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mercoledì 14 agosto 2019

L'Angolo del Trader


Enel, +0,23% a 6,0780 euro, sottotono ieri nonostante il forte calo dei rendimenti, circostanza che ha permesso agli altri titoli del comparto utility di guadagnare nettamente terreno. Enel è stato penalizzato dai problemi dell'Argentina: il presidente in carica Mauricio Macri (particolarmente gradito ai mercati) è stato sconfitto alle primarie.
Enel ha una piccola esposizione sull'Argentina, pari a circa il 3% dell'EBITDA (secondo gli analisti di Equita). A metà luglio il titolo ha toccato un massimo pluriennale a 6,6240 euro e a inizio agosto sono stati comunicati i risultati del primo semestre: ricavi a 38.991 milioni di euro (+8,2% a/a, anche grazie all'accordo tra Edesur e il governo argentino per la risoluzione di temi regolatori pendenti) e utile netto ordinario a 2.277 milioni di euro (+20,3% a/a).

L'analisi del grafico di Enel evidenzia la flessione dal massimo citato in precedenza e il test dei supporti a 6,00/6,05 euro. L'eventuale violazione di questi riferimenti favorirebbe ulteriori approfondimenti verso 5,80 almeno, con appoggio successivo a 5,40/5,50. Primi segnali di forza oltre 6,18/6,19, mentre il superamento di 6,28 rilancerebbe i prezzi verso 6,6240 (obiettivo intermedio a 6,42).
Banca MPS accelera al rialzo martedi' dopo aver comunicato la conclusione di ulteriori 4 operazioni di cessione di crediti deteriorati per circa 340 milioni di euro.

Le cessioni sono relative a crediti in sofferenza misti secured e unsecured per complessivi 137 milioni di euro. A questi si aggiungono tre operazioni su utp prevalentemente garantiti, per 202 milioni di euro, su portafogli di Banca Mps e Mps Capital Services. Il titolo e' salito fino a quota 1,319 (close precedente a 1,2040) per poi terminare a 1,291 euro.
Il rimbalzo ha permesso il superamento della media mobile a 10 giorni che era al di sopra dei prezzi, indicando quindi una tendenza ribassista di breve, dal 18 luglio. I massimi di giornata si collocano sul primo dei ritracciamenti di Fibonacci, il 23,6%, calcolati per il ribasso dal top dell'11 luglio.

Al superamento di area 1,32 sara' quindi possibile il proseguimento del rialzo sulla scala dei ritracciamenti, primo obiettivo a 1,40, poi a 1,46 circa. Solo oltre questa soglia il rimbalzo si dimostrerebbe intenzionato a durare e potrebbe spingersi fino agli 1,75 euro, resistenza molto rilevante anche in ottica di medio termine.
La mancata rottura, in chiusura di seduta, di 1,40 e la violazione di 1,25 potrebbero invece anticipare movimenti verso gli 1,15 euro almeno.

Saras, -2,72% a 1,4290 euro, in netta flessione ieri: alla fine della scorsa settimana il margine di raffinazione benchmark EMC è sceso a 3,4 dollari/barile dai 3,8 della precedente.

Deboli anche il crack spread gasolio (sceso da 16,96 a 15,64 dollari/barile) e il crack spread olio combustibile (da -6,62 a -7,5 dollari/barile). I ribassi delle ultime sedute hanno annullato il recupero successivo alla pubblicazione (fine luglio) dei dati del secondo trimestre 2019. I risultati si sono rivelati negativi ma migliori rispetto alle attese del mercato: ricavi -18% a/a, EBITDA reported -56% a/a (ma -2% su base comparabile), risultato netto +58,9 milioni di euro (-52% a/a, ma -34% su base comparabile).

Buone notizie sono giunte dall'andamento del "margine EMC benchmark in forte recupero a partire dalla fine del secondo trimestre", "Il gruppo Saras punterà a conseguire un premio medio al di sopra del margine EMC Benchmark pari a circa 2,4 ÷ 2,8 $/bl (al netto delle manutenzioni)". Indicazioni confortanti anche dalle "opportunità derivanti dall'introduzione della normativa IMO sulle emissioni dei motori marini che si prevede determinerà, a partire dalla seconda metà del 2019, condizioni premianti per le raffinerie ad alta conversione ed integrate come quella del Gruppo Saras".

L'analisi del grafico di Saras evidenzia che il titolo sta mettendo sotto pressione i supporti posizionati poco sopra 1,40 euro: l'eventuale violazione degli stessi preannuncerebbe un test di 1,36 circa, ultimo riferimento utile a scongiurare un affondo verso 1,20/1,23, minimo allineati dello scorso giugno e agosto 2016, sostegni strategici in ottica di lungo periodo.
Oltre il recente massimo a 1,56 probabile un attacco agli ex supporti poco sotto 1,65: in caso di successo via libera verso area 1,90 (massimi di inizio anno).
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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