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giovedì 11 luglio 2019

Mercati azionari: prospettive per il secondo semestre 2019


Roberto Magnatantini, gestore del fondo OYSTER Global High Dividend di SYZ AM, spiega che se nella prima metà del 2019 i mercati azionari sono stati sostenuti dal relativo miglioramento sul fronte della guerra commerciale USA-Cina e dall’atteggiamento più favorevole delle banche centrali occidentali, nella seconda parte dell’anno è probabile che macroeconomia e geopolitica influiranno notevolmente: quasi nessuno crede più ad un’accelerazione economica.
Guardando oltre oceano, in molti prevedono una recessione americana imminente, mentre noi non siamo di questo avviso e vediamo ancora del potenziale, benché limitato.

Da un lato, è infatti vero che una guerra commerciale su larga scala sarebbe dannosa tanto per la Cina – fino ad ora il soggetto più colpito dalla lotta a colpi di dazi – quanto per gli Stati Uniti. D’altra parte, però, Roberto Magnatantini crede fortemente che proprio per questo si raggiungerà un accordo.
In caso contrario, l’impatto sui mercati azionari sarebbe decisamente negativo
.
Sul fronte europeo, la decisione della BCE di prolungare il QE avrà un duplice ordine di conseguenze sul mercato azionario - spiega Roberto Magnatantini -. In primo luogo, sosterrà il mercato nel suo insieme mantenendo dei livelli di tassi d’interesse bassi, il che aritmeticamente aumenta la valorizzazione degli attivi a duration lunga come le azioni.

In secondo luogo, continuerà a influenzare settori e stili d’investimento, per esempio a favore delle utilities e altri bond proxies.
L’Italia rimane un mercato azionario poco attraente in ottica globale, sul lungo termine. A influire su questo giudizio non è tanto la situazione politica interna, quanto l’incertezza che ne consegue, fattore che gli investitori globali detestano.
I discorsi politici interni non hanno molto peso, conta invece la stabilità e il rigore finanziario. Per il momento c’è ancora molto scetticismo su questo ultimo aspetto, sarà importante che si evitino decisioni o anche solo dichiarazioni stravaganti per riportare fiducia sui mercati italiani.

Questo non esclude naturalmente possibilità più tattiche di breve termine e – ancora di più - non implica che ogni società italiana sia da evitare. Esistono opportunità d’investimento di grande qualità in Italia, in settori come le utilities o il lusso in particolare.

In generale, considerando le opportunità più interessanti nel breve termine, da un punto di vista geografico siamo sovrappesati in Svizzera e Scandinavia, mentre apprezziamo la Russia, ma restiamo cauti per ragioni di controllo del rischio.

In termini di settori, Roberto Magnatantini resta esposto su Food e Utilities, che possono sembrare storicamente cari, ma offrono sempre un’alternativa attraente al Fixed Income. Per ragioni di valorizzazione siamo anche esposti ad alcune società industriali e di tecnologia hardware e software.
Roberto Magnatantini è inoltre sovrappesato nel segmento industriale: in parte per le ragioni di valorizzazione già menzionate (ad esempio nei settori transportation e capital goods) ma anche per via di società redditizie e poco cicliche come Roper o Airbus.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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