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venerdì 24 maggio 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Unicredit e Intesa sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Pesante flessione ieri per il Ftse Mib che ha registrato la peggiore performance in Europa, fermandosi a 20,136 punti, con un calo del 2,12%.
Le quotazioni si sono riportate sui minimi della seconda metà di febbraio, dopo aver bucato con un gap-down l'area dei 20.500 che è stata difesa nelle sessioni precedenti.
L'abbandono di questo livello, come previsto, ha portato nuove vendite, con il Ftse Mib arrivato a poca distanza dalla soglia psicologica dei 20.000 punti.
Proprio dalla tenuta o meno di questo sostegno dipenderanno le sorti del mercato nel brevissimo, trattandosi di una sorta di spartiacque tra prosecuzione delle vendite e tentativo di recupero.
In caso di rimbalzo da area 20.000 il Ftse Mib punterà prima ai 20.300 punti, dove oggi è stato chiuso il gap up di fine febbraio, e in seguito alla soglia dei 20.500 punti.
Oltre questo livello ci sarà spazio per un allungo verso i 20.750 punti, ostacolo da superare per poter pensare ad un approdo in area 21.000/21.000, il raggiungimento della quale appare però poco probabile almeno nell'immediato.
Sotto area 20.000 per il Ftse Mib si apriranno le porte a nuove vendite con primo obiettivo i 19.600/19.500 punti e target successivo in area 19.300, ultimo sostegno da difendere per evitare un ribasso più profondo verso i 19.000 punti.
L'imminenza delle elezioni UE di domenica contribuisce ad accrescere l'incertezza su Piazza Affari ed è molto probabile che le mani forti decidano di dare vita a nuovi posizionamenti decisi sul mercato solo una volta che si conoscerà il risultato delle urne.

Unicredit: area 10 euro riuscirà ad arginare la caduta?

Non si arresta la caduta di Unicredit che ieri ha perso terreno per la quinta seduta consecutiva, cedendo poco più di un punto percentuale, pur mostrando una maggiore forza relativa rispetto all'indice Ftse Mib.
La correzione del titolo è partita circa un mese fa, dopo che alla fine della seconda decade di aprile le quotazioni hanno segnato un nuovo top dell'anno in area 13 euro.
Da questo livello si è avuto un ripiegamento di quasi il 23% fino ai minimi toccati ieri nell'intraday ad un passo da area 10 euro.
Considerato l'ipervenduto presente sugli oscillatori, Unicredit potrebbe anche dare vita ad un tentativo di recupero dai livelli attuali.
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Un'ipotesi che potrà materializzarsi da una parte con la tenuta dei 10 euro e dall'altra con un pronto superamento di area 10,25 euro, oltre cui il titolo potrà riportarsi sui massimi di due giorni fa in area 10,5 euro.

Oltre questo livello Unicredit potrà estendere il rimbalzo verso i 10,7/10,8 euro, per poi andare a testare la soglia psicologica degli 11 euro, in corrispondenza della quale potrebbero scattare alcune prese di profitto.
La tendenza del titolo è ora chiaramente ribassista e non saranno da escludere ulteriori ribassi prima di assistere a dei potenziali recuperi.
Conferme in tal senso giungeranno dalla violazione di area 10 euro, sotto cui Unicredit troverà un supporto intermedio a 9,8/9,75 euro.

In caso di cedimento anche di questo sostegno sarà inevitabile un ritorno delle quotazioni sui minimi di fine dicembre a 9,54 euro.

Intesa Sanpaolo: sotto i minimi di fine 2018 si aprirà una voragine

Al pari di Unicredit, anche Intesa Sanpaolo ieri ha archiviato la quinta sessione consecutiva in calo, accusando peraltro ieri una flessione più ampia di quella dell'altro big del comparto, con un rosso di due punti percentuali.
Mentre Unicredit si mantiene ancora al di sopra dei minimi di inizio anno, Intesa Sanpaolo li ha raggiunti proprio nella sessione di ieri, azzerando interamente il rally che si è interrotto tra fine aprile e inizio maggio.
Il titolo, dopo aver toccato un top 2019 in area 2,35 euro, ha perso progressivamente terreno, complice anche lo stacco del dividendo molto generoso staccato lunedì scorso.
L'abbandono di area 2 euro ha alimentato un'ulteriore discesa dei corsi che ha condotto al test di quota 1,9 euro.


Nel brevissimo sarà fondamentale ora la tenuta di area 1,9/1,85 euro, da cui Intesa Sanpaolo potrebbe provare a ripartire con primo target in area 1,975/2 euro.
Con la riconquista della soglia psicologica dei 2 euro Intesa Sanpaolo potrà avviare un recupero più convincente che avrà come obiettivo i 2,16/2,17 euro, dove verrà chiuso il gap lasciato aperto lo scorso 20 maggio in seguito allo stacco del dividendo.
Solo oltre i 2,2 euro il titolo potrà ritrovare il sorriso e tornare a mettere nel mirino i 2,25 euro prima e in seguito i massimi dell'anno in area 2,35 euro, ma al momento uno scenario di questo tipo appare decisamente poco credibile.
Molto negativo sarà un abbandono di area 1,85 euro, sotto cui si aprirà una vera e propria voragine per Intesa Sanpaolo.
Al di sotto del livello appena segnalato infatti il titolo rischierà uno scivolone verso i minimi di giugno 2016 in area 1,6/1,55 euro, previo sfondamento del supporto intermedio in area 1,7 euro che difficilmente dovrebbe contenere la spinta ribassista specie in presenza di una negatività generale del mercato.
Fonte: News Trend Online

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