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mercoledì 10 luglio 2019

L'Angolo del Trader


Focus su Atlantia: Il Sole 24 Ore di oggi scrive che il gruppo controllato dalla famiglia Benetton sta prendendo in considerazione l'ipotesi di partecipare al salvataggio di Alitalia. Il quotidiano riferisce indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari secondo cui domani il cda esaminerà la possibilità di presentare una manifestazione di interesse per una quota pari al 35-40% della newco Nuova Alitalia (un investimento di circa 300 milioni di euro), a patto che venga realizzato un piano industriale di rilancio "serio e credibile".

La newco vedrebbe un azionariato composto da Ministero del Tesoro e Ferrovie dello Stato (con la quota di maggioranza), dall'americana Delta Air Lines ed, eventualmente, da Atlantia. Il Sole conferma che l'operazione dovrebbe essere chiusa il 15 luglio. L'ipotesi di intervento dei Benetton nel salvataggio di Alitalia circola da molti mesi e si è intrecciata con le vicende del Ponte Morandi e della revoca delle concessioni autostradali: la scorsa settimana il vicepremier e ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha affermato che le procedure di revoca delle concessioni in capo ad Autostrade per l'Italia (gruppo Atlantia) vanno avviate e che Atlantia non deve pensare che, presentando una proposta di investimento in Alitalia, possa ottenere un ammorbidimento del governo: "queste vicende su Autostrade, Atlantia e Benetton non si devono accavallare con il caso Alitalia".

L'analisi del grafico di Atlantia evidenzia il riavvicinamento del titolo ai recenti massimi allineati poco sotto i 24,50 euro: una vittoria su questi riferimenti darebbe nuovo slancio al movimento rialzista partito a fine 2018 in direzione dei massimi della scorsa estate a 26 circa. Discese sotto 23 preannuncerebbero invece un test dei supporti statici a 21,50/21,80, decisivi nel breve/medio termine.
UniCredit ieri ha chiuso la seduta con un leggero rialzo (+0,32% a 11,3820 euro) nonostante la debolezza del comparto causata dal forte calo di Deutsche Bank (oltre -9% tra lunedì e martedì) dopo l'annuncio del massiccio piano di ristrutturazione.

Il titolo dell'istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha guadagnato terreno su indiscrezioni di Reuters secondo cui è alla ricerca di un advisor per assisterlo in una revisione della struttura del gruppo finalizzata a rafforzarne il profilo europeo e migliorarne le condizioni di funding tramite la separazione delle attività estere da quelle italiane (queste ultime sono penalizzate dal fardello dei crediti deteriorati).
Le due fonti vicine al dossier citate dall'agenzia confermano le indiscrezioni di ieri mattina del Messaggero e del Sole 24 Ore. A dicembre UniCredit presenterà il piano 2020-2023. L'analisi del grafico di UniCredit evidenzia il recupero delle ultime settimane, movimento che si è arrestato a ridosso dell'ex supporto a 11,85 euro.

L'eventuale superamento di questo ostacolo lancerebbe i prezzi verso il massimo di metà aprile a 13,0660, una resistenza determinante in ottica di medio/lungo periodo: oltre la stessa verrebbe infatti completato il potenziale doppio minimo in formazione da fine 2018, figura rialzista capace di proiettare le quotazioni verso 14,30 e 15,50.
Discese sotto area 11,10 creerebbero invece le premesse per un'inversione di tendenza (primo appoggio a 10,40/10,50).

Tonica ERG dopo che lunedì i ministri Luigi Di Maio (Sviluppo Economico) e Sergio Costa (Ambiente) hanno firmato il Decreto FER 1, provvedimento che mira a incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e creare di posti di lavoro.

Il decreto consentirà "la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell'ordine di 10 miliardi di Euro". Il Decreto FER 1 è ora all'esame della Corte dei Conti per la registrazione: la Corte ha 30 giorni di tempo per esprimere il suo parere.
Il titolo è salito sul livello più alto dalla scorsa estate a 19,08 euro, lasciandosi alle spalle a 18,50 circa il 61,8% di ritracciamento di tutta la discesa subita dai top di maggio 2018. Nel caso di stabilizzazione oltre i 19 euro diverrebbe possibile un allungo fino a 20 circa, target del doppio minimo disegnato tra dicembre e marzo con base a 15,60 euro circa.

Sotto area 17,70 rischio invece di assistere a ripiegamenti in direzione di area 17,20, media mobile a 200 giorni e supporto orizzontale determinante nel medio breve termine.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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