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mercoledì 5 giugno 2019

Trump e la sterlina


La visita del presidente americano Donald Trump nel Regno Unito ha creato, come da attese, malumori, divisioni e critiche. Dalle durissime accuse rivolte al sindaco di Londra Sadiq Khan fatte appena prima del suo arrivo, alle esortazioni fatte al popolo britannico di lasciarsi alle spalle l'Unione Europea attraverso una Brexit dura, in cambio della promessa di un forte accordo commerciale tra i due paesi, il soggiorno di Trump ha messo in subbuglio il mondo politico britannico e internazionale, la stampa e i media.

Tutti tranne la sterlina.
La valuta britannica, infatti, è rimasta praticamente indifferente alle pesanti esternazioni del presidente americano, anche quando ha parlato dell'invito ad abbandonare al più presto l'Unione Europea, spiegando che "tutto è sul tavolo" tra Washington e Londra per raggiungere un accordo commerciale.
Nei confronti del dollaro, il pound si è mantenuto sempre sotto il livello dell'1,27, non distante dai minimi raggiunti appena prima della visita di Trump. Solo nella serata di ieri, la valuta britannica si è portata sopra tale soglia, fino a toccare 1,2712.

La stessa cosa è avvenuta nei confronti dell'euro, con la soglia dell'1,12 sempre mantenuta fino al rialzo serale a 1,1297.

La movimentazione giornaliera è comunque dipesa anche dai pessimi dati macro relativi all'economia, con le costruzioni che si sono ridotte a maggio al ritmo più veloce in un anno, il manifatturiero che è sceso al tasso più veloce in quasi tre anni e le vendite al dettaglio che sono diminuite del -2,7% a maggio, il peggiore calo da quando i dati hanno iniziato ad essere raccolti.
Fonte: News Trend Online

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