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lunedì 13 maggio 2019

Ftse Mib, peggiore settimana del 2019


Ftse Mib, peggiore settimana del 2019, la colpa pero' non e' delle beghe domestiche. L'aumento delle tensioni all'interno del governo in vista delle elezioni europee di fine maggio spiega solo in parte la performance negativa del Ftse Mib dell'ultima settimana, la prima da inizio 2019 che ha visto i prezzi virare con decisione al ribasso, tanto da scendere per la prima volta dall'ottava terminata l'11 gennaio, al di sotto della media esponenziale a 10 settimane (ora resistenza a 21270 circa).
La causa della debolezza della nostra borsa, e in generale di tutti i principali listini mondiali, e da ricercare nel riaccendersi della guerra commerciale tra Usa e Cina proprio in vista del traguardo, quando le due parti si dicevano convinte di poter siglare un accordo in tempi brevi. La storia e' nota, e' quindi inutile dilungarsi sugli aspetti di cronaca, basti pero' ricordare che l'applicazione di nuovi dazi da parte degli Usa sulle merci cinesi rischia di pesare per lo 0,2/0,3% sul Pil del 2019 di Pechino, una percentuale pesante che potrebbe annullare tutti gli sforzi fatti dal governo cinese negli ultimi mesi per rimettere in carreggiata l'economia.

La Cina non ha ancora chiarito come intende rispondere a questi nuovi dazi ma e' probabile che lo fara', quindi un effetto negativo ci potrebbe essere anche sull'economia statunitense (gia' adesso ad esempio le esportazioni di soia dagli Usa verso la Cina sono crollate in favore di fonti alternative di approvvigionamento come il Brasile).
Tornano quindi a farsi concreti i rischi di un rallentamento globale, situazione che potrebbe colpire maggiormente i paesi come l'Italia che in questo momento lottano per evitare la caduta in recessione. Difficile quindi pronosticare l'andamento futuro del Ftse Mib senza avere maggiore visibilita' sulla evoluzione della disputa commerciale tra le due super potenze.


Certo e' che la violazione da parte del Ftse Mib della base del canale crescente disegnato dai minimi di fine dicembre, avvenuta il 2 maggio assieme al taglio al ribasso della media mobile esponenziale a 20 giorni, costringe a considerare probabile una correzione estesa di tutto il rialzo in atto dai 17914 punti di dicembre.
I ritracciamenti di Fibonacci individuano con il 38,2% e il 50% di ritorno obiettivi a 20470 e a 19980 circa (supporto intermedio a 20293, base del gap del 25 febbraio), ma non si puo' escludere che i prezzi scendano al di sotto anche del 50% di ritorno, andando a cercare nuovamente i 18000 punti.

Buone notizie sul fronte dei negoziati Usa - Cina potrebbero favorire un rimbalzo ma solo oltre area 21665, gap del 6 maggio, diverrebbe possibile un nuovo test della resistenza critica di medio lungo periodo dei 22050 punti, area dove si colloca il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2018, un vero e proprio muro da superare per dimostrare la fattibilita' di uno scenario rialzista duraturo.
(AM)
Fonte: News Trend Online

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