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giovedì 30 maggio 2019

Elezioni: centristi in difficoltà, ma estrema destra non trionfa


L’esito delle elezioni del 23 maggio in Europa è stato dannoso, in diversa misura, sia per il Parlamento europeo che per i principali partiti del Regno Unito. Bethany Payne, Global Bonds Portfolio Manager di Janus Henderson Investors, passa in rassegna i temi chiave e fa una breve valutazione dell’impatto sui mercati.
Durante elezioni del Parlamento europeo gli elettori tendono generalmente a punire le forze al governo.

Quest’anno non è andata diversamente: sia i partiti di centro-sinistra che quelli di centro-destra hanno perso terreno e non saranno più in grado di formare una “grande coalizione”. Mentre la maggior parte dei principali partiti è rimasta probabilmente sollevata dal fatto che il risultato è stato meno negativo del previsto, l'euro è rimasto stabile, poiché il risultato dal momento che l’esito, nel complesso, non si è allontanato poi molto dalle previsioni.
Il voto di protesta nel Regno Unito ha avuto invece effetti catastrofici sia per i Conservatori che per i Laburisti.

Entrambi i partiti hanno perso seggi a favore del partito per la Brexit di Nigel Farage e dei Liberal Democratici, che hanno basato la propria campagna elettorale sull’uscita o meno del Paese dall’Unione Europea.
Questo diverso approccio da parte degli elettori, che hanno voluto prendere le distanze, da una parte dall’ambiguità della posizione laburista sulla Brexit e, dall’altra, dall’incapacità dei Conservatori di trovare un accordo, esprime il desiderio di avere leader in grado di garantire risultati - spiega Bethany Payne -.

Questo è quanto emerge dalla battaglia per la leadership in seno ai Conservatori, con candidati che spingono per una hard Brexit nonostante il rischio di affossare il proprio partito. Anche i Laburisti hanno deciso di appoggiare l’idea di un secondo referendum nel tentativo di conquistare consensi, a costo di perdere gli elettori che vogliono uscire dall’Europa.
La sterlina ha continuato a scendere poiché si è aggravato il rischio di un no deal.

Quali sono le implicazioni di tali dinamiche?

Un Parlamento europeo più frammentario renderà verosimilmente più difficile la definizione di programmi e politiche, meno chiari i negoziati per la Brexit e più lento e laborioso il processo per la nomina del Presidente della Commissione europea - spiega Bethany Payne -.

Il sistema di nomina, che favorisce l'elezione come prossimo Presidente della Commissione del candidato capolista (Spiztenkandidat) di centro-destra dell’EPP, Manfred Weber, è stato contestato dal Presidente francese Emmanuel Macron.
In una fase in cui sarebbero necessari più coesione tra i partiti ai fini della formazione di una maggioranza e accordo sul nome di un leader che sia in grado di consolidare le istituzioni e avere un ruolo unificante, la scelta del Presidente della Commissione sarà probabilmente molto combattuta.

Per il momento, i mercati stanno a guardare. Attendono la definizione delle alleanze in vista del summit tra i capi di stato del 20-21 giugno e, quindi, di vedere a chi saranno affidati i ruoli chiave in Europa.
prossimi giorni dovrebbero essere relativamente calmi sui mercati, considerato che è stata una settimana tranquilla sul fronte dei dati nel Regno Unito - spiega Bethany Payne -.
Tuttavia, i mercati del rischio potrebbero iniziare a temere l’ascesa dei candidati favorevoli alla Brexit, galvanizzati dall’esito elettorale, quando inizierà la campagna interna per la leadership del partito Conservatore. L’attenzione sarà rivolta anche alle tensioni tra la Commissione europea e l’Italia. Secondo Bloomberg, la Commissione sta valutando di sanzionare l’Italia con una multa da 4 miliardi di dollari (circa 3,5 miliardi di euro) a causa del grado di indebitamento del Paese.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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