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venerdì 30 agosto 2019

Fusioni banche italiane


Si è appena conclusa una pagina di storia di fusioni e di incorporazioni tra istituti di credito e sembra che un’altra sia destinata ad iniziare.
Il tema delle fusioni e delle acquisizioni non è di certo nuovo alle banche italiane. Nel corso degli ultimi anni l’ipotesi di snellire il sistema del credito ha assunto tratti sempre più importanti.
Gli osservatori del settore e le riviste specializzate prevedono già nei prossimi mesi movimenti strategici che potrebbero cambiare l’assetto attuale degliequilibri bancari.

Banco BPM e UBI Banca: un’idea che può diventare strategia

A parte il gruppo bancario Intesa Sanpaolo che, forte dei risultati appena ottenuti, non sembra voler accelerare su possibili intese ed accordi futuri, mentre si muovono altre pedine sullo scacchiere bancario nazionale.
Agli analisti del settore piace sempre di più l’idea che BPM, ancora “figlia” giovane dell’unione tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, e UBI Banca possano prima della fine dell’anno 2019 porre le basi per un accordo di fusione.
Sembra ancora difficile capire se i vertici delle due società riescano a trovare la giusta sinergia sui punti fondamentali, per creare un’unione ben gradita da entrambe le parti, ma ancora non vi sono notizie reali di possibili colloqui intercorsi tra gli uomini di governance delle due aziende.
L’idea piace perché le due banche ben radicate al Nord, ma senza sovrapporsi troppo, diverrebbero un nuovo protagonista negli equilibri di forza tra UniCredit e Intesa SanPaolo.

Monte Paschi di Siena, crediti deteriorati e NPL: lo sguardo della BCE

Nonostante le recenti dismissioni dei crediti deteriorati, così come indicato dalla Banca Centrale Europea, il problema degli NPL, è ancora vivo e vegeto.
Infatti, i crediti non performanti e le sofferenze dismesse negli ultimi sei mesi dall’azienda bancaria sono pari a circa trecentoquarantamilioni di euro.
Questo riduce il rischio bancario in linea con gli accordi intrapresi con la Commissione Europea, ma ancora non definisce il futuro dello storico istituto di credito.
È in questo panorama che si parla degli sguardi di MPS verso BPER e della stessa UBI protesa verso la Monte dei Paschi.
Una partnership tra MPS e BPER, potrebbe poi concludersi con un’acquisizione da parte di UBI Banca?
Sembra improbabile, ma nulla si può escludere vista la presumibile razionalizzazione degli istituti di credito sul territorio italiano.
Le strategie descritte, infatti, porterebbero alla creazione di nuovi equilibri riducendo i gruppi bancari a quattro protagonisti forti, che muovendosi opportunamente riuscirebbero a ridurre l’impatto negativo del credito deteriorato riducendone gli accantonamenti e migliorando gli attivi di bilancio.
Fonte: News Trend Online

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