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martedì 14 maggio 2019

L'Angolo del Trader


Buone notizie per* Prysmian* dai risultati del primo trimestre del 2019. I ricavi si sono attestati a 2,771 miliardi di euro (+1,9% su base organica e leggermente meglio del consensus fissato a 2,763 miliardi). L'EBITDA adjusted è salito a 231 milioni da 198 nello stesso periodo del 2018, battendo nettamente le attese pari a 210 milioni.
L'utile netto è più che triplicato rispetto al primo trimestre dell'anno scorso, passando da 28 a 89 milioni di euro. L'indebitamento netto al 31 marzo era pari a 2,9 miliardi di euro (2,761 escludendo l'impatto dell'IFRS 16), ben al di sopra dei 2,651 miliardi del consensus. Confermata la guidance 2019: EBITDA ajusted a 0,95-1,02 miliardi di euro (768 milioni nel 2018) e free cash flow a 300 milioni di euro +/-10%.

Durante la conference call con gli analisti l'a.d. Valerio Battista ha affermato che entro fine mese saranno completate le riparazioni a WesternLink e quindi prevede che il termine di fine 2019 per la certificazione e accettazione finale del progetto sarà rispettato. Il manager ha dichiarato anche che lo scorso esercizio è stato chiaramente penalizzato dai problemi a WesternLink e che il gruppo deve ristabilire la perfetta esecuzione dei progetti degli anni precedenti.
L'analisi del grafico di Prysmian evidenzia la chiara tendenza ribassista originata dal massimo storico di fine 2017 a oltre 29 euro, tendenza che negli ultimi mesi ha trovato supporto in area 14,65/14,70, livello su cui si sta formando un potenziale doppio minimo, figura rialzista capace di dare il via a una rimonta di ampio respiro.

Il completamento di questa formazione avverrà però solo con il superamento di 19,10/19,20, livelli ancora distanti dato che il titolo dovrà prima superare la linea di tendenza che conduce il ribasso sin da inizio 2018: indicazioni favorevoli in tal senso oltre il recente massimo a 17,52. Oltre 19,20 via libera verso 22,50 almeno.
La rottura di 14,65/14,70 decreterebbe invece la riattivazione del movimento ribassista in essere da fine 2017, con appoggio a 12,34 (minimo dell'ottobre 2014).
Telecom Italia (-1,97% ieri) scende sui minimi da fine gennaio in scia alle indiscrezioni di Repubblica di lunedi'. Secondo l'inserto Affari&Finanza del quotidiano il progetto di creazione di una rete unica tramite l'integrazione di Open Fiber sta incontrando le perplessita' di Cdp e Enel (che controllano pariteticamente Open Fiber).

Repubblica parla anche di problemi legali e di natura antitrust. Telecom comunichera' i risultati del primo trimestre 2019 tra una settimana, il 20 maggio. Il titolo e' sceso nell'intraday fino a 0,4562 euro per poi riavvicinarsi ad area 0,46, comunque sempre in forte calo dalla chiusura di venerdi' a 0,4672 euro.
Le quotazioni sono pericolosamente vicine ai minimi di fine gennaio a 0,433 euro, livello che rischia di essere raggiunto a meno di un pronto rimbalzo oltre area 0,4750. Sotto 0,433 si entrerebbe in un territorio inesplorato, difficile proporre obiettivi in mancanza di riferimenti storici precedenti.

Un possibile target, ottenuto tramite il metodo delle proiezioni di Fibonacci, si colloca in area 0,35 euro. La tenuta di 0,433 sarebbe solo un primo passo verso la costruzione di un rimbalzo, servirebbe infatti anche la rottura almeno della media esponenziale a 10 giorni, ora passante a 0,485, per fare sperare in una reazione decisa che possa tentare di recuperare almeno la fascia centrale della oscillazione laterale degli ultimi mesi, posta in area 0,51 euro.

Interpump, -7,80% a 28,14 euro, molto debole ieri dopo il report di Kepler Cheuvreux.

La raccomandazione è stata peggiorata da buy a hold e il target ridotto da 34 a 33 euro. Venerdì Interpump ha comunicato di aver chiuso il primo trimestre 2019 con ricavi a 343,6 milioni di euro (+10,0% a/a) e un utile netto a 45,3 milioni(+16,5% a/a). Per gli analisti il titolo ha raggiunto una valutazione in linea con fondamentali e prospettive.
Graficamente le quotazioni hanno inviato un duplice segnale ribassista: il primo con la violazione dei primi supporti a 29,40, massimi allineati dell'ultimo anno, il secondo con il breakout della linea disegnata dai minimi di dicembre a 29/29,10 circa. Il rischio che i prezzi possano perdere ulteriore terreno appare dunque elevato: solo la tenuta di area 27,80, quota pari al 61,8% di ritracciamento del rialzo calcolato dai minimi dello scorso autunno, potrebbe scongiurare guai peggiori al titolo.

Le tensioni ribassiste potrebbero invece rientrare nel caso di ritorno sopra 29,50 e oltre 31,20 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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