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martedì 13 agosto 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Banco BPM e Ubi sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

La debolezza continua a dominare la scena a Piazza Affari che dopo il netto calo di venerdì scorso non solo non è riuscita a dare vita ad un recupero, ma non è stata neanche in grado di porre un freno alle vendite.
Il Ftse Mib ha continuato ad indietreggiare, cedendo ieri lo 0,3% a 20.263 punti, avvicinandosi sempre più a delle soglie di pericolo la cui tenuta sarà essenziale per scongiurare nuovi affondi.
Il riferimento è in primis all'area dei 20.250/20.200 punti, sotto cui la discesa dell'indice proseguirà verso la soglia psicologica dei 20.000 punti.
Non vi è alcuna garanzia sulla tenuta di questo livello nel breve ed è alto il rischio di assistere ad ulteriori flessioni verso i 19.700 punti prima e in seguito in direzione dei minimi di fine maggio in area 19.500.
Una volta raggiunta questa sogli sarà importante assistere ad un rimbalzo del Ftse Mib, pena un ulteriore deterioramento del quadro tecnico che potrebbe aprire le porte ad un ritorno sui minimi di inizio anno in area 18.000/17.950.  
Se l'indice riuscirà a difendere la soglia supportiva dei 20.200/20.000 punti sarà possibile un tentativo di recupero che troverà un primo ostacolo in area 20.500.
Al di sopra di tale soglia il Ftse Mib metterà nel mirino i 20.800 punti, violati i quali ci sarà spazio per una copertura del gap-down lasciato aperto il 5 agosto a 21.000/21.050 punti.
Un primo segnale di ripresa si avrà con un riposizionamento dei corsi al di sopra di tale area, preludio ad un'estensione rialzista verso la soglia resistenziale dei 21.500 punti, difficilmente violabili almeno in prima battuta.

Banco BPM di nuovo al test dei minimi.

Ancora possibile una reazione?

Al pari di quanto accaduto per il Ftse Mib, la seduta di ieri non ha dato scampo neanche a Banco BPM che, pur difendendosi un po' meglio di altri bancari, non ha evitato il segno meno, mostrando più debolezza del mercato.
Il titolo ha ceduto l'1,43% che si aggiunge all'affondo di venerdì scorso, quando la giornata si era conclusa con un tonfo di oltre il 9%.
In sole due sessioni Banco BPM si è allontanato con decisione da un'area di prezzo che poteva fungere ancora da trampolino di lancio per nuovi allunghi, avvicinandosi pericolosamente ai minimi dell'anno.
Banco BPM è infatti poco distante dal bottom di fine maggio a 1,584 euro, da cui si era sviluppata una reazione molto vivace che a luglio aveva spinto le quotazioni ad un soffio dall'area dei 2 euro.
Una discesa del titolo al di sotto di quota 1,584 euro costringerà a spostare l'attenzione sul minimo storico segnato a ottobre dello scorso anno a 1,52 euro.
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Oltre questo livello Banco BPM si troverà a navigare in acque inesplorate e ciò rende difficile anche l'individuazione di target al ribasso, vista l'assenza di uno storico in tal senso.
Al di sotto di quota 1,52 euro Banco BPM potrebbe scivolare verso area 1,47/1,45 euro prima e in seguito in direzione dei 1,4 e di 1,35 euro.
Con la tenuta della fascia supportiva a 1,6/1,584 euro, il titolo potrà avviare un recupero verso area 1,65 euro prima e in seguito in direzione dell'importante resistenza 1,77/1,78 euro.
Ulteriori allunghi oltre tale livello vedranno sviluppi positivi verso gli 1,82 e gli 1,85 euro, con successivi approdi di Banco BPM in area 1,9 euro.
Solo al di sopra di quest'ultimo ostacolo il titolo potrà tentare un allungo verso i massimi di luglio a 1,97/1,98 euro, il raggiungimento dei quali però appare prematuro nell'immediato.

Ubi Banca torna sui livelli di fine 2016.

Un'occasione buy o sell?

Anche Ubi Banca ieri ha chiuso gli scambi in calo, con una flessione dello 0,81%, più contenuta di quella di Banco BPM.
Rispetto a quest'ultimo però l'impostazione tecnica appare più negativa, visto che il titolo proprio ieri ha aggiornato, anche se di poco, i minimi dell'anno a 2,082 euro, appena sotto il bottom di febbraio a 2,09 euro.
Ubi Banca si è riportato così su valori che non si vedevano ormai da dicembre 2016 e con conferme al di sotto di 2,09/2,08 euro sarà destinato a perdere ulteriormente terreno.
Un sostegno successivo si può individuare a 2,05/2,03 euro, sotto cui sarà inevitabile un test della soglia psicologica dei 2 euro.
Con il cedimento di questo livello Ubi Banca scivolerà prima verso area 1,97/1,95 euro, per poi andare a mettere sotto pressione i minimi storici raggiunti a 1,9/1,88 euro a novembre 2018 e ancor prima a settembre dello stesso anno.
Un tentativo di recupero dai valori attuali vedrà il titolo riportarsi sopra i 2,1 euro prima e in seguito oltre i 2,14/2,15 euro.
Il superamento di questo livello aprirà le porte ad un rimbalzo anche veloce verso i 2,24 euro e i 2,3 euro, prima di pensare ad un ritorno a quota 2,4 euro.
La riconquista di questa soglia darà vita ad un primo allentamento delle pressioni ribassiste e metterà Ubi Banca nuovamente sulla traiettoria del rialzo.
In tal caso il titolo punterà ai massimi toccati a metà a luglio a 2,67/2,68 euro, il raggiungimento dei quali però richiederà non poco tempo, specie se dovessero perdurare le tensioni sul fronte dello spread e dei BTP alla luce della crisi di Governo scoppiata nei giorni scorsi.
Fonte: News Trend Online

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