.

Fiducia governo: al Senato numeri più risicati

Più irto di ostacoli, almeno in prospettiva, è il percorso che attende il nuovo esecutivo al Senato, dove l'asticella dei voti necessari è fissata a 161 voti: Movimento e Pd porteranno in dote 155 voti  - escludendo i due dissidenti interni Gianluigi Paragone (5S) e Matteo Richetti (Dem), e una senatrice da tempo assente -, e saranno quindi necessarie le adesioni raccolte tra gruppo Misto e altre formazioni minori.  

Conte al Senato: le adesioni tra Gruppo Misto e Autonomie

Secondo gli ultimi conteggi circolati questa mattina, 9 voti dovrebbero arrivare domani dal Gruppo misto - oltre ai 4 senatori di Leu che ne fanno parte, anche Riccardo Nencini (Psi), e gli ex pentastellati Buccarella, De Falco e Nugnes oltre a De Bonis - e altri tre dal gruppo Autonomie (Bressa, Casini e Laniece): per quanto riguarda i senatori a vita, che tradizionalmente non partecipano a questo genere di votazioni, l'ex presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto sapere che vuole sentire con attenzione il discorso di Conte per decidere.

Governo Conte: cosa dirà il premier

A questo riguardo, le indiscrezioni raccolte da giornali e agenzie di stampa anticipano che le comunicazioni del premier saranno incentrate sulla nuova stagione riformista che Conte ha detto di voler avviare nel segno di un nuovo rapporto critico ma costruttivo con l'Europa dopo la stagione sovranista.
Molta economia quindi, con crescita, investimenti e sviluppo come parole chiave.

E grande attenzione naturalmente anche per la preparazione della prossima manovra di bilancio. Già mercoledì il premier sarà infatti a Bruxelles per avviare i negoziati con l'UE - cui saranno chiesti margini di manovra per finanziare investimenti nella scuola, nella Sanità e nelle infrastrutture, oltre che una svolta sul dossier migranti - e un passaggio potrebbe in questa prospettiva riguardare la richiesta di una revisione del patto di stabilità sulla falsariga delle parole pronunciate dal Capo dello Stato a Cernobbio: “Coesione e crescita – ha detto Mattarella – sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del Patto di Stabilità può contribuire a una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca”.
Fonte: News Trend Online

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