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mercoledì 21 agosto 2019

BTP, Spread e Ftse Mib in festa: scenari e strategie post Conte


In una giornata caratterizzata da un ottimismo diffuso sulle principali Borse europee, a spiccare è proprio Piazza Affari. 
Dopo la maglia nera indossata ieri nel Vecchio Continente, quest'oggi si passa a quella rosa, visto che il Ftse Mib sale più degli altri indici, con un rialzo dell'1,81% in area 20.850.

Segnali di ottimismo anche sul mercato dei bond, con lo spread BTP-Bund in flessione del 3,42% a 200,6 punti base, mentre il rendimento dei BTP a 10 anni flette del 3,46% all'1,339%. 
Gli asset italiani reagiscono quindi con entusiasmo alle dimissioni rassegnate ieri dal premier Giuseppe Conte che hanno posto fine alla coalizione Lega-M5S.


Come evidenziato dagli analisti di Equita SIM, gli investitori apprezzano l'ipotesi, per quanto ancora piuttosto debole, della formazione di un nuovo Governo, che allontana di fatto lo spettro di elezioni anticipate. 
Secondo gli analisti di Berenberg quest'ultimo è lo scenario meno probabile, considerando anche la tempistica per un ritorno alle urne è sfavorevole, vista l'imminente scadenza per la stesura della nuova legge di Bilancio.

Gli esperti fanno notare in ogni caso che dopo le dimissioni di Conte è aumentata l'incertezza politica in Italia e si è aperta la strada a diversi scenari. 
A detta di Roberto Rossignol, portfolio manager di Moneyfarm,non è facile prevedere quale sarà quello che andrà a concretizzarsi, ma si possono individuare tre alternative possibili.


Una è quella di un ritorno alle urne, l'altra di un Governo Conte-bis di larghe intese e la terza quella di un Esecutivo di transizione formato da M%S e PD che duri fino all'inizio del prossimo anno e che si occupi della stesura della legge di bilancio. 
Anche Matteo Ramenghi, chief investment officer Ubs WM Italy, evidenzia la poca chiarezza del quadro politico e individua tre possibili scenari dopo le dimissioni del premier Conte.


Il più probabile è quello di un Governo con un mandato limitato per approvare il bilancio 2020 con una legge che eviti l'aumento dell'IVA prima di un ritorno alle urne. 
Un Esecutivo di questo tipo dovrebbe coinvolgere M5S, PD e forse altri partiti e sarà focalizzato sulla disciplina fiscale e sulla sostenibilità ambientale.


Un secondo scenario è quello di elezioni anticipate alla fine di ottobre e in tal caso la coalizione di centrodestra dovrebbe rivelarsi vincente. 
L'esperto di UBS evidenzia che potrebbe scattare l'aumento dell'IVA e ciò avrebbe un impatto sulla crescita del PIL italiano 2020. 
Infine, lo scenario meno probabile al momento è quello di un rimpasto del Governo M5S-Lega.

Secondo Ramenghi sarà cruciale il timing visto il pressante calendario fiscale, perchè in caso di elezioni a fine ottobre il nuovo Governo non riuscirebbe a redigere in tempo in nuovo Bilancio e questo porterebbe all'aumento dell'IVA di 3 punti percentuali. 
Al contrario con un Governo in carica, guidato da esempio da M5S e PD, si potrà procedere alla nuova finanziaria, con tagli alla spesa o imposte diverse dall'IVA, con un impatto più limitato sulla domanda interna.


Quanto alle possibili reazioni dei mercati, secondo Ramenghi una coalizione M5S-PD porterebbe probabilmente ad una maggiore disciplina di bilancio, con effetti positivi sulle azioni, sullo spread e sui BTP, ma la sua durata sarebbe probabilmente breve. 
In caso di elezioni invece una vittoria del centrodestra potrebbe essere più favorevole al mercato rispetto al Governo appena caduto, ma la prospettiva di una vittoria populista, ad esempio con un Esecutivo solo leghista o Lega-Fratelli d'Italia, aprirebbe le porte ad un percorso accidentato per gli asset italiani.
Fonte: News Trend Online

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