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giovedì 6 giugno 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Saipem ed ENI sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Diversamente da quanto accaduto per le altre Borse europee, Piazza Affari ieri non è riuscita a dare un seguito al recupero partito a inizio settimana, chiudendo gli scambi in calo.
Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,36%, dopo aver tentato di riposizionarsi al di sopra dei 20.200/20.250 punti, ma senza successo.
Il calo di ieri può essere anche letto come una semplice pausa dopo il buon rialzo della vigilia, ma per confermare un'indicazione di questo tipo sarà necessario un immediato ritorno degli acquisti.
Il Ftse Mib dovrà spingersi subito oltre i 20.200/20.250 punti per andare a testare prima area 20.500 e in seguito mettere sotto pressione l'ostacolo intermedio dei 20.700/20.750 punti.
Oltre questo livello l'indice potrà allungare il passo fino ai 21.000/21.100 punti, dove verrà chiuso il ga lasciato aperto lo scorso 20 maggio.
Un mancato riposizionamento del Ftse Mib al di sopra dei 20.200/20.250 punti potrebbe mettere in pericolo la tenuta del supporto in area 20.000.
Discese al di sotto dei 20.000/19.900 punti saranno seguite con molta probabilità da nuove vendite che potrebbe riportare l'indice sui recenti minimi di area 19.500.
L'abbandono di questo livello aprirà spazi di downside fino ai 19.000/18.800 punti, soglia da difendere a tutti costi per scongiurare il rischio di un ritorno sui minimi di fine 2018 in area 18.000. 
Non dimentichiamo che oggi i mercati dovranno confrontarsi con la BCE e Draghi e questo potrebbe favorire un aumento di volatilità, motivo per cui sarà bene muoversi con molta cautela.

Saipem: segnali di ripresa, ma è presto per cantare vittoria

A differenza di quanto accaduto per il Ftse Mib, ieri Saipem è salito in controtendenza, portando a casa un rialzo dell'1,24% che si va ad aggiungere al buon recupero messo a segno nelle due sessioni precedenti.
La netta flessione accusata dai prezzi del petrolio che ieri nell'intraday sono scesi ad un passo dai 50,5 dollari, sui minimi da gennaio, ha frenato il rally di Saipem ieri.
Il titolo ha bruscamente ripiegato dai massimi a 4,3 euro, mantenendosi però al di sopra della soglia dei 4 euro, già riconquistata nella sessione di martedì.
Ieri Saipem ha trovato sostegno nel mega contratto aggiudicato dal gruppo in Mozambico, in joint venture con McDermott International e Chiyoda Corporation.
Dal punto di vista tecnico l'impostazione del titolo appare ancora fragile, ma i segnali positivi inviati nelle ultime sedute lasciano ben sperare, a patto che non arrivino ulteriori sgambetti dal petrolio.
Saipem sembra aver trovato un valido sostegno in area 3,85/3,8 euro, testata nelle ultime sedute e da cui ha avviato un primo recupero che ha riportato i corsi sopra quota 4 euro.

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Ad allontanare il rischio di ulteriori correzione nel breve sarà un allungo in direzione dei 4,25/4,3 euro, superati i quali Saipem potrà ambire ad un ritorno sui massimi di inizio maggio a 4,5/4,6 euro.
Ulteriori segnali di forza si avranno con il superamento dei 4,65 euro, evento che aprirà le porte ad un test dei 4,85 euro, oltre il titolo potrà tornare sui massimi dell'anno in area 5/5,05 euro, il raggiungimento dei quali però appare prematuro al momento. 
Al ribasso, sotto i 4 euro l'attenzione andrà subito rivolta a quota 3,8 euro, persa la quale Saipem testerà i minimi di lunedì scorso a 3,7 euro, la cui tenuta sarà cruciale per evitare ulteriori affondi verso quota 3,5 euro.

ENI in grave pericolo.

Cruciale la tenuta dei minimi 2019

Dopo il buon recupero messo a segno nelle prime due sedute della settimana, ENI ieri è tornato ad indietreggiare, cedendo poco più dell'1%.
Il titolo è stato penalizzato soprattutto dalla discesa del petrolio e non è certo aiutato dall'incertezza che domina ancora la scena a Piazza Affari.
Le indicazioni positive arrivate dalla società, con riferimento all'acquisizione di 2 blocchi esplorativi in Costa d'Avorio e alla quinta scoperta nel Blocco 15/06 in Angola, difficilmente offriranno un sostegno duraturo ad ENI nel caso in cui dovessero proseguire le vendite sul petrolio.
Ieri il titolo è sceso nuovamente al di sotto dei 14 euro e ulteriore debolezza si avranno con discese oltre i 14,8/13,7 euro.
La violazione di questa soglia infatti metterà in pericolo i minimi dell'anno in area 13,5 euro, già violata nell'intraday di lunedì scorso, salvo essere riconquistata in chiusura di sessione.
Con l'abbandono dei 13,5 euro ENI andrà incontro ad ulteriori flessioni verso i 13,3 euro prima e in seguito verso i 13,1/13 euro, con un ritorno quindi sui minimi di agosto 2017.
Primi segnali di ripresa si avranno con la riconquista da parte del titolo di area 14,2/14,3 euro, superata la quale ci sarà spazio per un test dei 14,5/14,6 euro.
Se ENI avrà la forza di spingersi anche oltre, allora metterà nel mirino i massimi di metà maggio a 14,75/14,85 euro, con proiezioni successivi sui top dello stesso mese in area 15/15,2 euro.
Fonte: News Trend Online

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