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giovedì 22 agosto 2019

Ftse Mib: spunti di trading. ENI e Saipem sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Il Ftse Mib ieri è tornato a sorridere dopo il calo accusato nella sessione di martedì, mettendo a segno un progresso dell'1,77% a 20.847 punti, che lo ha portato in cima alle Borse europee.
L'indice dopo il calo della vigilia ha reagito bene alle dimissioni del premier Conte, scommettendo su un nuovo Governo che appare senza dubbio un'alternativa più rassicurante rispetto allo spettro di un ritorno alle urne in autunno.
La riconquista di area 20.500 da parte del Ftse Mib ha prodotto l'atteso allungo che ha riportato le quotazioni in area 20.850, sui massimi della sessione dell'8 agosto scorso.
Solo con un superamento di questa soglia, confermato in chiusura di sessione, si potrà avere un allungo verso area 21.00/21.050, dove verrà chiuso il gap lasciato aperto lo scorso 5 agosto.
Una volta colmato questo vuoto il Ftse Mib potrà portare avanti la sua marcia rialzista in direzione di area 21.500, raggiunta la quale non sarà da escludere un ritorno delle vendite almeno in prima battuta.
Fino a quando l'indice non riuscirà a riposizionarsi stabilmente al di sopra di area 21.000 sarà reale il rischio di assistere a nuove vendite.
Conferme in tal senso giungeranno da una discesa al di sotto dei 20.700 punti, preludio ad un test di area 20.500.


Sotto questa soglia il Ftse Mib andrà a chiudere il gap lasciato aperto lunedì scorso a 20.340 punti circa, la violazione dei quali spingerà le quotazioni verso i 20.250/20.200 punti.
Sarà questo l'ultimo supporto da tenere per evitare un approdo in area 20.000, con estensioni fino ai minimi della scorsa ottava a 19.936 punti.

ENI: la struttura resta fragile, ma un recupero è possibile

La seduta di ieri si è conclusa in buon progresso anche per ENI che si è mosso quasi in linea con l'indice Ftse Mib, registrando un rialzo dell'1,57% a 13,35 euro.
Il titolo ha beneficiato fino al primo pomeriggio del rialzo del petrolio, senza poi risentire più di tanto del ritracciamento di quest'ultimo seguito al report sulle scorte strategiche Usa.
Da segnalare che sempre ieri Societè Generale ha ribadito la raccomandazione "buy" su ENI, con un prezzo obiettivo a 17,5 euro.
Non è l'unica banca d'affari a puntare sul titolo che però non sta vivendo un movimento felice a Piazza Affari.


Proprio nei giorni scorsi e precisamente venerdì scorso, ENI ha aggiornato i minimi dell'anno con un bottom a 12,92 euro, salvo poi riportarsi al di sopra della soglia psicologica dei 13 euro.
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La struttura tecnica del titolo si conferma fragile e il rimbalzo messo a segno fino ad ora dai minimi non appare del tutto convincente.

Per avere ulteriori segnali di ripresa bisognerà attendere il superamento dei 13,5 euro, oltre i quali ENI punterà prima ai 13,7 euro e in seguito ai 13,95/14 euro, dove almeno in prima battuta dovrebbe arrestarsi il recupero.
Al ribasso sarà cruciale la tenuta del supporto intermedio a 13,11/13,10 euro e ancor più di area 13/12,92 euro.


In caso di flessioni al di sotto di tale soglia infatti il titolo andrà incontro a nuovi scenari ribassisti, con il rischio di approdo in area 12,5/12,4 euro, dove troverà un altro supporto di rilievo che potrebbe frenare la discesa dei corsi.

Saipem riconquista area 4 euro.
Nuovi allunghi in vista?

Giornata positiva ieri per Saipem che ha guadagnato il 2,64%, mettendo a segno la migliore performance nel settore oil.
Al pari di ENI, anche Saipem ieri non ha risentito del movimento a passo di gambero registrato ieri nel pomeriggio dal petrolio, conservando un buon progresso fino alla chiusura.
Il titolo ha beneficiato anche della conferma bullish da parte di Banca IMI che ieri ha reiterato la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 5,9 euro.
La scorsa settimana invece Saipem ha ricevuto una promozione da HSBC, i cui analisti anno modificato la loro strategia con un innalzamento del rating da "hold" a "buy", con un target price migliorato da 4,8 a 5,1 euro.
Saipem continua ad essere condizionato nel breve non solo dall'andamento altalenante del Ftse Mib, ma anche di quello del petrolio.
Dal top del 25 luglio scorso a 4,735 euro, il titolo è arrivato a perdere quasi il 20% del suo valore, toccando un minimo non più tardi di venerdì scorso a 3,86 euro.
Da questo livello è partita una partenza che ha riportato le quotazioni al di sopra dei 4 euro, con un tentativo di allungo verso area 4,2 euro nell'intraday di ieri.
Sarà proprio con il superamento di questa soglia che Saipem getterà le basi per un recupero in direzione dei 4,45/4,5 euro che in più di un'occasione hanno ostacolato l'ascesa dei prezzi nella seconda metà di luglio.
Con un riposizionamento stabile al di sopra di area 4,5 euro il titolo potrà puntare nuovamente ai massimi di luglio a 4,735 euro.
La rottura di questo livello aprirà le porte ad un test di area 4,85 euro, ultimo baluardo da abbattere prima di un ritorno sui massimi dell'anno in area 5/5,05 euro, il raggiungimento della quale però appare prematuro almeno nel breve.
Segnali di ulteriore incertezza con ritorni sotto quota 4,05/4 euro per un test dei recenti minimi in area 3,85 euro.


L'eventuale cedimento di questa spingerà Saipem verso i 3,7 euro prima e in seguito in direzione dei 3,5/3,4 euro.
Fonte: News Trend Online

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