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mercoledì 8 maggio 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Saipem ed ENI sotto la lente


L’analisi del Ftse Mib

Il Ftse Mib anche ieri ha archiviato la seduta con il segno meno, continuando a perdere terreno dopo il ribasso registrato ad inizio ottava. Ieri l’indice delle blue chips è riuscito a difendersi meglio degli altri listini europei, ma ha inviato ulteriori segnali negativi che di fatto hanno modificato la struttura tecnica di breve.
Dopo il mancato superamento di area 22.000, il Ftse Mib ha provato inizialmente a mantenersi al di sopra dei primi supporti, ma in avvio di settimana è sceso sotto la soglia dei 21.500 punti, per poi arretrare ulteriormente ieri, quando è andato a coprire il gap-up lasciato aperto ad inizio aprile in area 21.300.
Le quotazioni sono scese anche oltre, fermandosi appena sopra la soglia dei 21.200 punti, riportandosi sui minimi di fine marzo.
Come anticipato prima la struttura tecnica del Ftse Mib si è deteriorata e non sono da escludere ulteriori ribassi nel breve.

Il prossimo sostegno di rilievo per l’indice è in area 21.000-20.950, la cui tenuta sarà cruciale per assistere ad un primo recupero con primo target area 21.500.
Oltre questo livello il Ftse Mib potrò allungare il passo verso i 21.700/21.800, per poi tentare un nuovo attacco ai massimi dell’anno in area 22.000.
Solo oltre questa barriera si avrà una ripresa dell’uptrend con target a 22.200 e a 22.500 punti prima e in seguito a 22.800 e a 23.000 punti nella migliore delle ipotesi.
Al ribasso l’eventuale rottura dei 21.000-20.950 punti vedrà il Ftse Mib arretra ulteriormente verso i 20.600/20.500 punti prima e successivamente in direzione dei 20.300 e dei 20.000 punti nel peggiore dei casi.

Saipem: tutto dipende dalla tenuta dei prossimi supporti

Saipem ha vissuto ieri una seduta decisamente pesante, lasciando sul parterre oltre il 4% del suo valore, mostrando una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib.
Nelle ultime sedute il titolo è stato penalizzato da una parte dalla negatività generale del mercato e dall’altra dalla flessione accusata dai prezzi del petrolio che si sono riportati sui minimi di inizio aprile.
La negatività di Saipem in realtà era partita già nelle scorse settimane, dopo che alla fine della prima decade di aprile è stato toccato un nuovo massimo dell’anno a 5,05 euro.
Da questo livello il titolo è stato respinto verso il basso, trovando dapprima un sostegno in area 4,55-4,5 euro, per poi accelerare la discesa nelle ultime sedute.
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Dopo aver coperto il gap-up lasciato aperto a fine febbraio a 4,37 euro, le quotazioni sono scivolate ulteriormente verso il basso, fermandosi ieri a 4,14 euro, su livelli che non si vedevano ormai da metà febbraio.
Nel brevissimo Saipem potrebbe indietreggiare ancora verso i 4,05-4 euro, raggiunti i quali si dovrebbe assistere ad un ritorno in campo degli acquirenti.
In mancanza di ciò il quadro tecnico subirà un ulteriore deterioramento con discese verso i 3,9-3,85 euro prima e in seguito in direzione dei 3,7/3,65 euro, sui minimi di metà gennaio.
Con la tenuta dei 4,1/4 euro Saipem potrà avviare un primo recupero verso i 4,3 euro in primis e successivamente in direzione dei 4,5 euro.
Un segnale più convincente si avrà con la riconquista dei 4,7 euro, superati i quali il titolo potrebbe tornare a mettere nel  mirino i massimi dell’anno in area 5/5,05 euro, il raggiungimento dei quali però appare prematuro almeno nell’immediato.

ENI: un ribasso che offre opportunità per nuovi buy?

Anche ENI ieri è stato oggetto di forti vendite, pur riuscendo a difendersi meglio di Saipem, vista la sua minore volatilità.

Il titolo ha risentito al pari del suo collega dell’andamento negativo di Piazza Affari e del ribasso del prezzo del petrolio, allontanandosi di circa il 10% dai massimi dell’anno segnati il mese scorso.
Nella prima decade di aprile il titolo ha provato a scavalcare la soglia dei 16 euro, fallendo però nel suo intento e avviando un movimento discendente che nella seconda metà del mese è stato frenato dal rialzo dei prezzi del petrolio.
In seguito ENI ha ripreso la via delle vendite, con un’accelerazione nelle prime sessioni di maggio quando le quotazioni hanno violato la soglia dei 15 euro, arrivando ieri a mettere sotto pressione l’area dei 14,5 euro.
Con una violazione decisa di quest’ultima soglia la flessione del titolo proseguirà verso i 14,2 euro prima e in seguito in direzione dei 14/13,9 euro, ossia i minimi dell’anno toccato a gennaio scorso.
In caso di ripartenza dai 14,5/14,4 euro, ENI potrà risalire la china verso i 14,7 euro prima e in seguito in direzione dei 14,9/15 euro.
Con la riconquista di questo livello, a patto che arrivi un sostegno tanto da Piazza Affari quanto dal petrolio, il titolo potrà allungare il passo verso i 15,25/15,3 euro prima e i 15,5 euro in un secondo momento.
Ulteriori segnali di forza si avranno con la rottura dei 15,7/15,75 euro, preludio ad un nuovo test dei massimi dell’anno toccati il mese scorso in area 16/16,05 euro.
Fonte: News Trend Online

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