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mercoledì 17 aprile 2019

L'Angolo del Trader


Bel progresso ieri per Tenaris, +3,38% a 13,00 euro. Kepler Cheuvreux ha ribadito la raccomandazione buy e il target a 14 euro sul titolo dopo che la Corte d'Appello in Argentina ha annullato la sentenza di primo grado su una presunta corruzione di alcuni funzionari del governo che ha coinvolto il CEO e presidente della società Paolo Rocca.
Per i giudici non esistono elementi sufficienti a collegarlo al procedimento e saranno necessarie nuove indagini. A inizio dicembre gli inquirenti avevano chiesto l'arresto preventivo (preventive detention) per tutte le persone coinvolte nell'indagine "Notebook Case", tra cui Paolo Rocca. Si tratta dell'indagine su presunti pagamenti effettuati da Techint Group (holding che controlla Tenaris) nel 2008 a ufficiali del governo argentino per la quale lo scorso 27 novembre Rocca era stato formalmente accusato (decisione preliminare del giudice di prima istanza).

L'analisi del grafico di Tenaris evidenzia l'avvicinamento alla resistenza rappresentata dal massimo del 22 marzo a 13,2350 euro: una vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento decreterebbe la riattivazione del movimento ascendente partito a dicembre verso un primo obiettivo a 13,60/13,70 (massimi di inizio novembre) e quindi in direzione di 15,20/15,30 (picchi raggiunti a agosto e ottobre).
Discese sotto 12,20/12,30 favorirebbero invece una correzione sugli importanti riferimenti di area 11,30: l'eventuale violazione degli stessi creerebbe le premesse per un'inversione di tendenza.
UniCredit tocca i massimi da ottobre in scia all'annuncio degli accordi transattivi con le autorità statunitensi e dello Stato di New York in merito contenzioso relativo alle transazioni effettuate con l'Iran (in violazione delle sanzioni USA) nel periodo 2002-2012: il gruppo pagherà complessivamente 1,3 miliardi di dollari (rumor di inizio aprile indicavano una somma di circa 900 milioni) oltre ad implementare alcune policies e procedure correttive.

La somma è, come già comunicato, interamente coperta dagli accantonamenti stanziati: di conseguenza l'accordo transattivo "porterà ad una liberazione delle risorse accantonate nel primo trimestre del 2019 a livello di Gruppo, con un impatto positivo sul conto economico, al netto delle tasse, pari a circa €300 milioni e avrà un'ulteriore impatto positivo sul ratio CET1 di Gruppo pari a circa +8,5 bps".
Le quotazioni sono salite a testare con i massimi di martedi' in area 12,82 la trend line rialzista che unisce i minimi di febbraio e quelli di marzo, violata al ribasso il 22 marzo e poi rivista dal basso il 3 aprile e nelle ultime due sedute. Questo "return move", come gia' accaduto il 3 aprile, potrebbe essere l'anticamera di una nuova fase ribassista.

Conferme in questo senso verrebbero comunque solo sotto 12,50, primo supporto a 12,40, base del gap del 15 aprile, poi in area 12 euro. Oltre 12,82/83 i prezzi rientrerebbero invece all'interno del canale crescente disegnato da inizio febbraio e potrebbero tentare movimenti verso 13,05 e 13,25 euro.

Ascopiave positiva dopo che AIM Vicenza, AGSM Verona e A2A hanno comunicato di aver inviato ieri, congiuntamente ad ACSM AGAM, "l'offerta non vincolante e la manifestazione di interesse non vincolante relative rispettivamente al ramo di commercializzazione di gas e energia elettrica e al ramo di distribuzione di gas", in ottemperanza alla procedura di gara indetta dalla stessa Ascopiave.

AIM Vicenza, AGSM Verona e A2A hanno anche sottoscritto un termsheet per approfondire eventuali opportunità di business e sinergie industriali, in coerenza con la lettera di intenti firmata lo scorso 20 marzo. Il Sole 24 Ore scrive che agli asset messi in vendita da Ascopiave sono interessate anche Hera, Edison, Eni, Engie e Italgas.
Da un punto di vista grafico Ascopiave ha rotto al rialzo il lato superiore del canale che conteneva il rialzo dai minimi dello scorso autunno, a 3,70 circa, arretrando nel finale di seduta. Incurante dei segnali di ipercomprato, il titolo ha accelerato al rialzo e potrebbe ora raggiungere i top di fine 2017 a 3,87 euro.

Tuttavia la candela disegnata ieri è una shooting star, candela appartenente alla famiglia dei martelli, che potrebbe segnalare un esaurimento del trend in atto. Eventuali flessioni non modificherebbero comunque l'impostazione rialzista, solo discese sotto le ex resistenze a 3,56 circa, massimi allineati di maggio e agosto 2018, farebbero temere un approfondimento più esteso verso 3,34.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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