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giovedì 9 maggio 2019

Ftse Mib: rimbalzo possibile, ma i venditori restano in agguato


Dopo due sedute consecutive in calo, le Borse europee hanno ritrovato la via dei guadagni, archiviando gli scambi in salita. Il Ftse100 ha guadagnato lo 0,15%, preceduto dal Cac40 e dal Dax30 che hanno registrato un progresso dello 0,4% e dello 0,72%.
Non è riuscita a fare altrettanto Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib indietreggiare per la terza sessione consecutiva.
L'indice delle blue chips ha terminato gli scambi a 21.203 punti, con un frazionale calo dello 0,07%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 21.256 e un minimo a 21.030 punti.

Ftse Mib: testato con successo un supporto chiave. E ora?

Il Ftse Mib è riuscito a limitare i danni nel finale dopo aver lambito l'area dei 21.000, da cui ha avviato un primo recupero.
Il minimo registrato nella sessione di ieri è quasi coincidente con quello del 28 marzo scorso, da cui l'indice è riuscito a dare vita ad un buon rialzo che lo ha condotto al test di area 22.000 nel mese di aprile.
E' prematuro affermare che il ribasso partito dai recenti massimi possa considerarsi ormai concluso, ma nel breve non saranno da escludere ulteriori tentativi di recupero.
Con la tenuta dei 21.000 punti il Ftse Mib potrà allungare il passo verso i 21.500/21.550 punti già lambiti nella giornata di martedì.

Oltre il livello appena segnalato il rimbalzo troverà terreno fertile con approdo successivo in area 21.700/21.800.
Solo con una rottura decisa di questa soglia sarà credibile un nuovo test di area 22.000/22.050, violata la quale si assisterà ad una ripresa dell'uptrend interrotto di recente.
Al ribasso la soglia chiave da monitorare è quella dei 21.000/20.950, persa la quale il Ftse Mib continuerà ad indietreggiare verso i 20.600/20.500 punti prima e in seguito in direzione di area 20.300, per poi scivolare fin verso la soglia dei 20.000 punti nella peggiore delle ipotesi.

I market movers in America

Sul fronte macro Usa si conosceranno le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero calare da 230mila a 225mila unità.
Per i prezzi alla produzione di aprile le attese parlano di un rialzo dello 0,2%, in frenata rispetto allo 0,6% precedente, e anche per la versione "core" si prevede una variazione positiva dello 0,2% dopo lo 0,3% di marzo.

In agenda anche la bilancia commerciale che a marzo dovrebbe mostrare un deficit di 51,1 miliardi di dollari contro i 49,3 miliardi di febbraio.


Per le scorte all'ingrosso di marzo si stima un rialzo dello 0,5% dopo lo 0,2% precedente.
Un'ora prima dell'apertura di Wall Street è atteso un discorso del presidente della Fed, Jerome Powell. 
In calendario anche un discorso di Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta, oltre al quale parlerà anche Charles Evans, a capo della Fed di Chicago.

I dati macro e gli eventi in Europa

In Europa non sono previsti dati macro di rilievo e sarà da seguire in Spagna l'asta dei titoli di Stato con scadenza nel 2024, 2029 e 2048 per un ammontare compreso tra 3 e 4 miliardi di euro.

I titoli e i temi da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari presenteranno i risultati del primo trimestre Azimut Holding, Bper Banca, Buzzi Unicem, Diasorin, Unicredit, Moncler, Unipol e UnipolSai, mentre Mediobanca alzerà il velo sui numeri del terzo trimestre dell'esercizio 2018-2019.
Alla prova dei conti anche Anima Holding, Banca Monte paschi, Banca Popolare di Sondrio, Brembo, Cattolica Assicurazioni, Credem, De Longhi, doBank, Fincantieri, Italmobiliare, Maire Tecnimont, RcsMediagroup, Tod's, Banca Ifis, BE, Cementir, D'Amino International Shipping, Dea Capital, Equita Group,Falck Renewables, Massimo Zanetti, AlerionCleapower, Banca Profilo, Banco di Desio e Brianza e Safilo.
Sotto la lente Enel che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto ordinario consolidato pari a 1,159 miliardi di euro, in rialzo dell'11,3%, mentre i ricavi sono aumentati del 10,3% a 20,891 miliardi di euro.
Banco BPM invece nei primi tre mesi dell'anno ha riportato un utile netto in calo del 32,6% a 150,49 milioni di euro, mentre il margine di interesse è sceso da 595,1 a 505,2 milioni.
Leonardo nel primo trimestre ha riportato un utile netto in rialzo da 50 a 77 milioni di euro, a fronte di ricavi in salita dell'11,2% a 2,725 miliardi di euro.
Fonte: News Trend Online

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