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lunedì 20 maggio 2019

Ftse Mib: una ripresa interessante, ma l'orso può colpire ancora


Dopo tre sedute consecutive in rialzo, le Borse europee hanno ceduto il passo ad alcune prese di profitto, chiudendo gli scambi in calo. Il Ftse100 e il Cac40 si sono difesi meglio con un ribasso frazionale rispettivamente dello 0,07% e dello 0,18%, mentre è rimasto più indietro il Dax30 che ha ceduto lo 0,58%.
Segno meno anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato a 21.105 punti, in calo dello 0,22%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 21.164 e un minimo a 20.978 punti.

Ftse Mib: la settimana si chiude con un bilancio positivo

Positivo il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha guadagnato l'1,1% rispetto al close del venerdì precedente, quando Piazza Affari si era lasciata alle spalle la peggiore settimana dell'anno.
Quella appena conclusa è stata una settimana a due facce, con il Ftse Mib che ha perso inizialmente terreno, scendendo poco sotto i 20.600 punti da cui ha avviato un recupero in direzione di area 20.900.
Da questo livello sono ripartite le vendite che hanno portato ad un test di quota 20.550, con successivo rimbalzo a ridosso dei 21.100 punti in chiusura di settimana.

Ftse Mib: cruciale la tenuta del supporto a 20.600/20.550

Il Ftse Mib sembra aver trovato un valido supporto in area 20.600/20.550 visto che tale soglia ha respinto per due volte il tentato attacco da parte dei ribassisti.
Il doppio minimo disegnato in quest'area ha trovato conferma nel superamento da parte dell'indice di area 20.900/21.000.
Interessante quindi la reazione mostrata dal Ftse Mib per il quale però si conferma ancora una fragilità di fondo, visto il mancato superamento per ora di resistenze rivelanti.
Da notare peraltro che lunedì è previsto lo stacco cedola di 21 blue chips che peserà sulle quotazioni del Ftse Mib nell'ordine di circa 400-500 punti, con un impatto di oltre due punti percentuali.
Questo porterà le quotazioni dell'indice ad avvicinare nuovamente i minimi delle ultime sedute e sarà importante la tenuta di area 20.600/20.500 per poter assistere a nuovi recuperi.
Segnali più convincenti di ripresa però si avranno oltre i 21.000/21.100 punti, con possibili allunghi verso i 21.300/21.500 punti.

Un ritorno su questi valori renderà più credibile la chiusura del gap lasciato aperto lo scorso 6 maggio a 21.665 punti.
Oltre area 21.700 il Ftse Mib metterà nuovamente nel mirino i massimi dell'anno a 22.000/22.050 punti, lo sfondamento dei quali aprirà le porte ad estensioni rialziste verso i 22.500 punti prima e i 22.800/23.000 punti in seguito, da raggiungere però più in là nel tempo.
Come detto prima però la reazione dai recenti minimi è ancora insufficiente e non permette di abbassare la guardia.


Nuovi pericoli per il Ftse Mib si avranno con discese sotto i 20.600/20.550 punti, preludio ad una chiusura del gap lasciato aperto a fine febbraio a ridosso dei 20.300 punti.

Al di sotto di tale soglia la discesa dell'indice proseguirà verso i 20.000/19.980 punti e in caso di sfondamento di questo supporto le quotazioni scivoleranno verso i 19.600 punti prima e in seguito in direzione dei 19.300/19.250.
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I market movers in America

Per la prima seduta della settimana sul fronte macro Usa si segnala un solo aggiornamento e si tratta dell'indice Cfnai che ad aprile dovrebbe recupero da -0,15 a -0,12 punti.
Da seguire i discorsi di alcuni membri della Fed e si tratta di Patrick Harker, presidente della Fed di Philadelphia, di John Williams, a capo della Fed di New York e di Richard Clarida, vice presidente della Banca Centrale americana.

I dati macro in Europa

In Europa si guarderà alla Germania dove si conosceranno i prezzi alla produzione che ad aprile dovrebbero salire dello 0,4% dopo il calo dello 0,1% precedente.

Piazza Affari: i titoli che staccano il dividendo lunedì 20 maggio

A Piazza Affari, come anticipato prima, è previsto lo stacco del dividendo di ben 21 blue chips.


Si tratta di: A2A, Amplifon, Atlantia, Azimut Holding, Banca Generali, Bper Banca, Buzzi Unicem (anche nella versione risparmio), Diasorin, ENI, Fca, Generali, Intesa Sanpaolo, Italgas, Leonardo, Moncler, Pirelli, Salvatore Ferragamo, Tenaris, Ubi Banca, Unipol e UnipolSai. 
Per le indicazioni dettagliate sulle cedole clicca qui.
A staccare il dividendo saranno anche numerose società a piccola e media capitalizzazione.
Anima Holding (0,165 euro), Banca Popolare di Sondrio (0,05 euro).

Brembo (0,22 euro), Brunello Cucinelli (0,3 euro), Cattolica Assicurazioni (0,4 euro), Cerved (0,305 euro), CIR (0,039 euro), Credem (0,2 euro), De Longhi (0,37 euro), ENAV (0,1998 euro), ERG (0,75 euro), Rai Way (0,2198 euro), RcsMediagroup (0,06 euro), Salini Impregilo (0,52 euro per le azioni di risparmio), Saras (0,08 euro), SIAS (0,535 euro), SOL (0,175 euro), Technogym (0,18 euro), Tod’s (1 euro), AVIO (0,44 euro), BE (0,022 euro), Cementir Holding (0,14 euro), DEA Capital (0,12 euro), FILA (0,08 euro), IMA (0,2 euro), Interpump (0,22 euro), Massimo Zanetti BG (0,19 euro), Prima Industrie (0,44 euro), TamburiIP (0,07 euro), BasicNet (0,12 euro), Brioschi (0,002 euro), Caltagirone (0,07), Enervit (0,11 euro), Geox (0,025 euro), NB Aurora (1,06 euro), Nova RE (0,07 euro), Piteco (0,15 euro), Ratti (0,12 euro) e Vianini (0,06 euro).

Telecom Italia sotto i riflettori in attesa dei conti

Da seguire Telecom Italia nel giorno in cui si riunisce il Cda per l'approvazione dei risultati del primo trimestre.

Alla prova dei conti saranno chiamati anche IT Way e Valsoia.
Fonte: News Trend Online

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