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venerdì 12 luglio 2019

Bollettino Bankitalia: aumentano i rischi per le prospettive dell'economia


Dal Bollettino economico pubblicato dalla Banca d'Italia emerge che i rischi per le prospettive dell'economia globale non si sono attenuati. Come la Federal Reserve, anche la BCE considererà le opzioni di accomodamento monetario estendendo l'orizzonte entro il quale prevede di mantenere bassi i tassi di interesse.In Italia il ciclo industriale debole ha frenato l'attività economica, determinato dalle tensioni commerciali, prefigurando un rallentamento nei prossimi mesi.
Nonostante la flessione del commercio internazionale, le esportazioni sono moderatamente cresciute nei primi quattro mesi dell'anno.
Nel report si legge poi che il rallentamento dei prezzi dei beni energetici e la debolezza del ciclo economico frenano l'inflazione, che è diminuita in giugno allo 0,8 per cento (0,4 al netto delle componenti alimentari ed energetiche).

Le aspettative di inflazione delle famiglie e delle imprese desunte dai sondaggi restano contenute, anche se sono state riviste lievemente al rialzo rispetto al primo trimestre dell'anno.
I corsi azionari e i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato ampie oscillazioni. Le proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana nel triennio 2019- 2021 presentate nel Bollettino si basano su ipotesi di un indebolimento del commercio mondiale, in un contesto di perduranti tensioni commerciali, di un orientamento monetario molto accomodante, coerentemente con quanto manifestato dal Consiglio direttivo della BCE, e di spread sovrani ancora elevati, che si trasmetterebbero gradualmente alle condizioni di finanziamento del settore privato.

La proiezione centrale della crescita del PIL è pari allo 0,1 per cento quest'anno, allo 0,8 il prossimo e all'1,0 nel 2021.

Il quadro è caratterizzato da un rallentamento degli investimenti, in linea con quanto segnalato dalle nostre indagini presso le imprese e con il progressivo aumento dei costi di finanziamento; le esportazioni risentirebbero della decelerazione del commercio mondiale.
Le aziende italiane manterrebbero tuttavia le proprie quote di mercato. A partire dalla seconda metà dell'anno in corso l'attività recupererebbe gradualmente, soprattutto grazie alla spesa delle famiglie e alle esportazioni. L'inflazione scenderebbe allo 0,7 per cento nel 2019, per poi rafforzarsi progressivamente per effetto del graduale recupero della dinamica della componente di fondo.

Questo quadro è soggetto a rischi per la crescita. Un proseguimento delle tensioni sulle politiche commerciali, frenando le esportazioni e ripercuotendosi sulla propensione a investire delle imprese, potrebbe pregiudicare il recupero dell'attività ipotizzato per la seconda metà del 2019 in Italia e nell'area dell'euro.
(CC - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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