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venerdì 10 maggio 2019

Ftse Mib sempre più in pericolo. Non fidarsi dei rimbalzi ora


Il rimbalzo registrato dalle Borse europee ha avuto vita breve, visto che a distanza di poche ore le vendite sono tornate a dominare la scena, costringendo ad una chiusura nuovamente con il segno meno.
Il Ftse100 si è difeso meglio degli altri con un calo dello 0,87%, mentre il Dax30 e il Cac40 hanno accusato un ribasso rispettivamente dell'1,69% e dell'1,93%.

Ftse Mib sui minimi da metà marzo

Pesante anche il bilancio a Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.817 punti, in flessione dell'1,82%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 21.103 e un minimo a 20.789 punti.
L'indice ha avviato gli scambi già in calo e dopo aver provato a difendere la soglia dei 21.000 punti, da cui aveva avviato un rimbalzo ieri, ha violato il suddetto livello, scivolando verso quota 20.800 e riportandosi così sui livelli di metà marzo.
L'ulteriore ribasso delle ultime ore ha reso ancora più negativo il quadro tecnico del Ftse Mib, per il quale ora non si può parlare di semplici prese di profitto, ma di una vera e propria correzione che pare destinata a proseguire.

Ftse Mib: possibile un rimbalzo, ma è bene non abbassare la guardia

Nel brevissimo, vista la flessione delle ultime sedute e soprattutto considerata la velocità della discesa, si potrà anche assistere ad un tentativo di recupero, ma qualsiasi rimbalzo andrà letto come tale e gestito con la massima cautela.
Al rialzo il Ftse Mib troverà un primo ostacolo in area 21.000/21.050, superata la quale potrà allungare verso i 21.200/21.300 punti prima e in seguito in direzione di area 21.500.
Recuperi fino a questa soglia non affrancheranno dal rischio di nuovi ribassi e sarà solo con una riconquista di area 21.700/21.800 che si potrà considerare sostanzialmente archiviata la fase discendente in atto.
Oltre il livello appena segnalato il Ftse Mib andrà a testare nuovamente i massimi dell'anno in area 22.000/22.050, violati i quali ci sarà una prosecuzione dell'uptrend partito a inizio anno.
Come detto prima, a prescindere da possibili rimbalzi, è alto il rischio di nuove flessioni e conferme in tal senso si avranno con l'abbandono di area 20.800, sotto cui si guarderà ai 20.600/20.500 punti prima e in seguito al supporto intermedio di area 20.300, prima di ipotizzare un approdo del Ftse Mib sulla soglia psicologica dei 20.000 punti.

I market movers in America

Sul fronte macro Usa per è atteso il dato relativo all'inflazione che ad aprile dovrebbe evidenziare una variazione positiva dello 0,4%, in linea con la lettura precedente, mentre per la versione "core" le attese parlano di un rialzo dello 0,2%, confermando anche in questo caso la rilevazione di marzo.
In agenda un discorso di John Williams, presidente della Fed di Chicago, oltre al quale parlerà Raphael Bostic, a capo della Fed di Atlanta, e Lael Brainard, membro del Board guidato da Powell.

I dati macro e gli eventi in Europa

In Europa si guarderà alla Germania dove è atteso l'aggiornamento relativo alla bilancia commerciale che a marzo dovrebbe calare da 18,7 a 17,6 miliardi di euro, mentre in Francia si conoscerà la produzione industriale che a marzo dovrebbe calare dello 0,1% dopo il rialzo dello 0,4% precedente.
Lo stesso dato è previsto in Italia dove a marzo si stima una variazione negativa dello 0,8%, in decisa frenata rispetto alla crescita dello 0,8% precedente.

I titoli e i temi da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari presenteranno i risultati del primo trimestre Atlantia, Unipol e UnipolSai e alla prova dei conti saranno chiamati anche Banca Farmafactoring, Geox, SOL, Banca Sistema, Interpump, Poligrafica San Faustino, Retelit, Caleffi, Illimity Bank, Nexi, SIT e Toscana Aeroporti.
Sotto i riflettori Bper Banca che ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto consolidato pari a 48 milioni di euro, al di sopra dei 41 milioni del consensus, in forte calo rispetto agli oltre 251 milioni dello stesso periodo del 2018.

L'utile netto della banca è sceso da 265,485 a 51,05 milioni di euro.
Uno sguardo anche a Moncler che nei primi tre mesi del 2019 ha registrato ricavi consolidati in rialzo del 14% a 378,5 milioni di euro.
Da seguire infine l'asta dei BOT con scadenza a 12 mesi per un ammontare pari a 6,5 miliardi di euro.
Fonte: News Trend Online

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