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mercoledì 5 giugno 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Prysmian ed Enel sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Nuova chiusura in rialzo ieri per il Ftse Mib che dopo il recupero più contenuto di lunedì ha messo a segno un rimbalzo ben più corposo, guadagnando l'1,79% e registrando la migliore performance in Europa.
L'indice si è allontanato con decisione dai minimi della scorsa settimana toccati ad un passo da area 19.500, riportandosi al di sopra dei 20.000 punti e raggiungendo il primo target intermedio dei 20.200/20.250 punti.
Il movimento delle ultime due sedute lascia sperare in ulteriori recuperi nel breve e oltre area 20.250 il Ftse Mib approderà subito sui 20.500 punti, raggiunti i quali potrebbe dare vita ad un breve consolidamento.
Ulteriori spunti al rialzo porteranno l'indice a mettere sotto pressione l'ostacolo dei 20.700/20.750 punti da cui è stato respinto all'inizio dell'ultima decade di maggio.
Sarà questo il baluardo da abbattere per un ritorno in area 21.000/21.100, dove verrà chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 20 maggio in occasione dello stacco dei dividendi di oltre metà delle blue chips.
Ritorni al di sotto di area 20.000 potrebbero mettere in pericolo il rimbalzo delle ultime ore e conferme in tal senso giungeranno con discese sotto i 19.900/19.800 punti, preludio ad un nuovo test dei minimi in area 19.500.
Negativo sarà la violazione di questo importante sostegno che costringerà ad abbandonare qualsiasi aspettativa di recupero nell'immediato, con proiezioni ribassiste a 19.300 prima e a 19.000 punti in seguito.
Da non escludere estensioni ribassiste fin verso i 18.800 punti, persi i quali sarà quasi inevitabile un'accelerazione del Ftse Mib verso area 18.500 prima e in seguito in direzione dei minimi di fine 2018 a 18.000/17.900 punti.

Prysmian: scenario interessante.

Cosa aspettarsi ora?

Prysmian è stato il protagonista indiscusso di ieri tra le blue chips, con un rally del 6,05% che si aggiunge al rialzo di quasi il 2,5% messo a segno in avvio di settimana. 
Il forte progresso di ieri è stato alimentato da vivaci volumi di scambio e questo avvalora anche la bontà del rialzo.
Quest'ultimo è stato favorito dalle buone notizie arrivate sul collegamento Western Link che da lunedì scorso è tornato in funzione ed è pronto quindi per riprendere le operazioni.
Una buona notizia per Prysmian che alla fine della prima decade di aprile aveva vissuto due sedute ad alta tensione proprio a causa dei nuovi problemi per il collegamento sottomarino.
In seguito il titolo era riuscito a recuperare terreno spingendosi fino alla soglia dei 17,3 euro, da cui però è tornato a scivolare verso il basso nella seconda metà di maggio, arrivando a mettere sotto pressione la soglia dei 14,75 euro.
Ad appesantire l'andamento di Prysmian ha contribuito anche la negativa intonazione del settore industriale dopo l'annuncio dei dazi Usa al Messico a partire dal 10 maggio prossimo.
La tenuta di area 14,75/14,7 euro, corrispondenti ai minimi di aprile e dicembre scorsi, ha permesso al titolo di riportarsi in area 16,2 euro ieri.

Ulteriori segnali di forza si avranno con la rottura dei 16,5 euro, preludio ad un test dei 16,75 euro prima di un ritorno in area 17 euro.
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Al di sopra di questa soglia Prysmian estenderà il recupero verso il forte ostacolo dei 17,4/17,5 euro, dove si trovano i massimi toccati a maggio e ancor prima ad aprile e a marzo, violati i quali si potrà guardare all'area dei 18 euro.
Al ribasso primi segnali di incertezza con ritorni sotto i 15,85/15,75 euro, persi i quali Prysmian indietreggerà verso i 15,5 euro prima e in seguito verso l'importante minimo a 14,7 euro.
Sotto questo livello difficilmente la soglia dei 14,5 euro riuscirà a contenere la spinta ribassista, con proiezioni fino a 14/13,8 euro.

Enel sui massimi da 10 anni.

Nuovi rialzi non dovranno stupire

Enel ieri ha archiviato la seduta con un rialzo dell'1,69%, muovendosi sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib, ma mostrando una maggiore forza rispetto agli altri protagonisti del settore utility.
Già da tempo il titolo sta inviando dei segnali positivi, basti pensare che a maggio si è difeso decisamente meglio del mercato, con un calo mensile di poco più dell'1%, contro la flessione di quasi il 10% accusata dal Ftse Mib.
Dopo aver segnato lo scorso 28 maggio un nuovo top 2019 a 5,82 euro, sui livelli più alti da 10 anni a questa parte, Enel ha indietreggiato, trovando però un valido sostegno in area 5,5 euro.
Da questa soglia sono ripartiti gli acquisti che hanno riportato le quotazioni a ridosso dei 5,7 euro, sulla scia anche della notizia relativa alla cessione di tre impianti operativi in Brasile.
Un'operazione questa apprezzata da diverse banche d'affari che continuano a caldeggiare l'acquisto di Enel, con target price molto interessanti compresi tra i 6,5 e i 6,7 euro.
Ad aiutare il titolo anche l'allentamento delle tensioni sul fronte obbligazionario, con lo spread BTP-Bundin ritirata dai recenti massimi.
Dal punto di vista tecnico il titolo appare ben impostato per mettere a segno nuovi progressi nel breve.

Conferme in tal senso giungeranno dal superamento dei 5,8/5,85 euro, con primo target i 5,95/6 euro.
Se Enel riuscirà a valicare anche la cifra tonda dei 6 euro, potrà allungare il passo verso i 6,15/6,2 euro prima e in seguito in direzione dei 6,4/6,5 euro che difficilmente dovrebbero essere abbattuti ad un primo test.
La mancata rottura dei 5,8/5,85 euro potrebbe costringere Enel ad indietreggiare, ma un primo paracute di rilievo sarà trovato in area 5,55/5,5 euro.
Al di sotto di tale soglia il titolo troverà un supporto poco distante a 5,4 euro, perso il quale la discesa proseguirà verso i 5,25 euro prima e in seguito in direzione dei 5,05/5 euro, il raggiungimento dei quali appare poco probabile nell'immediato.
Fonte: News Trend Online

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