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giovedì 6 giugno 2019

Ftse Mib: rimbalzo già finito? Si spera nell'aiuto di Draghi ora


Sale a tre il numero di sedute consecutive in rialzo per le Borse europee che hanno terminato gli scambi con il segno più. Il Ftse100 e il Dax30 si sono accontentati entrambi di un frazionale progresso dello 0,8%, mentre il Cac40 si è mostrato più convinto con un vantaggio dello 0,45%.

Piazza Affari chiude in rosso ma sopra i minimi

A stonare Piazza Affari che dalla maglia rosa è passata a quella nera, visto che è stata l'unica a scendere in Europa.
Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.155 punti, in calo dello 0,36%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 20.264 e un minimo a 20.034 punti.
Il mercato italiano è stato penalizzato oggi dalle rinnovate tensioni con Bruxelles, mostrando comunque una reazione nel complesso composta alle cattive notizie arrivate per l'Italia.
La zavorra di Piazza Affari si conferma il settore bancario e proprio la negativa intonazione di quest'ultimo ha impedito al Ftse Mib di violare al rialzo la soglia dei 20.200/20.250 punti, già segnalata nella rubrica di ieri.

Ftse Mib: supporti salvi per ora, ma serve nuova spinta al rialzo

Solo oltre questo livello l'indice potrà ambire ad un test di area 20.500, superata la quale ci sarà spazio per un approdo sui 20.700/20.750 punti, ultimo baluardo da abbattere prima di un ritorno in area 21.000/21.100, con conseguente chiusura del gap lasciato aperto lo scorso 20 maggio.
Al ribasso sarà importante in primis la tenuta di area 20.000, avvicinata nella sessione odierna, visto che un ritorno al di sotto della stessa aprirà le porte a nuove vendite.
In tal caso il Ftse Mib rischierà una discesa verso i minimi di fine maggio a ridosso di area 19.500, da cui è partito il recuperi delle prime due settimana della settimana in corso.
Inutile dire che uno sfondamento al ribasso dei 19.500 punti spingerà l'indice verso ulteriori ripiegamenti con target a 19.300 prima e a 19.000 punti in seguito.
Segnali ancora più negativi giungeranno dalla perdita dei 18.800 punti, preludio ad una caduta fin verso i minimi di fine 2018 in area 18.000/17.900.  
A questo punto molto potrebbe dipendere anche dalle indicazioni che arriveranno domani dalla BCE e da Draghi.


Indicazioni positive potrebbero offrire una sponda per una pronta reazione, ma in caso di cattive notizie saranno inevitabili nuovi ribassi, vista anche la fragilità del quadro tecnico a Piazza Affari. 

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I market movers in America

Sul fronte macro Usa si conosceranno le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero salire leggermente da 215mila a 217mila unità.
Per il dato finale della produttività non agricola del primo trimestre si prevede un rialzo del 3,5%, rispetto al 3,6% della lettura preliminare e al 2,2% dei tre mesi precedenti.
Per il dato finale del costo unitario del lavoro riferito al primo trimestre le stime parlano di una conferma dell'indicazione preliminare a -0,9%, in frenata in confronto al rialzo dello 0,9% degli ultimi tre mesi del 2018.


la bilancia commerciale ad aprile dovrebbe evidenziare un deficit in aumento da 50 a 51 miliardi di dollari.
Da seguire un discorso di Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas, oltre al quale parlerà John Williams, a capo della Fed di New York.
Sul versante societario si segnalano i risultati trimestrali di Ciena Corp.
con un eps atteso a 0,41 dollari.

I dati macro e gli eventi in Europa: focus su BCE e Draghi

In Europa il focus sarà sul dato finale del PIL del primo trimestre per il quale si prevede una variazione positiva dello 0,4%, in linea con la lettura preliminare e in rialzo rispetto allo 0,2% dei tre mesi precedenti.
In Germania si conosceranno gli ordini al settore manifatturiero che ad aprile sono attesi in rialzo dello 0,3% contro lo 0,6% di marzo.
L'evento clou della seduta sarà il meeting della BCE che non dovrebbe intervenire sui tassi di interese.

Da seguire la conferenza stampa del presidente Draghi per carpire indicazioni sulle mosse future in materia di politica monetaria.
Da seguire in Francia l'asta dei titoli di Stato con scadenza nel 2027, 2029, 2036 e 2050 per un ammontare compreso tra 7,5 e 9 miliardi di euro, mentre in Spagna saranno collocati i titoli con scadenza nel 2021 e 2024 per un importo tra 2 e 3 miliardi di euro.
Fonte: News Trend Online

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