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venerdì 10 maggio 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Intesa e Unicredit sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Prosegue la fase discendente del Ftse Mib che ieri ha perso terreno per la quarta seduta consecutiva, con una flessione ancora più violenta di quella delle giornate precedenti.
L'indice delle blue chips ha bucato il supporto di non poco conto dei 21.000 punti, da cui era riuscito a raggiungere ad aprile nuovi top dell'anno a ridosso di area 22.000.

Le quotazioni sono scese fino ad area 20.800, su livelli che non si vedevano da metà marzo, con un ulteriore deterioramento del quadro tecnico.
La netta flessione delle ultime sedute potrebbe lasciare il posto ad un tentativo di recupero nelle prossime ore, vista anche la rimonta di Wall Street dai minimi intraday.
Al rialzo il primo ostacolo con cui il Ftse Mib dovrà confrontarsi è quello dei 21.000 punti, precedente supporto e ora resistenza, superati i quali potrà allungare il passo verso i 21.200/21.300 punti prima e in seguito in direzione di area 21.500.
Solo con un superamento di area 21.700 si avrà un primo segnale di distensione, con la possibilità di assistere ad un nuovo test dei massimi dell'anno in area 22.000, il raggiungimento dei quali però appare poco probabile nell'immediato.
Ulteriori indicazioni di negatività per il Ftse Mib si avranno con discese al di sotto dei 20.800 punti, preludio ad una flessione verso i 20.600/20.500 punti prima e in seguito in direzione di area 20.300, prima di un approdo sulla soglia psicologica dei 20.000 punti.

Intesa Sanpaolo in bilico tra ripresa e nuovi affondi

Intesa Sanpaolo, al pari degli altri bancari, anche ieri ha perso terreno, cedendo quasi due punti e mezzo percentuali e archiviando la sesta seduta consecutiva in flessione.
Da notare che nelle ultime giornate la discesa è stata accompagnata da volumi di scambio in aumento e questo non è certo un buon segnale per il titolo che al pari dell'intero settore di riferimento paga pegno alla negatività generale del mercato e al rialzo dello spread BTP-Bund, tornato ieri a 272 punti base.
Intesa Sanpaolo non è stato aiutato in alcun modo dai buoni risultati trimestrali diffusi due giorni fa che hanno visto invece scattare prese di profitto dopo la buona performance messa a segno da inizio anno.
La discesa del titolo è partita da area 2,35 euro, in corrispondenza della quale è stato disegnato un doppio massimo, dopo il test di questo livello nella sessione del 18 aprile e del 2 maggio scorsi.
E' probabile che le implicazioni negative di questa figura non siano ancora esaurite, per quanto sia possibile un rimbalzo dopo la discesa delle ultime sedute.

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Su tenuta dei 2,15/2,14 euro, corrispondenti ai minimi di fine marzo, Intesa Sanpaolo potrebbe risalire la china verso i 2,2/2,25 euro.
Primi segnali di allentamento della tensione ribassista si avranno oltre i 2,3 euro, preludio ad un nuovo test dei top dell'anno a ridosso dei 2,35 euro.
Al di sopra di tale soglia Intesa Sanpaolo riprenderà la via dei guadagni con primo target in area 2,4 euro e obiettivo successivo a 2,45/2,5 euro in seguito.
La rottura al ribasso dei 2,15/2,14 euro vedrà una prosecuzione delle vendite verso i 2,12 e i 2,08 euro, con proiezioni successive a 2,05 e a 2 euro nella peggiore delle ipotesi.

Unicredit: sotto quota 11 euro si aprirà una voragine

Unicredit ieri ha vissuto una seduta ancora più negativa di quella di Intesa Sanpaolo, malgrado il tentativo iniziale di una sostanziale tenuta sulla scia dei buoni risultati registrati dal gruppo nel primo trimestre.
L'accelerazione ribassista del Ftse Mib nel pomeriggio però ha alimentato le vendite anche su Unicredit che ha chiuso così la quinta sessione consecutiva in ribasso.
La fase discendente del titolo è partita ancor prima di quella di Intesa Sanpaolo, visto che l'ascesa dei corsi è stata bloccata alla fine della seconda decade di aprile dall'area dei 13 euro.
Questo livello è stato forzato per due volte consecutive, ma la tenuta dello stesso ha alimentato le vendite che inizialmente sembrano aver trovato un supporto in area 12,35/12,3 euro.
La discesa di ieri al di sotto del supporto di breve a 11,25 euro ha complicato ulteriormente il quadro tecnico di Unicredit e ora le speranze di una ripresa sono affidate alla difesa di area 11 euro.
Da questo livello si potebbe assistere ad un rimbalzo verso gli 11,5 euro, ma solo con una riconquista degli 11,7/11,8 euro si potrà avere un allentamento della pressione ribassista in atto.
Oltre il livello appena segnalato Unicredit potrà estendere il rimbalzo verso i 12 euro, con proiezioni successive a 12,25 e a 12,5/12,55 euro.
Al ribasso negativo sarà uno sfondamento di area 11 euro che metterà in discussione il quadro tecnico principale di Unicredit.
Sotto gli 11 euro sarà reale il rischio di assistere ad una rapida accelerazione ribassista verso i 10,5 euro prima e in seguito in direzione di quota 10 euro.
Fonte: News Trend Online

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