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mercoledì 14 agosto 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Enel e Tenaris sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Dopo due sedute consecutive in calo, ieri il Ftse Mib ha dato vita ad un bel recupero che lo ha portato a registrare la migliore performance in Europa, con un rialzo dell'1,36% a 20.539 punti.
L'indice nel corso della seduta è arrivato ad un passo da quota 20.000, l'avvicinamento della quale ha favorito una bella inversione di rotta, con un allungo verso area 20.500/20.600.
Quello di ieri al momento è classificabile come un semplice rimbalzo dopo i recenti cali e dopo il raggiungimento di soglie tecniche di una certa rilevanza che almeno in prima battuta hanno favorito una reazione dei corsi.
Perchè il recupero di ieri non rimanga una semplice parentesi nella tendenza ribassista in atto, saranno necessari nuovi spunti al rialzo che diano continuità al rimbalzo.
Con conferme oltre i 20.500/20.600 punti il Ftse Mib punterà prima ai massimi di giovedì scorso in area 20.850, violata la quale sarà agevole un test dei 21.000/21.050 punti, con conseguente chiusura del gap lasciato aperto lo scorso 5 agosto.
Al di sopra del livello appena segnalato l'indice potrà mettere nel mirino la soglia dei 21.500 punti, il raggiungimento della quale dovrebbe favorire almeno in prima battuta un ritorno delle vendite.
Con ritorni al di sotto dei 20.500 punti il Ftse Mib tornerà a mettere sotto pressione il supporto intermedio dei 20.250/20.200 punti, rotto il quale si assisterà ad un test di area 20.000.
Negativo sarà l'abbandono di questo livello che aprirà le porte ad una flessione più marcata verso i minimi di fine maggio in area 19.500.

Enel: un acquisto speculativo da realizzare con lo stop in canna

Anche la seduta di ieri si è conclusa con il segno più per Enel che, dopo aver guadagnato circa mezzo punto percentuale in avvio di settimana, ha mostrato ieri un rialzo più contenuto dello 0,23%, con una minore forza relativa non solo rispetto al Ftse Mib, ma anche in confronto al settore di riferimento.
Il titolo non ha beneficiato più di tanto del calo registrato dallo spread BTP-Bund e dal rendimento del BTP a 10 anni.


Enel ha viaggiato un po' con il freno a mano tirato ieri risentendo della crisi politica in Argentina, dove il gruppo ha una piccola esposizione e dove realizza circa il 30% dell'Ebitda.
Il titolo è rallentato nelle occasioni di recupero come quella di ieri anche da una struttura che al momento si conferma negativa.
Dai massimi dell'anno toccati lo scorso 18 luglio a 6,62 euro, Enel ha perso oltre il 10% del suo valore, scendendo a mettere sotto pressione la soglia dei 6 euro che almeno per il momento sembra aver retto la spinta ribassista.
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Con la tenuta di quota 6 euro il titolo potrà avviare un recupero più deciso verso i 6,2/6,25 euro, superati i quali punterà all'ostacolo ancora più rilevante dei 6,45/6,5 euro.
In caso di rottura di questa soglia Enel tornerà sui massimi dell'anno a 6,62 euro, rotti i quali il rialzo proseguirà in direzione dei 6,7/6,8 euro prima e successivamente verso la soglia psicologica dei 7 euro. 
Al ribasso sarà cruciale la tenuta dei 6/5,95 euro, sotto cui Enel scenderà a testare i 5,8/5,75 euro in prima battuta e in caso di ulteriori evoluzioni negative arretrerà fino al test dei 5,5 euro.
In ottica speculativa si può tentare un acquisto a ridosso dei 6,05/6 euro, con stop stretto al cedimento dei 5,85 euro.

Tenaris: quadro grafico negativo.

Quando avremo segnali di ripresa?

Chiusura in recupero ieri per Tenaris che ha guadagnato l'1,65%, facendo un po' meglio dell'indice Ftse Mib, ma rimanendo più indietro rispetto agli altri protagonisti del settore oil.
Il titolo ha trascorso buona parte della seduta all'insegna della debolezza, risentendo delle cattive notizie arrivate dall'Argentina, dove il gruppo, secondo le stime degli analisti di Equita SIM realizza il 10%-12% del suo fatturato.
Nel pomeriggio però Tenaris ha imboccato la via dei guadagni sulla scia dell'inversione di rotta del Ftse Mib e sull'onda del forte rialzo messo a segno dal petrolio.
Un recupero che tuttavia non ha condotto le quotazioni oltre la soglia dei 10 euro, con un close a 9,95 euro che di fatto non modifica in alcun modo la struttura ribassista di Tenaris.
Il titolo, dai massimi dell'anno a 13,54 euro toccati lo scorso 23 aprile ha avviato una fase discendente che lo ha portato l'area dei 10 euro che oltre ad essere una cifra tonda rappresenta un supporto chiave per il titolo.
Un mancato recupero di questa soglia e un contestuale allontanamento dalla stessa, potrebbe alimentare nuove vendite con il rischio che Tenaris scenda sotto i minimi di ieri a 9,65 euro.
In tal caso si assisterà ad un test dei 9,5 euro, sotto cui la discesa proseguirà verso i minimi di inizio anno a 9,14 euro, con eventuali estensioni fino all'area dei 9 euro.
Con un ritorno al di sopra dei 10 euro Tenaris potrà allungare il passo verso i 10,2/10,3 euro prima e in seguito in direzione dei 10,65/10,7 euro.
Oltre questo ostacolo sarà credibile un accordo verso gli 11/11,05 euro, con successivo approdo sulla soglia degli 11,2 euro, dove verrà chiuso il gap-dpwn dell'1 agosto scorso.
Fonte: News Trend Online

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