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giovedì 22 agosto 2019

Bancari in rialzo, ma scatta un alert su vari rischi: ecco quali


A Piazza Affari la seduta odierna prosegue in buon rialzo per i titoli del settore bancario che si confermano tutti in ascesa, mostrando una maggiore forza relativa rispetto al Ftse Mib. 

Bancari: ancora acquisti a Piazza Affari con calo spread

A correre più degli altri è Banco BPM con un progresso dell'1,82%, seguito da Ubi Banca e Unicredit che si apprezzano dell'1,33% e dell'1,09%, tallonati a loro volta da Intesa Sanpaolo che avanza dell'1%.
Leggermente più cauta Mediobanca che si accontenta di un progresso dello 0,69%, riuscendo comunque a fare meglio di Bper Banca che si è riportato sulla parità.
A favorire gli acquisti sui titoli del settore sono i segnali di distensione che arrivano dal fronte obbligazionario.


Lo spread BTP-Bund viaggia in ulteriore calo al di sotto dei 200 punti base e scende dell'1,16% a 196,4 basis points, mentre il rendimento del BTP a 10 anni arretra dello 0,76% all'1,304%. 

Banche: segnali di peggioramento della qualità dell'attivo

Il rialzo del settore bancario non deve tuttavia alimentare facili entusiasmi, perchè diversi sono i rischi che si profilano all'orizzonte.
In un report diffuso oggi gli analisti di Equita SIM hanno evidenziato che nel secondo trimestre le società del comparto bancario nel complesso hanno mostrato risultati in linea o migliori delle attese.
Gli esperti però fanno notare che emergono alcune indicazioni che potrebbero anticipare un peggioramento della qualità del credito e questo rischierebbe di mettere in serio pericolo le stime riferite al triennio 2020-2022. 
Equita SIM nella nota odierna spiega che nel secondo trimestre l'utile di settore è stato pari a 3,8 miliardi di euro, il 2% inferiore alle previsioni, e i due gruppi che hanno performato meglio degli altri sono stati Banco BPM e Credem.
Quanto al margine di interesse, per gli analisti ha continuato a risentire del mancato supporto dei volumi, che hanno mostrato un calo dell'1% rispetto al rialzo dell'1% atteso, e, a sorpresa, anche dello spread BTP-Bund, malgrado la discesa degli ultimi mesi.
Bene invece le commissioni che nel secondo trimestre hanno battuto le stime attestandosi il 2% al di sopra delle stesse, beneficiando del contributo dei servizi bancari.
Da evidenziare la flessione dello stock delle esposizioni non performanti, scese del 6%, a fronte però di un costo del credito pari a 65 punti base, superiore alle aspettative, tanto da raggiungere il livello più elevato dal terzo trimestre 2017.

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Banche: Equita vede outlook più sfidante per i prossimi trimestri

Gli analisti di Equita SIM ritengono che la strada per le banche sia ancora in salita, visto che l'outlook dei prossimi trimestri diventa più sfidante non tanto in termini di margini di interesse, ma di asset quality, ossia di qualità dell'attivo.
La SIM milanese fa notare che l'ulteriore peggioramento sulle aspettative della curva dei rendimenti ridurrebbe le stime di utile netto del 2%.
In aggiunta a ciò gli analisti vedono segnali di peggioramento della qualità del credito e questa previsione è supportata da vari fattori.
Il costo del rischio del secondo trimestre è stato superiore alle attese e si è riportato sui livelli più alti da due anni a questa parte.
Inoltre, il default rate per quasi tutte le banche è cresciuto su base trimestrale e il trend dei non performing loans è ritardato di sei mesi rispetto al peggioramento macro, di conseguenza accelerazioni nei nuovi flussi di sofferenze potrebbero materializzarsi dal secondo semestre dell'anno.

Banche: i fattori che segnalano un peggioramento dell'asset quality

A segnalare un peggioramento della qualità del credito sono anche i dati di settore di giugno che indicano un rallentamento della domanda di credito corporate, che potrebbero precludere ad un peggioramento del profilo di rischio di questo segmento di clientela, oltre che rendere difficile l'espansione dei volumi per sostenere il margine di interesse.
Infine, alcune banche, come ad esempio Unicredit, hanno riportato un sensibile aumento del costo del credito su base trimestrale, legato a nuovi default e/o a cessioni di non performing loan come nel caso di Ubi Banca.
In base ai loro calcoli, gli analisti di Equita SIM fanno sapere che un aumento del 50% del default rate 202 dall'1,7% al 2,6% impatterebbe negativamente nell'ordine del 27% sugli utili delle banche italiane e fare salire il costo del rischio di 32 punti base.
Questo scenario non è incorporato nelle stime della SIM milanese nè in quelle del consensus e questo spiega perchè i titoli bancari trattano ancora con multipli vicini a quelli degli ultimi 5 anni.
Fonte: News Trend Online

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