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lunedì 15 aprile 2019

Oro, analisi fondamentale settimanale, previsioni

In base all’attuale price action, la direzione dell’oro per il resto della sessione sarà determinata dal movimento nell’indice del dollaro statunitense, controllato dal forte rialzo dell’euro.
La scorsa settimana l’oro ha chiuso leggermente in ribasso, pressato da: un rimbalzo del dollaro statunitense, un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato USA e un aumento della propensione al rischio. All’inizio della settimana, i prezzi dell’oro sono stati sostenuti dalle preoccupazioni per un rallentamento dell’economia globale e dai dati sull’inflazione USA, ma le condizioni sono cambiate dopo che un rapporto degli Stati Uniti ha confermato la forza del mercato del lavoro e la Cina ha pubblicato dei dati sul bilancio commerciale migliori del previsto. Entrambe le notizie hanno contribuito a smorzare le preoccupazioni per un rallentamento economico globale, e ciò ha reso l’oro un bene meno desiderabile.
La scorsa settimana, il Comex Gold di giugno si è attestato a 1.295,20$, perdendo 0,40$ con un -0.03%.
Influenze rialziste
Il supporto dell’inflazione contenuta negli USA
Sul fronte economico, a marzo l’inflazione al consumo degli Stati Uniti è aumentata di più rispetto ai 14 mesi precedenti, ma il trend di fondo dell’inflazione è rimasto attenuato a causa del rallentamento della crescita economica interna e di quella globale.
Secondo il Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,4% e nei 12 mesi prima di marzo, l’IPC è aumentato dell’1,9%. Gli economisti avevano previsto che l’IPC aumentasse dello 0,3% a marzo e che fosse in aumento dell’1,8% su base annua.
Il IPC core è aumentato dello 0,1% e nei 12 mesi fino a marzo l’IPC core è aumentato del 2,0%, e lo stesso è aumentato del 2,1% su base annua con riferimento a febbraio.
Il Dipartimento del lavoro ha anche riferito che, a marzo, i prezzi dei produttori statunitensi sono aumentati di più rispetto ai 5 mesi precedenti, ma l’inflazione è stata comunque contenuta.
Il mese scorso, l’index for final demand è aumentato dello 0,6%, nei 12 mesi fino a marzo, il PPI è aumentato del 2,2%. Gli economisti avevano previsto un aumento dello 0,3% a marzo e un aumento dell’1,9% su base annua. Il PPI core è aumentato del 2,0 percento nei 12 mesi fino a marzo.
I verbali dai toni espansivi della Fed sono stati prezzati sul mercato
Gli ultimi verbali della riunione sulla politica monetaria della Federal Reserve degli Stati Uniti del 19/20 marzo hanno mostrato che la maggior parte dei responsabili delle politiche economiche considerano le pressioni sui prezzi “smorzate”, ma l’inflazione attesa è in salita o vicino all’obiettivo del 2% della banca centrale. Tuttavia, i verbali non hanno sorpreso gli investitori, pertanto i prezzi delle azioni sono rimasti stabili. Se non altro, i verbali hanno rafforzato l’opinione secondo cui i tassi potrebbero rimanere invariati nel breve termine.
Influenze ribassiste
Le richieste dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono ai livelli più bassi degli ultimi 50 anni
Il Dipartimento del lavoro ha anche riferito che, durante la settimana conclusasi il 6 aprile, il numero di domande per il sussidio di disoccupazione è sceso al minimo degli ultimi quarantanove anni e mezzo. Le richieste per i sussidi di disoccupazione statali sono diminuite di 8.000 unità attestandosi a 196.000, i trader si aspettavano un aumento a 211.000 unità.
L’appetito per il rischio, i guadagni delle banche e le grandi acquisizioni delle società energetiche
I principali indici azionari sembravano destinati ad una perdita settimanale fino a quando l’ondata di venerdì ha fatto aumentare l’indice S&P 500 dello 0,69%, il Dow Jones Industrial Average dell’1,04% e il NASDAQ Composite dello 0,49%.
Il rally è stato alimentato da una serie di notizie positive del settore industriale, queste includevano i forti guadagni di JP Morgan Chase, che ha registrato una performance migliore del previsto, la presentazione per Disney di un nuovo servizio di streaming e l’annuncio che il membro della Dow Chevron prevede di acquisire Anadarko Petroleum per un totale di 33$ miliardi tra liquidi e azioni.
La stabilità commerciale cinese indebolisce le preoccupazioni di un rallentamento
I mercati azionari statunitensi sono stati supportati anche dai dati cinesi sulle esportazioni migliori del previsto, questi hanno contribuito a ridurre le preoccupazioni su un possibile rallentamento della seconda economia mondiale. Lo scorso mese, le esportazioni in dollari in Cina sono aumentate del 14,2%, quasi il doppio di quello che gli economisti si aspettavano.
Previsioni settimanali
Potrebbe esserci un volume inferiore alla media durante questa settimana corta, tuttavia ciò non significa che la volatilità sarà inferiore alla media, potrebbe oscillare se gli acquirenti o i venditori cercheranno di approfittare di tali condizioni.
A parte il tono accomodante delle banche centrali e le preoccupazioni per la lentezza della crescita globale, è difficile trovare un catalizzatore rialzista per l’oro. Un dollaro costante, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato USA e una forte domanda asset a rischio, probabilmente manterranno a freno i prezzi dell’oro. Inoltre, l’inflazione si è attenuata, gli Stati Uniti e la Cina sono vicini a un accordo commerciale e la Brexit è stata rimandata.
Potremmo vedere una certa volatilità del mercato se la Cina si discostasse in entrambe le direzioni rispetto al PIL, si prevede che si attesterà al 6,3%, un dato migliore sarebbe ribassista per l’oro, un dato peggiore sosterrebbe i prezzi dell’oro.
Negli Stati Uniti, i trader avranno l’opportunità di valutare gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio core e quelli sulle vendite al dettaglio.
Venerdì sarà un giorno festivo negli Stati Uniti, non ci saranno attività di trading.
This article was originally posted on FX Empire

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