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giovedì 23 maggio 2019

Bancari: preferire Unicredit a Intesa in vista delle elezioni UE


Dopo essere riuscite a mantenersi sostanzialmente a galla nella sessione di ieri, le Borse europee oggi stanno vivendo una seduta decisamente negativa, con ribassi diffusi e superiori in media ad un punto e mezzo percentuale.

Borse in rosso: focus sulle elezioni UE

Ad alimentare le tensioni sui listini sono le crescenti preoccupazioni per lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, cui si aggiunge anche una certa apprensione per l'esito delle elezioni europee.
Oggi si sono aperte le urne e si voterà secondo diverse scadenze fino a domenica, quando sarà il turno anche dell'Italia.

Elezioni UE da non sottovalutare: Mediobanca spiega perchè

Oggi rivolgiamo invece l'attenzione alle conseguenze attese sul settore bancario, uno dei comparti cardine di Piazza Affari, prendendo spunto da un report di Mediobanca Securities.
Gli analisti di quest'ultima segnalano che spesso in passato le elezioni europee hanno rivestito un'importanza minore, con una maggiore attenzione a quelle nazionali dei singoli Paesi, ma l'idea è che questa volta sarà diverso per vari motivi.
A detta di Mediobanca infatti l'appuntamento elettorale cui è chiamata l'Europa in questi giorni sarà un catalizzatore chiave.

In primis perchè i partiti tradizionali hanno perso terreno, lasciando spazio a nuovi movimenti politici, e questo rischia di tradursi in una maggiore frammentazione del Parlamento UE, con una conseguente imprevedibilità sul fronte politico.
Il maggiore rischio è rappresentato da una decisa affermazione dei partiti populisti e nazionalisti che di fatto sono molto critici sull'attuale gestione dell'Unione europea.
Gli analisti di Mediobanca ricordano che gli ultimi sondaggi non parlano di un ruolo determinante di queste forze politiche in seno al Parlamento. In ogni caso c'è poco da stare allegri, perchè secondo gli esperti c'è il rischio di un immobilismo politico che può avere risvolti negativi soprattutto per il settore bancario.

Parlamento UE: rischio immobilismo è negativo per le banche

Una frammentazione più elevata in Europa può infatti rappresentare un forte ostacolo per quella chiarezza regolatoria e strutturale indispensabile per le banche.  

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Anche per questo motivo gli analisti di Mediobanca Securities mantengono una view cauta sul settore bancario, malgrado le valutazioni dei titoli siano storicamente basse.
Questo non basta però per favorire un atteggiamento più costruttivo da parte degli esperti, i quali temono ulteriori rischi di revisione al ribasso delle stime sull'utile per azione.
Una preoccupazione legata al fatto che secondo gli analisti il trading e la riduzioni dei costi non riusciranno a compensare l'erosione del margine netto da interessi e delle commissioni, in presenza di una ricostruzione lenta del capitale da parte delle banche.

Mediobanca: i bancari su cui puntare.

Unicredit tra i preferiti

Guardando più da vicino ai titoli del comparto, Mediobanca in vista del voto UE punte sugli istituti di credito che mostrano un maggiore ritorno sul capitale come Kbc e Dnb, e su quelle che vantano una maggiore diversificazione geografica degli utili al di fuori dei confini europei, come nel caso di Credit Suisse.
La scelta cade anche su quelle banche possono registrare una riduzione dello spread tra valutazioni molto basse e fondamentali.
Tra queste troviamo Unicredit, su cui Mediobanca conferma la raccomandazione "outperform", con un prezzo obiettivo ritoccato al rialzo da 17 a 18 euro una decina di giorni fa, dopo la diffusione da parte del gruppo dei conti del primo trimestre.

Mediobanca: view negativa su Intesa Sanpaolo

La view degli analisti resta invece negativa su altri titoli come Deutsche Bank che genera utili molto bassi e su Caixa Bank per via dei rischi sul fronte dei ricavi e dei coefficienti patrimoniali.
Tra le banche italiane è bearish la strategia di Mediobanca su Intesa Sanpaolo, per via di una scommessa troppo alta sui ricavi e sul rendimento del capitale.
Per questi motivi gli analisti lo scorso 8 maggio hanno peggiorato il giudizio sul titolo, con un cambio di rating da "neutral" ad "underperform" e un target price rivisto al ribasso da 2,25 a 2 euro.
Fonte: News Trend Online

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