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giovedì 4 luglio 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Saipem ed Eni sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Giornata molto frizzante ieri per il Ftse Mib che ha messo a segno la migliore performance in Europa, con un rialzo del 2,4% a 21.905 punti.
L'indice ha vissuto ieri la terza performance più corposa da inizio anno, salendo per la quinta giornata consecutiva e avvicinandosi ai massimi del 2019 in area 22.000/22.050.
A questa soglia è ora rivolta l'attenzione, visto che nelle prossime ore è probabile un test della stessa e si capirà se il Ftse Mib avrà ancora forza per spingersi in avanti o se al contrario sarà destinato a tornare indietro.
Segnali positivi si avranno con il superamento di area 22.000/22.050, oltre la quale l'indice si misurerà prima con lo step intermedio dei 22.200 punti e in seguito con la resistenza più rilevante dei 22.500 punti.
In caso di sfondamento anche di questa barriera, il Ftse Mib avrà campo libero per proseguire al rialzo in direzione dei 22.800 punti, oltrepassati i quali darà vita ad un allungo verso la soglia psicologica dei 23.000 punti, con probabili estensioni rialziste fin verso i 23.150/23.200 punti nella migliore delle ipotesi.
Nel caso in cui l'indice venisse respinto dai massimi dell'anno in area 22.000, si assisterà ad un ripiegamento che fino a quota 21.500 lascerà immutate le chance di assistere a nuovi rialzi nel breve.
Al di sotto di area 21.500 il Ftse Mib potrebbe indebolirsi verso i 21.250/21.200 punti prima e in seguito in direzione di area 21.000.
Molto importante sarà la tenuta di questa soglia psicologica, pena una prosecuzione delle vendite verso i 20.500 punti prima e nella peggiore delle ipotesi fin verso area 20.000. 

Saipem: a rischio un doppio massimo.

I livelli da tenere d'occhio

Saipem ieri non ha partecipato al buon rialzo messo a segno dal Ftse Mib, terminando gli scambi in calo dello 0,62% e scivolando nell'ultima posizione tra le blue chips.
Il titolo non ha beneficiato neanche del rialzo messo a segno dal petrolio che ha ripreso quota nel pomeriggio, malgrado le indicazioni arrivate dal report sulle scorte Usa, calate meno delle attese.
L'andamento di Saipem ieri è stato condizionato da alcuni rumor secondo cui il gruppo starebbe accelerando la ricerca di un partner per le attività di drilling, mentre il mercato avrebbe preferito una vendita della suddetta divisione, come dimostrato dall'accelerazione al rialzo vista quando erano circolati rumors di questo tipo a inizio aprile.
Dai minimi di inizio giugno in area 3,7 euro, Saipem ha avviato un forte recupero, con un rialzo di oltre il 20% che lo ha portato fino a quota 4,5 euro.

Questo livello è stato lambito nella sessione del 21 giugno e di martedì scorso, prospettando il rischio della possibile formazione di un doppio massimo.

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La conferma di questa figura arriverà con discese di Saipem al di sotto dei 4,25 euro, evento che aprirà le porte ad una prosecuzione delle vendite verso i 4,15/4,1 euro prima e in seguito in direzione della soglia psicologica dei 4 euro.
Ancor più rilevante sarà la tenuta dei 3,85 euro, la rottura dei quali spingerà il titolo verso i minimi di inizio giugno a quota 3,7 euro.
La negazione del doppio massimo di cui parlavamo prima di avrebbe solo con una violazione decisa da parte di Saipem dei 4,5/4,55 euro.
Oltre tale livello il titolo avrà campo libero per allungare il passo in direzione dei 4,8/4,85 euro prima e in seguito in direzione dei massimi dell'anno in area 5/5,05 euro.

ENI: il recupero da inizio giugno è al capolinea?

Diversamente da Saipem, ieri ENI è riuscito a chiudere le contrattazioni in rialzo, con un guadagno dello 0,48%, ben più contenuto di quello dell'indice Ftse Mib.
Il titolo è riuscito a sfruttare in parte il recupero del petrolio dopo il crollo accusato martedì e ha beneficiato anche della notizia relativa all'aggiudicazione di una nuova licenza di esplorazione e produzione nell'offshore del Ghana.
ENI a inizio giugno ha aggiornato i minimi dell'anno con un bottom a 13,39 euro, da cui si è sviluppato un poderoso recupero che non più tardi di lunedì scorso ha portato al test dei 14,8 euro.
La tenuta di questa soglia ha portato poi ad un ripiegamento del titolo verso i 14,5/14,45 euro, che almeno per ora sembra aver frenato la spinta ribassista.
Se ENI riuscirà a mantenersi sopra la soglia di prezzo appena segnalata, allora sarà probabile un nuovo attacco ai massimi di lunedì a 14,8 euro.
Con il superamento di questo livello il titolo porterà avanti il suo recupero verso i 15/15,2 euro, riportandosi sui massimi di inizio giugno.
In caso di ulteriore forza e petrolio permettendo, ENI potrà dar vita ad ulteriori sviluppi rialzisti verso i 15,5 euro prima e i 15,75 euro in seguito, per poi tentare un attacco alla soglia dei 16 euro, abbandonata alla fine della prima decade di aprile.
Discese al di sotto dei 14,5/14,45 euro favoriranno un indebolimento di ENI verso i 14,3/14,2 euro prima e i 14 euro in seguito.
Ancor più importante sarà la tenuta del rilevante sostegno in area 13,8 euro, visto che una discesa al di sotto di tale soglia vedrà aumentare sensibilmente il rischio di un ritorno di ENI sui minimi dell'anno in area 13,4 euro.
Fonte: News Trend Online

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