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lunedì 17 giugno 2019

Gli hedge funds aumentano fortemente le loro scommesse sull'euro


L’euro è sceso a 1,1209 (-0,59%) nei confronti del dollaro lo scorso 14 giugno, al termine di una settimana che ha visto nuovamente dati macroeconomici in chiaroscuro per l'eurozona, con un nuovo calo della produzione industriale dell'eurozona, e per gli Stati Uniti, soprattutto quelli relativi al mercato del lavoro e con gli investitori ancora spaventati dagli sviluppi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, tra le continue minacce del presidente Donald Trump sulla possibilità di aumentare ulteriormente le tariffe sui prodotti cinesi e la situazione di tensione con l'Iran, dopo l'attacco a due petroliere in Oman.
Nella sua ultima riunione, il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto la stance di politica monetaria estremamente accomodante, fornendo nuovi dettagli sulle aste di liquidità (T-LTRO) e posticipando a metà 2020, anziché a fine anno il primo rialzo dei tassi d'interesse.

Il motivo di una tale mossa è da ricercarsi nel rallentamento della crescita dell'eurozona e dal fatto che l'inflazione continua a rimanere lontana dall'obiettivo del 2,0%. L’indice CPI dell’Eurozona è, infatti, sceso al +1,2% su base annuale a aprile, dal precedente +1,7%.
La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse nell'intervallo 225-250 basis points nell'ultima riunione del FOMC e ha lasciato intendere che, nel caso i dati macroeconomici dovessero peggiorare, è pronta a prendere misure di politica monetaria espansive, soprattutto per riportare il tasso di inflazione al livello obiettivo del 2,0%.

La  stance di politica monetaria e la forward guidance della Fed potrebbero quindi diventare più dovish

L’ultimo rapporto COT su Euro FX, pubblicato dalla Chicago Mercantile Exchange e riferito alle posizioni Futures Only pubblicato il 11 giugno, mostra una forte diminuzione delle posizioni long da dei leveraged funds, mentre gli asset managers hanno fortemente aumentato le loro posizioni short.
Secondo gli ultimi dati, i leveraged funds hanno fortemente diminuito le loro posizioni long di -11.817 unità a 31.166 complessive e diminuito leggermente anche le posizioni short di -400 unità a 134.565 complessive, portando la differenza tra posizioni lunghe e corte al di sopra della soglia significativa delle 100.000 unità e dimostrando così di scommettere su un deprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro nel breve periodo.

I dealers hanno aumentato le loro posizioni long di +3.571 unità a 35.062 complessive e fortemente aumentato le loro posizioni short di +11.203 unità a 112.458 complessive, dimostrando di scommettere su un apprezzamento del dollaro nel medio e lungo periodo. Infine, gli asset manager hanno aumentato a 297.222 unità le posizioni long (+1.460) e fortemente diminuito a 148.904 unità le posizioni short (-14.584).
Fonte: News Trend Online

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