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lunedì 13 maggio 2019

Azimut crolla sul Ftse Mib. Semplice storno o qualcosa di più?


Complice l'accelerazione ribassista del Ftse Mib che al momento perde oltre un punto percentuale, si è appesantito strada facendo il bilancio negativo di Azimut, scivolato nella penultima posizione tra le blue chips.
Il titolo negli ultimi minuti viene fotografato a ridosso dei minimi di giornata a 16,35 euro, con un affondo del 4,72% e quasi 2,3 milioni di azioni scambiate fino ad ora, già in linea con la media degli ultimi 30 giorni.
Azimut viene colpito da un pesante sell-off dopo il rimbalzo di venerdì scorso, quando aveva guadagnato poco più di un punto e mezzo percentuale, reagendo all'affondo della sessione precedente seguito alla diffusione della trimestrale che aveva portato ad un ribasso di quasi il 6%.
Il titolo amplifica la negatività del mercato e si riporta sui livelli di metà aprile, malgrado le positive indicazioni arrivate dalla società di recente.
Lo scorso 7 maggio Azimut ha diffusi i dati relativi alla raccolta di marzo, positiva per oltre 470 milioni di euro, mentre due giorni dopo ha presentato i numeri del primo trimestre, archiviato tutto in crescita.

L'appuntamento con i dati però ha fornito il pretesto per far scattare copiose prese di profitto su Azimut che dal massimo intraday del 30 aprile a 18,16 euro, ha ceduto fino ad ora circa il 10% del suo valore.
Un ribasso che non deve stupire più di tanto se si considera che il titolo dai minimi di inizio anno a 9,3 euro è arrivato quasi a raddoppiare il suo valore poco meno di due settimane fa.
Il rischio è che si possa assistere ad ulteriori flessioni nel breve, considerando che la prossima settimana le quotazioni di Azimut saranno penalizzate anche dallo stacco del dividendo pari a 1,5 euro, da pagare per un minimo di 3/4 per cassa e per il resto in azioni proprie.
Nel breve sarà importante che Azimut riesca a difendere la soglia dei 16 euro, la violazione della quale potrebbe alimentare una rapida accelerazione ribassista fin verso i 15 euro, sui minimi di fine marzo.
Il rischio è che per il titolo si profili non già un semplice storno dopo la corsa da inizio anno, ma una flessione più ampia che potrebbe condurre le quotazioni fin verso i 14,5 euro nel breve.
Fonte: News Trend Online

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