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venerdì 7 giugno 2019

Bond oggi: in euro non ci restano che gli Etf ultra arditi!

Le politiche monetarie ultra espansionistiche non sono servite a nulla nell’area euro se dopo anni e anni la ricetta resta sempre la stessa: tassi a zero ancora per dodici mesi (almeno!), basse aspettative di inflazione e iniezioni di liquidità alle banche. Ci sarebbero alternative? No ma la strada seguita rimane identica, come quella di chi suggerisse farmaci a dosi via via maggiori per un tossicodipendente che non rinuncia alla propria quotidiana iniezione di veleno.
Tutti lo dicono, tutti se ne rendono conto ma nessuno osa disapprovare decisioni prese apparentemente all’unanimità dal Board della Bce. Al punto tale che EuroTower ipotizza cure ancora peggiori, quali un ulteriore taglio dei tassi (sui depositi, oggi pari al -0,40%), e la riapertura del Qe, dicendosi pronta ad agire in qualunque direzione possibile.

Yield in euro alla frutta

Inevitabile l’impatto: la redditività obbligazionaria in euro si conferma a livelli in cui il rapporto rischio/rendimento esplode.

Ha senso puntare sul decennale austriaco allo 0,082% o su quello belga allo 0,196% o infine sul francese allo 0,123%? La risposta se la dà ciascuno ed è evidente. Quali alternative allora? Visto che anche l’area dollaro rischia di riservare brutte sorprese, occorre una volta di più andare a grattare il fondo della botte, puntando su quanto di più rischioso il mercato offre, ovvero emissioni high yield in € e in $ nonché corporate dei Paesi emergenti e CoCo bancari, tutti con cedole ancora significative.

Naturalmente evitando assolutamente l’investimento diretto – in alcuni casi nemmeno realizzabile perché riferito a obbligazioni trattate sul mercato “Otc” o poco liquide o dai tagli rilevantissimi o a maggiori potenziali incognite di default – ma solo attraverso l’utilizzo di specifici Etf.
Il rimedio è banale? Sì ma resta l’unico oggi proponibile in presenza di un loro rapporto rischio/rendimento quanto meno accettabile. Tanto più se lo si realizza con un piano di acquisti nel tempo che punti a mediare le quotazioni al passare dei mesi.

Qualche esempio

Sul tema torneremo nei prossimi giorni.

Oggi identifichiamo soltanto le aree di operatività. Gli Etf sugli high yield a breve scadenza in dollari, con copertura del cambio, distribuiscono cedole – su scadenze diverse – a rendimento annuo oltre il 5%, così come i governativi emergenti nelle valute locali o in dollari e alcune altre nicchie obbligazionarie.
La scelta degli Etf quotati è ormai molto ampia e consente un’estrema diversificazione degli emittenti e dei sottostanti, fra l’altro con differenti indici di riferimento e modalità di replica. I rischi di volatilità naturalmente persistono e potrebbero aumentare in presenza di mercati sotto pressione, ma l’acquisto a rate – appunto con i Pac – permetterebbe in tal caso di affrontare serenamente momenti difficili dei mercati.

Davanti alle politiche monetarie iper tradizionaliste della Banche centrali è questo un modo per andare avanti. Ce ne sono altri? Certamente ma tutti meno rilassanti per chi voglia dormire senza troppi incubi.
Fonte: News Trend Online

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