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mercoledì 5 giugno 2019

Ftse Mib e Spread nervosi dopo risposta UE. Come muoversi ora?


In una giornata in cui le altre Borse europee si muovono in positivo, guadagnando terreno per la terza seduta consecutiva, stona in maniera evidente Piazza Affari.

Piazza Affari in controtendenza in Europa: pesano i bancari

Il Ftse Mib, dopo aver recuperato le perdite registrate nel corso della mattinata ed essere riuscito a riportarsi anche poco oltre la parità, è tornato a perdere terreno a metà sessione.
L'indice negli ultimi minuti viene fotografato poco sopra i 20.100 punti, con un ribasso dello 0,51%.
Ad appesantire Piazza Affari contribuisce soprattutto la negativa intonazione dei bancari che vedono Unicredit in rosso di oltre il 3%, seguito d Bper Banca, Banco BPM, Ubi Banca e Intesa Sanpaolo tutti in discesa con flessioni tra il 2% e il 2,5%, diversamente da Mediobanca che resiste sopra la parità.

Spread in rally: Commissione UE, giustificata procedura d'infrazione

Il comparto bancario accusa il colpo sulla scia del rally dello spread BTP-Bund che mette a segno un rialzo di quasi il 4,5% oltre i 282 punti base, mentre il rendimento del BTP a 10 anni sale del 4,08% al 2,6%. 
Il sentiment ha subito un netto peggioramento in seguito al responso arrivato dalla Commissione UE che ha formalmente proposto l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per debito eccessivo.
Bruxelles ritiene giustificata una procedura per disavanzi eccessivi per il debito, considerando quindi il nostro Paese inadempiente su questo fronte.
Nella relazione adottata dalla Commissione UE si legge che l'Italia ha realizzato progressi limitati per rispondere alle Raccomandazioni specifiche per Paese 2018.
Inoltre, l'agenda di riforme strutturali indicata dal Programma nazionale di riforma 2019 contiene solo misure frammentarie riferite a riforme adottate in passato in diverse aree, mentre fa passi indietro su alcuni elementi di quelle principali.
Immediata la reazione del mercato che ha visto riaffiorare le tensioni tanto sull'azionario quanto sull'obbligazionario, dopo alcuni segnali di distensione arrivati nelle ultime due sedute.
Stando a quanto argomentato nelle sale operative, la notizia relativa alla procedura di infrazione contro l'Italia era attesa e già riflessa nei prezzi, motivo per cui si registra nel complesso una reazione abbastanza pacata e non di panico.

Spread e BTP: Unicredit prevede volatilità elevata

Poco incoraggianti però le indicazioni che arrivano dagli analisti, visto che questi ultimi continuano a predicare cautela, prevedendo ancora tensioni sul fronte obbligazionario e di conseguenza su quello azionario.
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Gli strategist di Unicredit segnalano che lo scontro sui conti pubblici italiani dovrebbe proseguire in futuro e questo, unitamente all'incertezza legata agli sviluppi politici post elezioni europee, contribuirà a mantenere elevata la volatilità sui BTP, con il rischio di assistere ad un rialzo temporaneo dello spread al di sopra dei 300 punti base.

BTP: Carmignac consiglia cautela, Fidelity riduce esposizione

Non diversa la posizione di Gergely Majoros, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, il quale non esclude che il conflitto con l'Europa sui conti pubblici italiani potrebbe portare ad un rilevante allargamento dello spread.
Anche per questo motivo l'esperto consiglia cautela sui bond del Belpaese, ritenendo che sia ancora presto per costruire posizioni sui BTP.
Posizioni che sono state tagliate da Fidelity International già nel primo trimestre dell'anno, approfittando del rally messo a segno dai titoli di Stato per vendere.
Gli analisti ritengono che sia giustificata la cautela sui BTP in quanto gli stessi sono scambiati più come uno strumento di credito che come titoli di Stato, visto che l'Italia si trova in un momento molto sensibile.

BTP: Dz Bank taglia il giudizio e lancia alert spread

Sulla stessa lunghezza d'onda gli esperti di Dz Bank che no più tardi di due giorni fa hanno deciso di tagliare il loro giudizio sui BTP da "neutral" ad "underperform".
L'idea è che lo spread BTP-Bund sia destinato ad allargarsi in maniera rilevante nei prossimi sei mesi e l'attesa degli analisti è che vengano sfondati i massimi dell'anno scorso a 325 punti base.
A detta di Dz Bank il contesto caratterizzato da tassi di finanziamento più bassi potrebbe spingere il Governo italiano a non indietreggiare nei confronti di Bruxelles finchè il rendimento del Btp non supererà il 3,5%.

Citigroup: sui BTP peserà più BCE che procedura d'infrazione

Non manca chi prova a guardare con meno timori alla procedura di infrazione nei confronti dell'Italia ed è il caso degli analisti di Citigroup, i quali ritengono che il driver più importante per i BTP sia rappresentato dal meeting della BCE di domani.
La banca Usa spiega infatti che un'azione di Bruxelles contro l'Italia richiede il via libera del Consiglio UE e quindi la procedura di infrazione potrebbe essere rinviata oltre la data della prossima legge di bilancio italiana.
Per questo motivo gli analisti di Citigroup non considerano questa minaccia come un fattore negativo determinante per i BTP nel breve termine.


Fonte: News Trend Online

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