-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 7 giugno 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Intesa e Unicredit sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Chiusura in lieve progresso ieri per il Ftse Mib che, dopo il calo della vigilia, ha ritrovato il segno più, accontentandosi però di un incremento contenuto dello 0,11%.
Nel corso della seduta l'indice è arrivato a ridosso di area 20.400, salvo poi indietreggiare, appesantito dall'andamento negativo dei bancari che non hanno reagito bene alle indicazioni della BCE sulle nuove Tltro.
Il Ftse Mib ha provato a lasciarsi alle spalle la soglia dei 20.200/20.250 che non era riuscito a scavalcare nelle due sessioni precedenti, fallendo però nel suo intento.
Fino a quando l'indice si manterrà al di sopra di area 20.000 si potrà assistere a nuovi tentativi di recupero che oltre i 20.200/20.250 porteranno ad un approdo in area 20.500.
Solo con il superamento di questo livello il Ftse Mib potrà dare vita ad un rimbalzo più convincente verso i 20.700/20.750 punti prima e in seguito in direzione dei 21.000/21.100 punti, dove verrà chiuso il gap-down del 20 maggio scorso.
Almeno per il momento è difficile oltre che prematuro ipotizzare target rialzisti più alti nell'immediato, vista anche la difficoltà del mercato di mettere a segno dei recuperi più o meno duraturi per ora e considerata la tendenza ribassista in atto.
Discese al di sotto dei 20.000/19.900 punti apriranno le porte ad un nuovo test da parte dell'indice dei recenti minimi in area 19.500.
Negativo sarà l'abbandono di questa soglia, visto che in tal caso il Ftse Mib potrà indietreggiare verso i 19.000/18.800 punti.


Sarà questo l'ultimo baluardo da difendere per evitare un ritorno sui minimi di fine 2018 in area 18.000/17.900.

Intesa Sanpaolo rischia grosso. Verso nuovi minimi di periodo?

Al pari di quanto accaduto per gli altri bancari, anche Intesa Sanpaolo ieri ha perso terreno, cedendo l'1,28%, con un movimento in controtendenza rispetto al Ftse Mib.
Si conferma così una negatività di fondo per il titolo che in queste prime sedute di giugno non sta mostrando alcun segnale di ripresa, dopo essersi lasciato alle spalle un mese di maggio decisamente pesante, con un ribasso di oltre il 21%, più che doppio rispetto a quello accusato dal Ftse Mib.
A inizio maggio Intesa Sanpaolo viaggiava ad un soffio dai massimi dell'anno toccati a 2,35 euro, ma da allora ha accusato una caduta verticale, basti pensare che dagli inizi del mese scorso il titolo ha archiviato solo quattro sedute in positivo.
Dopo aver abbandonato area 2 euro nel giorno dello stacco del dividendo lo scorso 20 maggio, Intesa Sanpaolo ha continuato a scivolare verso il basso, aggiornando i minimi dell'anno con una discesa ad un soffio da area 1,8 euro, avvicinata anche ieri nell'intraday.

Sei affascinato dai mercati finanziari e vorresti diventare un bravo trader?
Iscriviti da qui per rimanere sempre aggiornato sugli eventi di formazione gratuita di Trend-Online.com
La struttura tecnica del titolo si conferma decisamente negativa e non lascia intravedere al momento alcuna possibilità di ripresa, fatta eccezione per dei piccoli rimbalzi che non dovrebbero portare molto lontano.
Nel brevissimo sarà cruciale la tenuta di area 1,8 euro, visto che al di sotto di tale soglia Intesa Sanpaolo aggiornerà i minimi dell'anno verso quota 1,7 euro.
In caso di abbandono anche di quest'ultimo livello, il quadro tecnico si deteriorerà ulteriormente, con il rischio di rivedere il titolo sui minimi di giugno 2016 in area 1,6/1,55 euro. 
Con la tenuta di 1,8 euro e il contestuale superamento al rialzo degli 1,86/1,87 euro, Intesa Sanpaolo potrà recuperare terreno verso 1,9/1,94 euro prima e in seguito in direzione degli 1,97/2 euro.

Unicredit: segnali di tenuta che lasciano ancora sperare in un recupero

Anche Unicredit ieri ha chiuso gli scambi in rosso, cedendo poco più di un punto percentuale, con un movimento praticamente uguale a quello di Intesa Sanpaolo.
Rispetto a quest'ultimo però Unicredit sta mostrando una maggiore forza relativa, basti pensare che il titolo, pur avendo subito un forte ritracciamento dai massimi dell'anno toccati ad aprile in area 13 euro, si mantiene ancora al di sopra dei minimi del 2019, diversamente da Intesa Sanpaolo che li ha già violati al ribasso.
Unicredit già nelle ultime sedute di maggio è arrivato a mettere sotto pressione la soglia psicologica dei 10 euro, con un test dei 9,8 euro che al momento sembra aver respinto nuovi tentativi ribassisti.
Segnali negativi si avranno con l'abbandono di questo sostegno, visto che in tal caso Unicredit andrà a mettere subito sotto pressione i minimi segnati tra inizio 2019 e fine 2018 a 9,57/9,54 euro.
Con lo sfondamento di questa soglia il titolo darà vita ad un'accelerazione ribassista verso i 9,3 euro prima e i 9 euro in seguito, senza escludere estensioni ribassiste fin verso gli 8,8 euro nel peggiore dei casi.
Per poter assistere ad una ripresa dei corsi, Unicredit dovrà difendere in primis la soglia dei 9,8 euro e riportarsi subito oltre quota.
Ancor più rilevante sarà il superamento dei massimi delle ultime sedute a 10,35/10,45 euro, oltre i quali ci sarà spazio per un rimbalzo verso i 10,75/10,8 euro prima e in direzione degli 11 euro in seguito.
Ulteriori conferme positive si avranno oltre gli 11,2 euro, visto che in tal caso Unicredit potrà ambire ad un test degli 11,5 euro prima e della soglia dei 12 euro in un secondo momento.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.