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venerdì 17 maggio 2019

Bond oggi: sui tanti Petrobras dove si trova più valore


Resta l’emittente high yield in dollari più apprezzato – assieme a Telecom Italia – da parte degli investitori italiani. Petrobras (rating BB-) piace per due motivi: cedole elevate e rendimenti significativi. Ma pur sempre BB- è! E per di più obbligatoriamente in dollari, se si cerca un po’ di esuberanza.
In realtà da lungo tempo è emersa una stretta correlazione con la valutazione di credito dell’emittente governativo Brasile, il quale detiene il controllo della società. Gli ultimi giudizi in merito non sono recentissimi ma in ogni caso propendono per un “outlook” stabile del titolo di Stato e di fatto dei Petrobras da parte di tutte e tre le maggiori specialiste del settore, S&P, Moody’s e Fitch. 

Il termometro dell’azione

Dopo il rating un secondo test, quello relativo alla quotazione in Borsa di Petrobras, meglio se a Wall Street attraverso l’Adr, cioè il particolare certificato che esprime un preciso ammontare dei titoli trattati nel Paese d’origine, espressi naturalmente in dollari Usa.

Il Petroleo Brasileiro, dopo aver toccato i massimi sui 17,3 $, ha iniziato una fase ribassista, che l’ha portato non solo sotto la media mobile a 200 sedute ma anche sotto il supporto dei 15 $, con un possibile obiettivo in movimento verso l’area dei 12,5-13 $. Su questo fronte quindi debolezza. 

Tassi fissi liquidi ma non sempre

L’analisi delle emissioni presenti su Tlx evidenzia un andamento ancora positivo, strettamente correlato ai rischi di un’inversione della politica monetaria Usa.

Le super cedole dei Petrobras ne traggono beneficio e non vengono “compromesse” dalla fiacchezza dell’azione. Tuttavia gli extralunghi cominciano a registrare spread in allargamento. E’ il caso soprattutto del Matusalemme 2115 a tasso 6,85% (Isin US71647NAN93 – taglio 2.000 Usd), che ha accentuato la volatilità e registra “bid”-“ask” assolutamente anomali (questa mattina di oltre 330 punti), con un book quasi deserto.
Eppur quota sui 96/97 Usd, con un rendimento lordo teorico di oltre il 7%. Tralasciate le emissioni a lotto big, anche la classica 7,25% 2044 (Isin US71647NAK54 - taglio 2.000 Usd – rendimento 6,8%) tende a registrare minori scambi, con spread sui 90-100 pb. Siccome il mercato però cerca soprattutto quotazioni sotto la pari, l’unico a soddisfare questo requisito resta il 5,625% scadenza 2043 (Isin US71647NAA72- taglio 2.000 Usd), trattato sui 91/91,2, con yield al 6,4%. 

La scalarità degli yield

Tutte le Petrobras superano il 3% e per andare oltre il 4% si va alla 4,375% call 20mg23 (Isin US71647NAF69 – taglio 2.000 Usd), mentre il 5% viene oltrepassato dalla 8,75% call 23mg26 (Isin US71647NAQ25 – taglio 2.000 Usd), che però quota sui 120.

Considerando “duration”, cioè la sensibilità ai tassi, e rendimento (sul 5,3%) è quest’ultimo il titolo preferibile, sebbene fortemente penalizzato dal prezzo ben oltre 100. La soluzione migliore allora? Forse un compromesso fra corti, medi e lunghi, cioè una ripartizione sull’intera curva delle scadenze, suddividendo il capitale disponibile e destinato ai Petrobras fra diversi livelli di rischio in termini di durata.
Una strategia questa consigliabile in presenza di incertezze sulle evoluzioni della politica monetaria dell’area valutaria del dollaro ma che inevitabilmente causa maggiori oneri complessivi in termini di commissioni.
Fonte: News Trend Online

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