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giovedì 22 agosto 2019

L'Angolo del Trader


Consistente accelerazione ieri per Campari, +4,10% a 8,2550 euro, che esce prepotentemente dalla fascia (limitata superiormente da area 8,05/8,10) in cui si era mosso sin dall'8 agosto. Il titolo si avvicina agli ex supporti statici e alla neckline del testa e spalle ribassista (formatosi a partire da metà aprile e completato a inizio agosto) a 8,25/8,30: oltre questi ultimi riferimenti probabile un attacco alle ostiche resistenze a 8,50 circa, decisive per assistere al ritorno sul record storico a 9,3050 del 10 maggio.

Indicazioni negative alla violazione di 7,75/7,80, con conferma del predominio del t&s: l'obiettivo ideale della formazione coincide con i sostegni statici a 7,65 circa, con appoggio successivo a 7,25/7,30, minimi allineati di fine 2018/inizio 2019 e linea che sale dal minimo di novembre 2016.
A fine luglio Campari ha pubblicato buoni risultati del primo semestre e tentato di opporsi alla flessione, senza successo. I ricavi sono saliti a 848,2 milioni di euro, pari a una crescita organica dell'+8,0% a/a, l'EBIT rettificato a 180,3 milioni (crescita organica +10,6%), l'utile rettificato a 116,7 milioni (crescita organica +11,8%).

Il CEO Bob Kunze-Concewitz ha evidenziato come "I principali indicatori di profittabilità hanno mostrato una crescita organica superiore a quella delle vendite, grazie al mix molto positivo delle vendite", e che "L'andamento positivo del business è previsto continuare, con aspettative di volatilità nei mercati emergenti durante la seconda parte dell'anno, nel picco di stagionalità".
Ottima performance ieri per Prysmian, +4,64% a 19,4050 euro, che prolunga il rimbalzo originato dal minimo di venerdì scorso a 17,62 euro e si porta a ridosso del picco del 1° agosto (giorno della pubblicazione dei risultati del primo semestre) a 19,50 euro.

Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre questo riferimento anticiperebbe un attacco al massimo di luglio a 20,27: in caso di successo verrebbe riattivato il movimento ascendente partito a inizio giugno, con conseguente miglioramento del quadro grafico di medio periodo (obiettivo a 22,50 massimi allineati di agosto/settembre 2018).
Sotto 18,40/18,50 rischio di inversione e ritorno sui 17,62, supporto decisivo nel breve periodo (appoggio successivo a 16,30/16,35). Prysmian ha chiuso il primo semestre 2019 con ricavi a 5.849 milioni di euro (crescita organica +1,9% a/a), EBITDA adjusted in aumento a 521 milioni (+26,2% a/a) e margine sui ricavi all'8,9% (7,1% nel sem1 2018).

L'utile netto balza a 192 milioni da 80 milioni un anno fa. Confermata la guidance 2019.

*Mediaset *perde terreno mercoledi' ma mantiene intatto quasi per intero il massiccio progresso messo a segno la scorsa settimana. Il titolo sembra condizionato dalle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Vivendi (in rialzo) sarebbe intenzionata ad ostacolare l'integrazione di Mediaset e di Mediaset Espana nella holding olandese Media for Europe (MFE) votando contro l'operazione nell'assemblea fissata per il 4 settembre.

Vivendi controlla il 29% di Mediaset mentre alla proposta di integrazione serve l'approvazione dei 2 terzi del capitale per venire approvata. Le quotazioni di Mediaset sono scese fino a 2,871 euro per poi rimbalzare in area 2,919 euro, comunque in calo dalla chiusura di martedi' a 2,946 euro. I massimi toccati nelle ultime sedute in area 3,05 sono a contatto con il lato alto della fase laterale disegnata dai prezzi dal top di luglio 2018, un trading range con base a 2,43 euro circa.
Il mancato superamento del lato alto della fascia rischia di comportare il ritorno nella sua parte centrale, a 2,70/75 euro circa. La tenuta di quest'area di supporto potrebbe favorire rimbalzi verso i 3 euro, la violazione di 2,70 rischierebbe invece di riportare le quotazioni in area 2,40/45. La rottura decisa dei 3,05 euro sarebbe da leggere come un segnale di forza molto interessante, in quel caso si interromperebbe la lunga fase laterale in atto da ormai un anno e si potrebbero sviluppare movimenti almeno fino ai massimi di aprile 2018 a 3,46 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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