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lunedì 13 maggio 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Banco BPM e Ubi sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Il Ftse Mib ha archiviato l'ultima seduta prima del week-end con un piccolo segno più, guadagnando lo 0,28% dopo quattro sessioni consecutive in calo.
L'indice si lascia alle spalle la peggiore settimana da inizio anno, con un ribasso di oltre il 4% che ha portato le quotazioni al di sotto di area 21.000.
Dopo il mancato superamento dei top dell'anno a ridosso dei 22.000 punti, il Ftse Mib ha avviato un movimento correttivo che ha subito un'importante accelerazione ribassista in avvio della scorsa ottava, sulla scia dei rinnovati timori legati ai rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti.
Dal punto di vista tecnico il quadro grafico ha subito un evidente deterioramento, tale da non escludere il rischio di nuovi ribassi nel breve.
Ulteriori indicazioni negative si avranno con discese del Ftse Mib al di sotto dei 20.800 punti, con flessioni verso i 20.600/20.500 punti in prima battuta.
Il cedimento di tale soglia aprirà le porte ad una prosecuzione delle vendite in direzione dei 20.300 punti, dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 25 febbraio.
Se anche questo livello non riuscirà a contenere la spinta ribassista, bisognerà mettere in conto un ripiegamento fino ai 20.000/19.980 punti, in corrispondenza dei quali è previsto un ritorno degli acquisti. 
Eventuali recuperi dai livelli correnti troveranno un primo ostacolo in area 21.000, superata la quale il Ftse Mib potrà allungare il passo verso il 21.200/21.300 punti prima e in seguito in direzione dei 21.500/21.600.
Con una rottura al rialzo di area 21.700 si potrà confidare in un nuovo test dei massimi dell'anno in area 22.000/22.050.

Banco BPM: i rischi al ribasso restano molto elevati

Banco BPM venerdì scorso ha chiuso con un ribasso di poco superiore al 2%, scendendo in controtendenza rispetto al mercato e accusando la peggiore performance nel settore di riferimento.
Il titolo è in realtà reduce da una serie di sedute molto negative, con un pesante affondo registrato nella giornata di giovedì, quando ha lasciato sul parterre oltre l'8% del suo valore all'indomani dei conti del primo trimestre.
La discesa di Banco BPM però è iniziata già prima e precisamente dal 17 aprile, quando le quotazioni hanno toccato un massimo a 2,165 euro, coincidente con quello dell'1 marzo.
Da questo livello il titolo è riuscito inizialmente a mantenersi al di sopra di area 2 euro dando vita ad un recupero verso i 2,14 euro, salvo poi indietreggiare e violare al ribasso i 2 euro prima e quota 1,85/1,8 euro in seguito.
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I segnali negativi inviati da Banco BPM nelle ultime sedute difficilmente saranno cancellati nell'immediato, con il rischio elevato di assistere ad una ulteriore discesa dei corsi.
Con conferme sotto area 1,8 euro il titolo si dirigerà dapprima verso l'importante supporto degli 1,7 euro, rotto il quale sarà inevitabile un'accelerazione ribassista in direzione dei minimi di inizio febbraio a 1,6 euro.
Un primo tentativo di recupero si potrà avere con ritorni al di sopra dei massimi di venerdì scorso 1,85 euro.

Oltre questo livello il titolo potrebbe puntare alla copertura del gap-down lasciato aperto giovedì scorso a 1,97 euro.
Sarà solo con la riconquista dei 2 euro che si avrà un primo allentamento delle tensioni ribassiste per Banco BPM. Con conferme oltre i 2,08 il titolo potrà puntare nuovamente ai massimi di aprile e marzo a 2,165 euro, il raggiungimento dei quali però appare improbabile nell'immediato.

Ubi Banca pronto a ripartire al rialzo? I livelli chiave nel breve

Diversamente da Banco BPM, venerdì scorso Ubi Banca ha chiuso gli scambi in salita, con un progresso di circa un punto percentuale, mostrando una maggiore forza rispetto all'indice Ftse Mib.
Il titolo non è stato immune dalle vendite che hanno interessato l'intero comparto bancario di recente, evidenziando però una migliore tenuta e una volatilità più contenuta.
Ubi Banca dai massimi di aprile a ridosso dei 2,87 euro è arrivato a perdere poco più del 10% fino ai minimi dell'8 maggio a 2,55 euro, da cui ha già avviato un recupero, grazie anche all'ottima reazione seguita ai conti trimestrali, mentre Banco BPM ha perso quasi il 18% dai recenti top.
Nuovi segnali di ripresa per Ubi Banca si avranno con la riconquista di area 2,65 euro, oltre la quale le quotazioni potranno tornare a mettere nel mirino i massimi di inizio maggio a ridosso dei 2,8 euro.
Con il superamento di questo ostacolo il titolo testerà nuovamente i recenti massimi a 2,87 euro, rotto i quali potrà allungare il passo verso i 3/3,05 euro in prima battuta.
In caso di ulteriori acquisti sul livello appena segnalato per Ubi Banca si apriranno scenari di crescita interessanti, con primo target la soglia dei 3,2 euro.
Al di sopra di questa barriera l'ascesa del titolo proseguirà verso 3,4/3,5 euro, massimi segnati ad inizio ottobre dello scorso anno.
Un mancato riposizionamento di Ubi Banca al di sopra dei 2,65 euro, con una contestuale rottura al ribasso dei 2,55 euro, renderà molto probabile una discesa verso i minimi di inizio aprile a 2,45/2,43 euro.
Se anche questo supporto non dovesse rivelarsi in grado di contenere la spinta ribassista, allora bisognerà prepararsi ad una flessione del titolo verso i minimi di fine marzo a 2,3/2,28 euro.


Fonte: News Trend Online

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