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mercoledì 21 agosto 2019

FCA cavalca il nuovo flirt con Renault. Cosa ne dicono i broker?


In una seduta decisamente positiva per Piazza Affari, dove il Ftse Mib guadagna l'1,8% sopra quota 20.860, sovraperformando così gli altri indici europei nonostante la fresca ufficializzazione della fine del governo Conte, riesce a fare ancora meglio Fca che occupa la prima posizione tra le blue chips milanesi.

Fca svetta sul Ftse Mib con nuovi rumor su fusione con Renault

Dopo aver ceduto ieri quasi un punto percentuale (-0,9%), il titolo ha infatti quest'oggi ripreso fin da subito la via dei guadagni e negli ultimi minuti passa di mano a 11,6 euro, con un netto rialzo del 4% e oltre 6,6 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 10,2 milioni di pezzi.

FCA sale.

Sole 24 Ore: negoziati con Renault mai interrotti

In un clima complessivamente favorevole per un ritorno degli acquisti sui mercati azionari grazie all'attesa di nuovi stimoli monetari e fiscali da parte delle banche centrali -attesa che ha la meglio quest'oggi sulle preoccupazioni per una possibile recessione globale, sulla confusione politica in Italia e sui segnali contrastanti sul fronte della guerra commerciale - a spingere con maggiore vigore Fiat Chrysler sono fin da questa mattina nuove indiscrezioni di stampa su un riavvicinamento tra il Lingotto e Renault dopo il fallimento del tentativo di fusione con la casa automobilistica francese nel giugno scorso. 

FCA, su aggregazione con Renault probabilità molto alta

Oggi infatti il Sole 24 Ore, nel ricordare che le capitalizzazioni dei due gruppi viaggiano ancora non lontano dai valori registrati tre mesi fa al momento della proposta di merger di Fca, ossia rispettivamente 18 miliardi e 15 miliardi di euro - segno che la probabilità di un rilancio dell’operazione è considerata dal mercato "molto alta" - scrive citando fonti "ben informate" che i colloqui e i contatti non si sarebbero "mai interrotti" tra Parigi e Torino.

E che l'obiettivo sarebbe in questa fase di “blindare” un nuovo schema di aggregazione in grado di ricevere il benestare di tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dallo Stato francese, che detiene una quota del 15% nel capitale di Renault.

FCA, piano di merger in più fasi: verso mega-gruppo con Nissan

Tale piano dovrebbe passare, come già era emerso nelle settimane scorse, per una revisione delle partecipazioni incrociate tra Renault e i giapponesi, impegnati a superare le loro divergenze su quello che a Tokyo viene da tempo considerato uno squilibrio dell'Alleanza franco-nipponica, ossia il fatto che l'azienda della Losanga possiede il 43,4% di Nissan e altrettanti diritti di voto, mentre quest'ultima ha il 15% di Renault senza diritti.

Secondo le fonti del Sole, Nissan vorrebbe ridurre la quota di Renault al 20-25%, mentre la casa francese sarebbe orientata a mantenere una partecipazione intorno al 30-35%.

Ma si sta lavorando per trovare un punto di equilibrio e a quel punto potrebbe andare in porto un'operazione che sarebbe in sostanza una specie di scambio di favori tra i due partner: l'ok alla fusione tra Renault e Fca sarebbe la contropartita pagata da Tokyo per riuscire a ridimensionare il peso della stessa Renault nel suo capitale; e su questa base potrebbe poi nascere "in un secondo tempo," aggiunge il Sole, un mega-gruppo con l’integrazione della stessa Nissan.

Fca, fusione con Renault: la view di Banca Imi

Lo scenario tratteggiato dal quotidiano di Confindustria, che non fa che riprendere ipotesi e numeri già circolati sin da fine giugno e rafforzati a inizio agosto da un report del Wall Street Journal, appare oggi plausibile agli analisti di Banca Imi, per i quali, "data l'assenza di opzioni alternative sia per Fca sia per Renault," è ragionevole una ripresa dei colloqui tra gli amministratori delegati della casa transalpina e di Nissan che possa sbloccare il piano di fusione con Fca.

Eventualità che non rimuove comunque qualche dubbio dell'investiment bank sul buon esito del merger. 
"Evidenziamo", sottolineano infatti gli analisti, che sul titolo hanno una raccomandazione Hold con prezzo obiettivo a 13 euro, " che il rischio di esecuzione, in caso di fusione, rimane elevato e che, dato l'attuale contesto politico italiano e le relazioni tra Francia e Italia, qualsiasi sviluppo in tale direzione potrebbe richiedere del tempo".
Fonte: News Trend Online

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