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lunedì 17 giugno 2019

Wall Street: scenari devastanti. L'S&P500 può crollare del 30%


La prima metà di giugno è stata vissuta all'insegna del recupero a Wall Street, dove i tre indici principali sono riusciti a risalire la china dopo la brutta performance di maggio che ha imposto una pesante battuta d'arresto.

Wall Street in recupero dopo il netto calo di maggio

Il mese scorso l'S&P500 e il Dow Jones hanno ceduto entrambi poco più del 6,5%, ma è stato ancora più pesante il bilancio del Nasdaq Composite che ha lasciato sul parterre quasi otto punti percentuali del suo valore.
Un ribasso che, come anticipato, ha visto un ritorno degli acquisti nella prima metà del mese in corso, basti pensare che l'S&P500 è distante ora poco meno del 2,5% dai suoi massimi storici, mentre il Dow Jones deve salire ancora di circa il 3,3% per raggiungerli e uno sforzo un po' più ampio serve al Nasdaq Composite che dovrà guadagnare quasi il 5% dai valori del close di venerdì scorso per riportarsi sui livelli più alti della sua storia.

Wall Street: due i fattori chiave che guidano il rimbalzo

Nelle ultime due settimane Wall Street ha recuperato terreno continuando a credere in una evoluzione positiva dei rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti.
A sostenere l'azionario a stelle e strisce è stata anche la scommessa sempre più decisa su un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Fed che nella riunione di mercoledì dovrebbe preparare il terreno per una mossa di questo tipo già a luglio.
Il quadro nel complesso appare positivo, a giudicare anche dagli attuali livelli degli indici americani, ma alcuni analisti mettono in guardia dal rischio di un possibile mutamento anche molto brusco di questo scenario.

Wall Street: l'alert di Oxford Economics

Un allarme in tal senso giunge da un'analisi di Oxford Economics che ha aggiornato l'outlook trimestrale, mettendo in evidenza che l'economia globale sembra leggermente più debole.
L'indicazione incoraggiante è data dal fatto che secondo gli esperti la crescita mondiale dovrebbe essere nell'ordine del 2,7% quest'anno e un po' di più nel 2020.

Gli analisti presentano tre possibili scenari, di cui uno improntato all'ottimismo e altri due decisamente allarmanti.
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Oxford Economics: focus su uno scenario positivo

Lo scenario positivo, che segnala ulteriori opportunità di rialzo per i mercati azionari, prevede altri stimoli da parte della Cina, un allentamento della politica di sostegno alle tensioni commerciali da parte delle Banche Centrali e un miglioramento del sentiment degli investitori in tutto il mondo.

Wall Street: a rischio un ribasso del 15%.

Ecco in quale caso

Passando alle cattive notizie, Oxford Economics segnala un secondo scenario che, per quanto negativo, si pone come una sorta di via di mezzo tra quello migliore e quello peggiore.
In questo caso l'attenzione è tutta rivolta ai rapporti commerciali degli Stati Uniti non solo con la Cina, ma anche con il Messico e l'Unione europea.
Gli esperti di Oxford Economics hanno simulato uno scenario in cui vengono applicati dagli Usa dazi del 25% sulle importazioni dalla Cina e dal Messico, una tariffa fissa del 10% sui beni europei e una del 25% sille automobili prodotte al di fuori del Nord America.
Nel caso in cui si dovesse verificare una situazione simile, gli analisti hanno calcolato che l'azionario a Wall Street subirebbe una correzione del 15% entro la fine del 2019. 

Lo scenario più allarmante: crollo del 30% per l'S&P500

Infine, c'è un altro scenario che intimorisce sicuramente più degli altri, viste le implicazioni fortemente negative che lo stesso avrebbe nel caso in cui si materializzasse.
Gli analisti prendono in esame l'ipotesi in cui l'economia americana registri una brusca frenata a partire dal terzo trimestre di quest'anno, aprendo le porte ad una recessione degli utili societari.
Questo colpirebbe pesantemente il sentiment degli investitori e delle imprese e un simile scenario potrebbe innescare un crollo dell'S&P500 nell'ordine del 30%.
Nei mesi successivi, spiegano gli analisti di Oxford Economics, gli Stati Uniti entrerebbero in recessione e la Fed interverrebbe subito tagliando i tassi di interesse in modo aggressivo per evitare il peggiore degli shock. 
Fonte: News Trend Online

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